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I carboidrati non sono tutti uguali: ecco come "tenersi il bambino e buttare l'acqua sporca"

In termini di salute o di malattia, i cereali sono tutti uguali? Eliminare o ridurre significativamente i carboidrati dalla propria alimentazione è una scelta salutare?

I carboidrati non sono tutti uguali: ecco come "tenersi il bambino e buttare l'acqua sporca"

Così facendo non si rischia di buttare il bambino con l’acqua sporca? Che cosa suggerisce uno studio recente pubblicato sul prestigioso “New England Journal of Medicine”?

Come spesso accade con le generalizzazioni, quando non si distingue tra i carboidrati raffinati e quelli integrali, facendone un sol fascio, si rischia di saltare alla conclusione che per dimagrire e stare in forma è meglio eliminarli del tutto dalla propria alimentazione. Al contrario, la letteratura scientifica suggerisce che insieme ai carboidrati buoni si butta via anche la propria salute, così come accade con “il bambino insieme all'acqua sporca”. Inoltre, la demonizzazione dei carboidrati, senza distinzione alcuna, ha contribuito alla popolarità delle schifodiete chetogeniche. [1-3]

Ma, come ben sappiamo, non tutti i carboidrati sono uguali. Infatti, un’alimentazione che contempla i carboidrati di buona qualità, ricchi di fibre, a basso  indice glicemico, è associata a livelli più bassi di glicemia post-prandiale, a una riduzione della colesterolemia, dell’infiammazione cronica e a migliori valori di pressione arteriosa. [4,5] Inoltre, un’alimentazione con i carboidrati di qualità ed integrali è stata associata a una ridotta incidenza di diabete e di malattie cardiovascolari, condizioni che possono aumentare il rischio di morte per altre cause, inclusa la malattia da coronavirus 2019 (Covid-19). [6-8]

Gli alimenti a base di carboidrati di scarsa qualità sono quelli che contengono una ridotta quantità di fibre, una percentuale più alta di cereali raffinati e un alto indice glicemico. Esiste un ampio consenso sull’efficacia dei cereali integrali e ricchi di fibre per la prevenzione delle malattie croniche. [4, 9-12] Alcuni ricercatori, utilizzando i dati dello studio epidemiologico condotto nei cinque continenti denominato “PURE” (Prospective Urban and Rural Epidemiology), hanno condotto uno studio per comprendere le associazioni tra il consumo di diversi cereali (integrali versus raffinati), la malattia cardiovascolare e la mortalità e ne hanno recentemente pubblicato i risultati sul New England Journal of Medicine. [13]

Al basale, i 137.130 partecipanti erano liberi da malattie cardiovascolari e avevano completato questionari validati di frequenza alimentare. Tali questionari, specifici per i modelli alimentari dei diversi Paesi, sono stati utilizzati per valutare l'assunzione di cereali raffinati, cereali integrali e riso bianco. 

Al termine dello studio, dopo un follow-up mediano di 9,5 anni, il 9,2% dei soggetti ha avuto un esito primario, quale: la morte per causa cardiovascolare, l’infarto miocardico non fatale, l’insufficienza cardiaca o l’ictus.  Una maggiore assunzione di cereali raffinati è stata associata a un rischio più elevato.  In un'analisi multivariata, chi assumeva una quantità più elevata di cereali raffinati (circa 7 porzioni/giorno o ≥350 g/giorno), rispetto a chi ne consumava di meno (<50 g/giorno), aveva un rischio più alto del 28% di mortalità oppure di incorrere in un evento cardiovascolare maggiore. Questo rischio era: del 33% più elevato per l’infarto miocardico non fatale, l’insufficienza cardiaca o ictus, e del 27% di morire per un evento cardiovascolare.  Questi dati forniscono un ulteriore supporto per le attuali linee guida per una corretta alimentazione* nel raccomandare di limitare l'assunzione di cereali raffinati.


Note

* Ministero della Salute. Linee guida per una sana alimentazione. (http://www.salute.gov.it/)

Bibliografia

1 . Paleo diet: what is it and why is it so popular? Rochester, MN: Mayo Clinic, 2020 (https://www .mayoclinic.org/)

2 . Diet review: ketogenic diet for weight loss. Boston: Harvard T.H. Chan School of Public Health (https://www.hsph.harvard.edu/)

3 . Schulze MB, Manson JE, Ludwig DS, Colditz GA, Stampfer MJ, Willett WC, Hu FB. Sugar-sweetened beverages, weight gain, and incidence of type 2 diabetes in young and middle-aged women. JAMA. 2004 Aug 25;292(8):927-34. doi: 10.1001/jama.292.8.927. PMID: 15328324.

4 . Augustin LS, Kendall CW, Jenkins DJ, Willett WC, Astrup A, Barclay AW, Björck I, Brand-Miller JC, Brighenti F, Buyken AE, Ceriello A, La Vecchia C, Livesey G, Liu S, Riccardi G, Rizkalla SW, Sievenpiper JL, Trichopoulou A, Wolever TM, Baer-Sinnott S, Poli A. Glycemic index, glycemic load and glycemic response: An International Scientific Consensus Summit from the International Carbohydrate Quality Consortium (ICQC). Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2015 Sep;25(9):795-815. doi: 10.1016/j.numecd.2015.05.005. Epub 2015 May 16. PMID: 26160327.

5 . Salmerón J, Manson JE, Stampfer MJ, Colditz GA, Wing AL, Willett WC. Dietary fiber, glycemic load, and risk of non-insulin-dependent diabetes mellitus in women. JAMA. 1997 Feb 12;277(6):472-7. doi: 10.1001/jama.1997.03540300040031. PMID: 9020271.

6 . Liu S, Willett WC, Stampfer MJ, Hu FB, Franz M, Sampson L, Hennekens CH, Manson JE. A prospective study of dietary glycemic load, carbohydrate intake, and risk of coronary heart disease in US women. Am J Clin Nutr. 2000 Jun;71(6):1455-61. doi: 10.1093/ajcn/71.6.1455. PMID: 10837285.

7 . Wolever TM, Jenkins DJ, Jenkins AL, Josse RG. The glycemic index: methodology and clinical implications. Am J Clin Nutr. 1991 Nov;54(5):846-54. doi: 10.1093/ajcn/54.5.846. PMID: 1951155.

8 . Zhou F, Yu T, Du R, Fan G, Liu Y, Liu Z, Xiang J, Wang Y, Song B, Gu X, Guan L, Wei Y, Li H, Wu X, Xu J, Tu S, Zhang Y, Chen H, Cao B. Clinical course and risk factors for mortality of adult inpatients with COVID-19 in Wuhan, China: a retrospective cohort study. Lancet. 2020 Mar 28;395(10229):1054-1062. doi: 10.1016/S0140-6736(20)30566-3. Epub 2020 Mar 11. Erratum in: Lancet. 2020 Mar 28;395(10229):1038. Erratum in: Lancet. 2020 Mar 28;395(10229):1038. PMID: 32171076; PMCID: PMC7270627.

9 . Reynolds A, Mann J, Cummings J, Winter N, Mete E, Te Morenga L. Carbohydrate quality and human health: a series of systematic reviews and meta-analyses. Lancet. 2019 Feb 2;393(10170):434-445. doi: 10.1016/S0140-6736(18)31809-9. Epub 2019 Jan 10. Erratum in: Lancet. 2019 Feb 2;393(10170):406. PMID: 30638909.

10 . Ludwig DS. The glycemic index: physiological mechanisms relating to obesity, diabetes, and cardiovascular disease. JAMA. 2002 May 8;287(18):2414-23. doi: 10.1001/jama.287.18.2414. PMID: 11988062.

11 . Jacobs DR Jr, Meyer KA, Kushi LH, Folsom AR. Whole-grain intake may reduce the risk of ischemic heart disease death in postmenopausal women: the Iowa Women's Health Study. Am J Clin Nutr. 1998 Aug;68(2):248-57. doi: 10.1093/ajcn/68.2.248. PMID: 9701180.

12 . Liu S, Willett WC, Stampfer MJ, Hu FB, Franz M, Sampson L, Hennekens CH, Manson JE. A prospective study of dietary glycemic load, carbohydrate intake, and risk of coronary heart disease in US women. Am J Clin Nutr. 2000 Jun;71(6):1455-61. doi: 10.1093/ajcn/71.6.1455. PMID: 10837285.

13 . Swaminathan S, Dehghan M, Raj JM, Thomas T, Rangarajan S, Jenkins D, Mony P, Mohan V, Lear SA, Avezum A, Lopez-Jaramillo P, Rosengren A, Lanas F, AlHabib KF, Dans A, Keskinler MV, Puoane T, Soman B, Wei L, Zatonska K, Diaz R, Ismail N, Chifamba J, Kelishadi R, Yusufali A, Khatib R, Xiaoyun L, Bo H, Iqbal R, Yusuf R, Yeates K, Teo K, Yusuf S. Associations of cereal grains intake with cardiovascular disease and mortality across 21 countries in Prospective Urban and Rural Epidemiology study: prospective cohort study. BMJ. 2021 Feb 3;372:m4948. doi: 10.1136/bmj.m4948. PMID: 33536317; PMCID: PMC7856570.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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