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Il buon grasso amico della salute

Una ricerca della Cornell University mostra come riattivare il “grasso brucia-calorie” negli anziani, aprendo nuove prospettive contro obesità e diabete

Il buon grasso amico della salute

Intervenendo sui segnali cellulari che regolano il comportamento del tessuto adiposo, potrebbe essere possibile sviluppare nuove terapie contro aumento di peso, diabete e malattie metaboliche, trasformando il grasso da “nemico” del benessere a prezioso alleato della salute.

Un grasso che brucia energia


Il grasso beige è un particolare tipo di tessuto adiposo che, a differenza del più comune grasso bianco, non si limita ad accumulare energia sotto forma di lipidi, ma può convertirsi in una vera e propria “stufa metabolica” capace di bruciare calorie. In questo assomiglia al grasso bruno, molto attivo nei neonati e nei giovani, che aiuta a produrre calore e a mantenere costante la temperatura corporea.

Quando l’età rallenta il metabolismo


Con l’avanzare degli anni, questa capacità del grasso beige tende a ridursi sensibilmente. Il corpo diventa meno efficiente nello smaltire l’energia in eccesso, il metabolismo rallenta, aumenta la glicemia e si accumula più grasso, favorendo condizioni come obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e infiammazione cronica. È una delle ragioni per cui, a parità di alimentazione e attività fisica, con l’età diventa più facile aumentare di peso.

La proteina che blocca il grasso “brucia-calorie”


Uno studio della Cornell University, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha individuato la possibile causa di questa riduzione. Nel tessuto adiposo anziano, le cellule progenitrici che dovrebbero originare nuovo grasso beige producono in eccesso una proteina chiamata Pdgfrβ (Platelet-Derived Growth Factor Receptor beta). Quando questa proteina è troppo attiva, blocca la trasformazione delle cellule in adipociti beige, impedendo loro di diventare brucia-calorie. Il risultato è un grasso che funziona sempre più come deposito e sempre meno come organo metabolico attivo.

Come riaccendere il metabolismo del grasso


I ricercatori hanno dimostrato che, bloccando l’azione di Pdgfrβ, le cellule del tessuto adiposo anziano recuperano la capacità di formare grasso beige. Nei topi anziani, questo intervento ha riattivato il metabolismo energetico, migliorato la capacità di bruciare calorie e ottimizzato il controllo della glicemia, senza necessità di esposizione prolungata al freddo, che nei giovani stimola naturalmente il grasso beige ma che negli anziani risulta inefficace.

Il contributo del sistema immunitario


La stessa ricerca ha evidenziato un ruolo fondamentale del sistema immunitario. Una molecola chiamata interleuchina-33 (IL-33) stimola infatti l’attivazione del grasso beige. Nell’invecchiamento non diminuisce la sua presenza, ma si perde la capacità dell’organismo di aumentarne i livelli in risposta al freddo. Inibendo Pdgfrβ o un suo mediatore interno, Stat1, i ricercatori hanno ripristinato la risposta a IL-33, permettendo nuovamente l’attivazione del grasso beige.

Il grasso può diventare un alleato della salute


Questi risultati suggeriscono che il rallentamento del metabolismo con l’età non sia un destino inevitabile. Intervenendo sui segnali cellulari che regolano il comportamento del tessuto adiposo, potrebbe essere possibile sviluppare nuove terapie contro aumento di peso, diabete e malattie metaboliche, trasformando il grasso da “nemico” del benessere a prezioso alleato della salute.

Bibliografia
Benvie, A. M., Lee, D., Steiner, B. M., Xue, S., Jiang, Y., & Berry, D. C. (2023). Age-dependent Pdgfrβ signaling drives adipocyte progenitor dysfunction to alter the beige adipogenic niche in male mice. Nature Communications, 14, 1806. https://doi.org/10.1038/s41467-023-37386-z

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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