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Disuguaglianze sociali ed economiche, a soffrirne è il cuore: non è una metafora

I non-corretti stili di vita intercettano la disuguaglianza socio-economica negli esiti della salute cardiovascolare? E la promozione di uno stile di vita sano può ridurre tale disuguaglianza di salute negli classi sociali a basso reddito e livello di istruzione?

Disuguaglianze sociali ed economiche, a soffrirne è il cuore: non è una metafora

Brad Pitt che distribuisce a Los Angeles cibo per le famiglie bisognose

La nostra società non offre certo eguali opportunità a tutti. Le statistiche sono palesi: il livello economico e sociale dei genitori determina largamente quello dei figli. Le classi privilegiate numericamente molto minoritarie nel Paese si riproducono largamente al loro interno. Nel Dopoguerra e negli anni del boom economico la mobilità sociale si era molto alzata, poi pian piano si è richiusa. Le eccezioni ovviamente esistono, ma sono rare. Modificare questa situazione è interesse della maggioranza dei cittadini…”, così scrive Carlo Rovelli in un editoriale sul Corriere della Sera del 26 maggio scorso.*

Ebbene, mio caro lettore, si sa che un basso status socio economico è associato anche ad un aumentato rischio di mortalità e morbosità per numerose malattie. [1] Anche se i non-corretti stili di vita  non sono in apparenza associati, se non in una piccola percentuale, allo stato socio-economico, tuttavia un corretto stile di vita è importante nella prevenzione delle malattie, come ad esempio quelle cardiovascolari. Però, dalla letteratura, sappiamo che lo status socioeconomico basso è associato ad una più elevata mortalità totale e ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, oltre ad un aumento significativo di eventi cardiovascolari.  [2] Per chiarire se i fattori legati allo stile di vita e allo status socio-economico influiscono su queste associazioni, alcuni ricercatori hanno utilizzato i dati di due distinte coorti di popolazione: 44.462 adulti arruolati nel National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) degli Stati Uniti e 399.537 adulti nella biobanca del Regno Unito.

Lo status socio-economico è stato stratificato per reddito familiare, occupazione/stato occupazionale, istruzione e, per quanto riguarda gli Stati Uniti, avere o meno l’assicurazione sanitaria. I risultati di tale indagine sono stati pubblicati sul British Medical Journal. I punteggi sono stati elaborati in relazione agli stili di vita. Ad esempio, avere uno stile di vita corretto significava non fumare, un basso consumo di alcol, una maggiore attività fisica (terzile superiore) ed una migliore qualità dell’alimentazione.  In un follow-up medio di 11 anni, si sono verificati 8.906 decessi nella coorte NHANES degli Stati Uniti e 22.309 decessi nella Biobank del Regno Unito.  Un stato socio-economico basso era associato a una mortalità per tutte le cause più alta rispetto a uno stato socio-economico più elevato (rapporti di rischio: NHANES = 2.13; UK Biobank = 1.96). L’incidenza di malattia cardiovascolare è stata indagata nella solo biobanca britannica (6.903 casi). Il gruppo con basso stato socio-economico aveva un’incidenza più elevata di malattia cardiovascolare (rischio relativo = 1,65) e mortalità per cardiopatie (rischio relativo = 2,25). I fattori legati allo stile di vita hanno interessato solo una piccola parte delle differenze di rischio tra i gruppi con stato socio-economico basso e alto (range = 3,0%; –12,3%). 

La combinazione di status socio-economico basso con nessuno o un fattore di corretto stile di vita, rispetto alla combinazione di status socio-economico alto con tre o quattro fattori di corretto stile di vita, è stata associata a rischi più elevati di morte per tutte le cause, per mortalità cardiovascolare ed incidenza di cardiopatie (range di rischio relativo = 2.09 – 3.53). I non-corretti stili di vita apparentemente intercettano solo una piccola parte della disuguaglianza socio-economica negli esiti della salute cardiovascolare.  Pertanto, è improbabile che la sola promozione di uno stile di vita sano possa ridurre sostanzialmente tale disuguaglianza. La natura osservazionale di questo studio lo rende vulnerabile alle limitazioni inerenti al progetto di indagine. Tuttavia, i corretti stili di vita erano associati a mortalità e rischi inferiori negli esiti della patologia cardiovascolare  nei sottogruppi di popolazione con basso stato socio-economico. Tale evidenza sostiene con forza il ruolo importante degli stili di vita sani nella riduzione del rischio di cardiopatie.

Note

*  Carlo Rovelli. Un tesoretto per i giovani, Corriere della sera 26 maggio 2021 (Disponibile all’indirizzo: www.corriere.it/editoriali/21_maggio_25/)

Bibliografia

1 . Stringhini S, Carmeli C, Jokela M, et al., LIFEPATH consortium. Socioeconomic status and the 25 × 25 risk factors as determinants of premature mortality: a multicohort study and meta-analysis of 1.7 million men and women. Lancet 2017;389:1229-37. doi:10.1016/S0140-6736(16)32380-7. pmid:28159391

2 . Petrovic D, de Mestral C, Bochud M, et al. The contribution of health behaviors to socioeconomic inequalities in health: A systematic review. Prev Med2018;113:15-31. doi:10.1016/j.ypmed.2018.05.003. pmid:29752959

3 . Zhang YB, Chen C, Pan XF, Guo J, Li Y, Franco OH, Liu G, Pan A. Associations of healthy lifestyle and socioeconomic status with mortality and incident cardiovascular disease: two prospective cohort studies. BMJ. 2021 Apr 14;373:n604. doi: 10.1136/bmj.n604. PMID: 33853828; PMCID: PMC8044922.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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