Cerca

IL PIANETA VEGA

Chi di petrolio ferisce...

Non si è fatto in tempo ad astenersi dal referendum del 17 aprile, che subito il destino ha voluto beffarsi dell'indolenza italiota con il drammatico evento dello sversamento di greggio in Liguria

Chi di petrolio ferisce...

Una papera ricoperta di petrolio

L'astensione della scorsa settimana non è stata un bel gesto. La questione non è la vittoria di uno dei due fronti, ma il disinteresse mostrato dagli Italiani verso il mare e l'ambiente e verso la democrazia e, in ultima istanza, verso sé stessi. Si poteva andare a votare e dire che no, le trivellazioni non si devono fermare, devono continuare fino a esaurimento. Quella sarebbe stata una chiara espressione di volontà popolare. Magari avrebbe vinto, invece, il SI, come nella minoranza che si è recata alle urne. Una volontà popolare però in tutto questo ha purtroppo vinto: quella di non occuparsi del nostro Paese, delle proprie vite, di quanto ci riguarda più direttamente. Una chiara volontà che ha detto a chi governa: "fate voi, a noi non interessa". Con due possibili sfumature: quella del "tanto si farà comunque come vorrete voi" e quella del "non ci tange proprio". Due modi diversi di intendere l'astensione che però portano a un unico risultato. In realtà c'è stato anche chi non ha votato ritenendo questo un referendum inutile. Ecco, quando c'è una sollevazione popolare di cittadini per i cittadini, potrà anche essere ritenuta inutile, ma va sostenuta. Anche votando contro, certamente. 

In ogni caso la legge del contrappasso ha voluto che dopo due giorni si verificasse una perdita di greggio in un fiume nei pressi di Genova che ha già abbattuto un ecosistema e che potrebbe avere ricadute importanti anche sul sistema del turismo, con l'estate ormai alle porte. Tante persone hanno respirato l'aria inquinata, tanti animali sono morti a causa di quel male nero. Non staremo qui a dire che se le trivelle si fermassero, sarebbe tutto meno pericoloso, né che questo evento catastrofico c'entra con le trivellazioni. Però c'entra con la necessità di potenziare al più presto un altro sistema, quello delle energie rinnovabili, che sicuramente un po' anche loro inquinano, ma almeno non possono causare simili episodi.

C'è da dire che il mondo in cui viviamo è immerso nel petrolio: non solo i carburanti, ma anche la plastica che usiamo per le cose più quotidiane proviene dagli idrocarburi. Però non è detto che il petrolio sia insostituibile e le bioplastiche una mano in tal senso la cominciano a dare.

Non sono una di quelli che utopisticamente pensa di risolvere i problemi dall'oggi al domani e che sia possibile non inquinare. Ogni forma di antropizzazione produce un qualche inquinamento; bisogna però trovare un modo per vivere in una maggiore armonia con quanto ci circonda. Dovremmo passare dall'Homo sapiens sapiens, oggi antropologicamente Homo oeconomicus, all'Homo ecologicus. Questo sì sarebbe un bel salto nell'evoluzione. Io non sono una grande scienziata, non mi occupo di materiali e materie prime, ma nel mio piccolo penso che ciascuno possa fare la differenza, anche se minima. Tutti siamo costituiti da atomi, no? E un modo, tutt'altro che piccolo, per fare la differenza è esprimersi, non delegare (magari per poi lamentarsi). 

Ci evolveremo mai?

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione