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Smetti di fumare: anche se prendi qualche chilo, ti alleggerisci la vita

Epidemiologia e Prevenzione sono un binomio indissolubile. Senza l’epidemiologia, la prevenzione si riduce ad un insieme di procedure burocratiche lontane dalla realtà.

Smetti di fumare: anche se prendi qualche chilo, ti alleggerisci la vita

La prospettiva di ingrassare scoraggia alcuni fumatori. Tuttavia, gli ex-fumatori possono prendere confidenza nell'osservazione che l’aver smesso di fumare è associato ad una minore mortalità cardiovascolare, indipendentemente dall'aumento di peso. 

Il prossimo giovedì 13 settembre, nell’ambito della Fiera del Levante, si tiene un importante convegno dal titolo “PER UN SISTEMA STABILE DI EPIDEMIOLOGIA DEI SERVIZI NEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE - OSSERVATORIO ITALIANO SULLA PREVENZIONE (OIP) IL RAPPORTO PREVENZIONE 2017 – 2019: DATI E NUOVI STRUMENTI PER UNA PREVENZIONE EFFICACE”. E’ un’importante occasione perchè dopo tanti anni si torna a mettere l’Epidemiologia al centro della Prevenzione. L’Epidemiologia e la Prevenzione sono due capisaldi della Sanità pubblica, oltre che la traccia di tanti argomenti dell’Igiene moderna. Ad esempio, l’Epidemiologia e la Prevenzione riguardano ambiti apparentemente lontani, ma che possono essere portati ad unitarietà negli interventi di prevenzione. Senza l’epidemiologia (lo studio della distribuzione delle malattie in una popolazione e analisi delle cause o dei fattori di rischio) la Prevenzione si riduce ad un insieme di procedure burocratiche. Tutto questo ovviamente riguarda anche la Prevenzione Nutrizionale e, per spiegarmi meglio, prendo a prestito il binomio smettere di fumare e aumento del peso corporeo.

Caro lettore, la Prevenzione Nutrizionale basata su Evidenze Scientifiche riguarda anche quelle persone che hanno stili di vita non corretti, ancorché lontani dalla sfera dell’alimentazione. Ad esempio, chi fuma può essere scoraggiato dall’abbandonare questo pessimo vizio perchè preoccupato dall’aumento del peso corporeo susseguente allo smettere di fumare. Ora, grazie ad un importante studio pubblicato recentemente possiamo fugare anche questa preoccupazione ed incoraggiare ad abbandonare la sigaretta. Smettere di fumare comporta notevoli benefici. L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ne elenca diversi, sia immediati che a distanza [1]: 

Dopo 20 minuti: La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca tornano nella norma
Dopo 24 ore: I polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo
Dopo 2 giorni: L'organismo si è liberato dalla nicotina e ricomincia a recuperare gusto e olfatto
Dopo 3 giorni: Si comincia a respirare meglio e si recupera energia
Dopo 2-12 settimane: La circolazione del sangue migliora
Dopo 3-9 mesi: Il miglioramento nella respirazione si fa più marcato; tosse e sibili si riducono
Dopo 1 anno: Il rischio cardiovascolare si è dimezzato rispetto a quello di chi continua a fumare
Dopo 10 anni: Il rischio di tumore del polmone in molti casi è tornato pari a quello di chi non ha mai fumato o comunque è dimezzato (dipende da molti fattori, tra cui il numero di sigarette fumate e gli anni in cui si è fumato)

In molti casi, purtroppo, smettere di fumare comporta un aumento del peso corporeo. E la comunità scientifica è da diverso tempo che si interroga se questo aumento ne possa attenuare i benefici [2-13]. In particolare, la domanda più frequente riguarda il rischio cardiovascolare e il diabete tipo 2 legato all’aumento di peso. Per indagare questa ipotesi, recentemente alcuni ricercatori hanno utilizzato i dati di circa 160.000 operatori sanitari degli Stati Uniti che hanno partecipato a studi prospettici sullo stato di salute, durati diversi decenni [14]. Per questo lavoro, finanziato dal National Institute of Health (NIH), sono stati utilizzati i dati corte di tre studi: il Nurses' Health Study, il Nurses' Health Study II ed il Health Professionals Follow-up Study. I ricercatori hanno identificato coloro che avevano smesso di fumare e valutato in modo prospettico i cambiamenti nell’abitudine al fumo e nel peso corporeo, ed hanno stimato i rischi di diabete di tipo 2, di morte per malattie cardiovascolari e di morte per qualsiasi causa tra gli ex-fumatori, in base alle variazioni di peso dopo aver smesso di fumare. Indipendentemente da eventuali cambiamenti di peso, le persone che hanno smesso non hanno avuto un aumento temporaneo della mortalità. "Nel complesso, i nostri dati - affermano gli Autori - hanno mostrato che il successivo aumento di peso, in media, non attenuava i benefici apparenti della cessazione del fumo sulla riduzione della mortalità cardiovascolare o dell'estensione della longevità… Tuttavia, prevenire un eccessivo aumento di peso può massimizzare i benefici per la salute della cessazione del fumo riducendo il rischio a breve termine del diabete e abbassando ulteriormente il rischio a lungo termine di morte".

Vediamo in sintesi i risultati di questo interessante studio. Durante il follow-up medio di 20 anni, le nuove diagnosi di diabete erano significativamente più probabili tra i fumatori che avevano smesso di fumare rispetto a quelli che continuavano a fumare.  Questa maggiore incidenza di diabete è stata osservata principalmente negli ex-fumatori che hanno avuto un aumento di peso maggiore di 5 kg e l'incidenza del diabete ha raggiunto il picco a 5-7 anni dopo aver smesso di fumare. Tuttavia, i partecipanti che hanno smesso di fumare hanno avuto una riduzione significativa nella mortalità per patologie cardiovascolari e per tutte le cause durante il follow-up rispetto a quelli che hanno continuato a fumare, e questa mortalità più bassa tra gli ex-fumatori è stata osservata anche in coloro che hanno acquisito un peso sostanziale. Il rischio di diabete di tipo 2 è stato più alto tra gli ex-fumatori più recenti (da 2 a 6 anni dalla cessazione del fumo) rispetto agli attuali fumatori (hazard ratio, 1,22, intervallo di confidenza al 95% [CI], da 1,12 a 1,32). Il rischio ha raggiunto il picco tra i 5 ei 7 anni dopo aver smesso e poi è gradualmente diminuito. L'aumento temporaneo del rischio di diabete di tipo 2 era direttamente proporzionale all'aumento di peso, e il rischio non era aumentato tra gli ex-fumatori senza aumento di peso (P <0,001 per l'interazione). Al contrario, gli ex-fumatori non hanno avuto un temporaneo aumento della mortalità, indipendentemente dal cambiamento di peso dopo aver smesso. Rispetto agli attuali fumatori, i hazard ratio per morte per malattia cardiovascolare erano 0,69 (IC al 95%, da 0,54 a 0,88) tra i soggetti che non hanno avuto aumento di peso, 0,47 (95% CI, 0,35-0,63) tra quelli con aumento di peso da 0,1 a 5,0 kg, 0,25 (IC 95%, 0,15-0,42) tra quelli con aumento di peso da 5,1 a 10,0 kg, 0,33 (IC 95%, 0,18-0,60) tra quelli con aumento di peso superiore a 10,0 kg e 0,50 (95% CI, da 0,46 a 0,55) tra i soggetti ex-fumatori da lungo tempo (> 6 anni dalla cessazione del fumo). Associazioni simili sono state osservate per la morte da qualsiasi causa. La prospettiva di ingrassare scoraggia alcuni fumatori a smettere; gestire l'aumento di peso è un elemento importante nella gestione clinica dei pazienti che smettono. Tuttavia, gli ex-fumatori possono prendere confidenza nell'osservazione che la cessazione del fumo è associata ad una minore mortalità cardiovascolare, indipendentemente dall'aumento di peso.


Bibliografia

1 . Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Cosa succede smettendo di fumare? [disponibile all’indirizzo: www.airc.it]

2 . Aubin H. J., Farley A., Lycett D., Lahmek P., Aveyard P. (2012). Weight gain in smokers after quitting cigarettes: Meta-analysis. British Medical Journal, 345, e4439.  

3 . Basterra-Gortari F. J., Forga L., Bes-Rastrollo M., Toledo E., Martínez J. A., Martínez-González M. A. (2010). Effect of smoking on body weight: Longitudinal analysis of the SUN cohort. Revista Española de Cardiología, 63, 20–27. 

4 . Elley W. B., Irving J. C. (1972). A socio-economic index for New Zealand based on levels of education and income from the 1966 census. New Zealand Journal of Educational Studies, 7, 153–167

5 . Fernández E., Chapman S. (2012). Quitting smoking and gaining weight: The odd couple. British Medical Journal, 345, e4544. 

6 . Flegal K. M., Troiano R. P., Pamuk E. R., Kuczmarski R. J., Campbell S. M. (1995). The influence of smoking cessation on the prevalence of overweight in the United States. The New England Journal of Medicine, 333, 1165–1170.  

7 . Hancox R. J., Milne B. J., Poulton R. (2004). Association between child and adolescent television viewing and adult health: A longitudinal birth cohort study. Lancet, 364, 257–262.  

8 . Kamaura M., Fujii H., Mizushima S., Tochikubo O. (2011). Weight gain and risk of impaired fasting glucose after smoking cessation. Journal of Epidemiology, 21, 431–439.  

9 . Landhuis C. E., Poulton R., Welch D., Hancox R. J. (2008). Childhood sleep time and long-term risk for obesity: A 32-year prospective birth cohort study. Pediatrics, 122, 955–960. 10.1542/peds.2007-3521 .

10 . Lycett D., Munafò M., Johnstone E., Murphy M., Aveyard P. (2011). Associations between weight change over 8 years and baseline body mass index in a cohort of continuing and quitting smokers. Addiction, 106, 188–196.  

11 . McGee R., Williams S., Nada-Raja S., Olsson C. A. (2013). Tobacco smoking in adolescence predicts maladaptive coping styles in adulthood. Nicotine & Tobacco Research, 15, 1971–1977.  

12 . Munafò M. R., Tilling K., Ben-Shlomo Y. (2009). Smoking status and body mass index: A longitudinal study. Nicotine & Tobacco Research, 11, 765–771.  

13 . O’Hara P., Connett J. E., Lee W. W., Nides M., Murray R., Wise R. (1998). Early and late weight gain following smoking cessation in the Lung Health Study. American Journal of Epidemiology, 148, 821–830. 

14 . Hu Y, Zong G, Liu G, Wang M, Rosner B, Pan A, Willett WC, Manson JE, Hu FB, Sun Q. Smoking Cessation, Weight Change, Type 2 Diabetes, and Mortality. N Engl J Med. 2018 Aug 16;379(7):623-632.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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