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Con 5 raccomandazioni al giorno ti togli il medico di torno

Si può invecchiare in salute? Oppure, con la vecchiaia siamo tutti condannati ad una giornata scandita dai farmaci? Eppure, un farmaco su due, afferma Silvio Garattini, è inutile

Con 5 raccomandazioni al giorno ti togli il medico di torno

Le evidenze suggeriscono che una vita sana è migliore di qualsiasi pillola ed è senza effetti collaterali. Che cosa occorre fare in concreto per invecchiare in salute, a partire dall’alimentazione?

La vecchiaia nuoce gravemente alla salute”, sosteneva  Pino Caruso con una battuta. Quasi a voler sottolineare il nesso imprescindibile tra invecchiare e malattie croniche. Caro lettore del blog domenicale, sai che la gran parte degli articoli che pubblico è dedicata al corretto stile di vita, così come raccomandato dalle autorità sanitarie internazionali: dieta prevalentemente a base vegetale, peso sano, poco sale ed alcol, esercizio fisico ed attività motoria.Una vita sana è - come affermano gli Autori di un articolo pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne - "Migliore di qualsiasi pillola - e senza effetti collaterali!” [1].  Mentre, Silvio Garattini, farmacologo e fondatore dell'Istituto Mario Negri, solo qualche settimana fa in una bella intervista, precisa che: «Non possiamo guarire tutto con i farmaci, ma buoni stili di vita possono evitare l’impiego di molti farmaci»*. Ebbene, uno studio, pubblicato da poco, e condotto nel Regno Unito ha trovato che coloro che aderivano alle 5 raccomandazioni per un sano stile di vita avevano un rischio di cancro significativamente minore. Complessivamente, tale il rischio era ridotto di un terzo.

Le 5 raccomandazioni erano le seguenti: (1) non fumare, (2) avere un peso sano, (3) seguire un’alimentazione equilibrata, (4) praticare attività motoria e (5) bere alcol moderatamente. I risultati di questo studio sono in linea con quelli di altri lavori, nei quali i ricercatori hanno trovato che un cancro su tre poteva essere prevenuto con un buon stile di vita [2-4]. Tuttavia, la ricerca pubblicata in e-cancer, una rivista dell’Istituto Europeo di Oncologia (European Institute of Oncology), aggiunge qualcosa di originale rispetto alle precedenti. Innanzitutto, sono stati utilizzati i dati di oltre 340.000 partecipanti alla Biobanca britannica, che è uno studio prospettico di circa mezzo milione di persone. L’analisi dei dati a 5 anni di follow-up, ha trovato che chi seguiva tutte le 5 raccomandazioni sui sani stili di vita aveva il 32% in meno di probabilità di una diagnosi di cancro rispetto a coloro che avevano aderito solo ad una o nessuna delle raccomandazioni. Il seguire una raccomandazione in più, quindi, riduceva di un 8% il rischio di cancro.In particolare, i risultati hanno mostrato un 25% di riduzione del cancro al colon-retto ed un 35% di quello alla mammella. Anche questi dati sono concordi con altri pubblicati in precedenza. Ed i report, continuamente aggiornati e disponibili sul sito www.aicr.org, dell’American Institute for Cancer Research/World Cancer Research Fund (AICR/WCRF) mostrano che un sano stile di vita gioca un ruolo centrale nella riduzione rischio per entrambi questi tumori.
Ed il dott. Nigel Brockton, direttore della Ricerca presso l'American Institute for Cancer Research, afferma che: "Anche piccoli cambiamenti nello stile di vita possono modificare il rischio di cancro e l’adozione di comportamenti sani consente di ridurre anche il rischio di altre comuni malattie croniche",.

I ricercatori, infatti, hanno anche trovato una riduzione del rischio di diabete, della malattia cardio-vascolare, della demenza, ed i risultati del lavoro in e-cancer, pertanto, supportano la tesi secondo la quale adottare sani stili di vita  si traduce in un migliore stato di salute. Del tutto inaspettatamente, però, i dati hanno mostrato che i sani stili di vita erano associati ad un aumentato rischio di cancro alla prostata. Una probabile spiegazione è che i soggetti con un migliore stile di vita hanno anche una maggiore preoccupazione per il proprio stato di salute e, quindi, si sottopongono più spesso agli esami per la diagnosi precoce del cancro prostatico. “Sembra, quindi, probabile che la disponibilità relativamente recente di test del PSA - precisano gli Autori dello studio - abbia distorto quella che è probabilmente una riduzione del cancro alla prostata da comportamenti sani, in linea con le relazioni degli altri tumori. Mentre è meno probabile che si verifichi un simile errore di screening nel colon e nel carcinoma mammario, test di screening importanti introdotti molto prima e ampiamente promossi nel Regno Unito, rendendo così l’errore selettivo ai test di screening improbabile di quanto avviene con il PSA. D'altra parte, potrebbe semplicemente essere che il cancro alla prostata sia meno sensibile ai comportamenti di stile di vita, ma non siamo a conoscenza di nessun dato di supporto a questa spiegazione.” [5] I punti di forza dello studio britannico sono la dimensione della coorte ed il disegno prospettico. I principali limiti sono il basso tasso di risposta alla Biobanca britannica e la relativa dicotomizzazione dei comportamenti in "sano" e "non sano". Inoltre, per quanto riguarda la dieta, i ricercatori si sono limitati solo al consumo di frutta e verdura, e per il fumo di tabacco non sono stati presi in considerazione se i soggetti erano degli ex-fumatori. Ancorché con queste limitazioni, i risultati sono coerenti con un altro grande studio di popolazione che ha utilizzato tecniche più sofisticate di raccolta dati [6]. Il numero di nuovi casi di cancro (che in gergo viene chiamato con il termine “incidenza”) è aumentato a prescindere dall’invecchiamento della popolazione. Nel Regno Unito, ad esempio, anche dopo la standardizzazione per sesso ed età (una tecnica che serve per “depurare” l’effetto dell’invecchiamento di popolazione”), l’incidenza di cancro, negli ultimi dieci anni, è aumentata del 3% nei maschi e dell’8% nelle donne [7].


Sul versante dei sani stili di vita disponiamo di ampie concordanti evidenze circa i benefici per la salute, compresa la riduzione del rischio di sviluppare il cancro. Alcuni Autori hanno indicato come l’adesione a 4 delle 5 raccomandazioni dei sani stili di vita predicano una differenza quadrupla nella mortalità totale negli uomini e nelle donne, con un impatto stimato equivalente ad una sopravvivenza aggiuntiva di circa quattordici anni [8]. Vale a dire che chi segue 4 su 5 raccomandazioni ha un rischio di mortalità totale di 4 volte inferiore rispetto a chi non segue alcuna raccomandazione, e che quest’ultimi hanno una sopravvivenza inferiore di 14 anni rispetto a chi segue 4 su 5 raccomandazioni.

Altri ricercatori hanno trovato che seguire quattro raccomandazioni dei sani stili di vita  ha comportato un rischio inferiore del 78% (95% IC, 72-83%) di sviluppare una malattia cronica (diabete, malattie cardiache, ictus o cancro) rispetto a soggetti che trascurano le raccomandazioni [6]. Anche per la funzione cognitiva, un altro team di ricercatori ha trovato benefici di una ridotta compromissione in un follow-up a 30 anni ed una riduzione del 60% nel rischio di incappare in una demenza [1]. Alcuni autori esortano, pertanto, i medici e gli altri operatori sanitari ad utilizzare qualsiasi occasione d’incontro con i pazienti per sollecitare e incoraggiare costoro a migliorare il loro stile di vita [9-12]. In uno studio randomizzato, il suggerimento circa i corretti stili di vita offerto ai partecipanti ai programmi di screening di cancro colorettale ha portato ad un aumento dell'adesione ad una dieta sana e ad un aumento dell'attività fisica [13].

Note

* Cristina Serra, "Metà dei farmaci in commercio oggi sono del tutto inutili" Esami prescritti senza senso, cure usate senza alcuna evidenza scientifica, integratori visti come panacea di tutti i mali. La dura denuncia di Silvio Garattini, fondatore dell'Istituto Mario Negri. L’Espresso, 21 dicembre 2017 [disponibile all’indirizzo: http://espresso.repubblica.it/]

Bibliografia

1 . Elwood P, Galante J, Pickering J, Palmer S, Bayer A, Ben-Shlomo Y, Longley M, Gallacher J. Healthy lifestyles reduce the incidence of chronic diseases and dementia: evidence from the Caerphilly cohort study. PLoS One. 2013 Dec 9;8(12):e81877. 

2 . Romaguera D, Vergnaud AC, Peeters PH, et al .Is concordance with World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research guidelines for cancer prevention related to subsequent risk of cancer? Results from the EPIC study. Am J Clin Nutr. 2012 Jul;96(1):150-63.

3 . Erdrich J, Zhang X, Giovannucci E, Willett W. Proportion of colon cancer attributable to lifestyle in a cohort of US women. Cancer Causes Control. 2015 Sep;26(9):1271-1279. 

4 . Kabat GC, Matthews CE, Kamensky V, Hollenbeck AR, Rohan TE. Adherence to cancer prevention guidelines and cancer incidence, cancer mortality, and total mortality: a prospective cohort study. Am J Clin Nutr. 2015 Mar;101(3):558-69.

5 . Elwood Peter C, Whitmarsh Alex, Gallacher John, Bayer Anthony, Adams Richard, Heslop Luke, Pickering Janet, Morgan Gareth, Galante Julieta, Dolwani Sunil, Longley Marcus and Roberts Zoe E (2018) Healthy living and cancer: evidence from UK Biobank ecancer 12 792.

6 . Ford ES, Bergmann MM, Kröger J, Schienkiewitz A, Weikert C, Boeing H. Healthy living is the best revenge: findings from the European Prospective Investigation Into Cancer and Nutrition-Potsdam study. Arch Intern Med. 2009 Aug 10;169(15):1355-62

7 .  Ahmad AS, Ormiston-Smith N, Sasieni PD. Trends in the lifetime risk of developing cancer in Great Britain: comparison of risk for those born from 1930 to 1960. Br J Cancer. 2015 Mar 3;112(5):943-7.    

8 .  Khaw KT, Wareham N, Bingham S, Welch A, Luben R, Day N. Combined impact of health behaviours and mortality in men and women: the EPIC-Norfolk prospective population study. PLoS Med. 2008 Jan 8;5(1):e12.

9 .  R. Thaler and C. Sunstein (2008) Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth, and Happiness (Penguin Books) 

10 .  NHS England http://www.makingeverycontactcount.co.uk/

11 . Anderson AS, Mackison D, Boath C, Steele R. Promoting changes in diet and physical activity in breast and colorectal cancer screening settings: an unexplored opportunity for endorsing healthy behaviors. Cancer Prev Res (Phila). 2013 Mar;6(3):165-72.

12 . Chan DS, Norat T. Obesity and breast cancer: not only a risk factor of the disease. Curr Treat Options Oncol. 2015 May;16(5):22.

13 . Robb KA, Power E, Kralj-Hans I, Atkin WS, Wardle J. The impact of individually-tailored lifestyle advice in the colorectal cancer screening context: a randomised pilot study in North-West London. Prev Med. 2010 Dec;51(6):505-8.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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