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La Puglia ricorda le 23 vite spezzate dallo scontro dei treni sulla Andria-Corato, il 12 luglio 2016

Sono trascorsi tre anni da quel 12 luglio che ha cambiato le vite di molti cittadini pugliesi. Erano le 11,05 quando due treni si scontrarono frontalmente sulla tratta Andria - Corato: 23 i morti, 51 i feriti.

"Tre anni. Tre anni di dolore. Tre anni di silenzio delle Istituzioni, si sono gia' dimenticati di loro”, scrivono sulla pagina Facebook i parenti delle vittime che sono riuniti in una associazione, l'Astip. A corredo della richiesta di giustizia, un video che racconta quei tremendi minuti dopo l'impatto.

Sono trascorsi tre anni da quel 12 luglio che ha cambiato le vite di molti cittadini pugliesi. Erano le 11,05 quando due treni si scontrarono frontalmente sulla tratta Andria - Corato: 23 i morti, 51 i feriti. "Tre anni. Tre anni di dolore. Tre anni di silenzio delle Istituzioni, si sono gia' dimenticati di loro. 12 luglio 2016 23 morti e 51 feriti nello scontro frontale tra due treni. Come si puo' dimenticare questa immane tragedia?", scrivono sulla pagina Facebook i parenti delle vittime che sono riuniti in una associazione, l'Astip. A corredo della richiesta di giustizia, un video che racconta quei tremendi minuti dopo l'impatto. Si sente la voce disperata di una passeggera chiedere aiuto a un numero di emergenza dal treno che da Andria procedeva in direzione Bari. Parla di paura, feriti, sangue. A corredo della sua voce, le immagini tremende dei due treniincastrati e dilaniati. "Sono passati tre anni da quella giornata tragica, una giornata in cui ricordo le lacrime, il calore, l'acciaio dei treni che si erano aperti come le scatolette che magari troviamo nel frigorifero", ha detto il sindaco di Bari Antonio Decaro a margine della cerimonia commemorativa che si e' svolta a piazza Moro dove e' stata sistemata una targa con i nomi delle vittime. "Io quel giorno ero a Roma - ricorda il primo cittadino - le notizie che arrivavano erano sempre peggiori. Lasciai tutto per venire qui e mi sono trovato davanti al dolore di tanti amici e di tanti parenti. Un dolore che c'e' anche qui oggi. Abbiamo messo una targa non solo perche' vogliamo celebrare la memoria una volta all'anno, ma perche' e' un modo per stare insieme, per raccontarci quello che e' successo in questo anno e credo sia un modo anche per avere fiducia e speranza nel futuro". "Da quel giorno sono cambiate tante cose, e' cambiata anche la normativa sulla sicurezza ferroviaria - oggi se ne occupa una agenzia nazionale", ha aggiunto Decaro che ha spiegato perche' la targa e' stata sistemata nella piazza antistante la stazione ferroviaria barese. "Abbiamo voluto mettere qui questa targa perche' questo e' un luogo di passaggio, dove tanti pendolari, tanti studenti passano di qui. Questo e' il posto del diritto alla mobilita' e credo che sia legato al diritto alla mobilita' anche il diritto alla sicurezza nessuno deve morire mentre sta soddisfacendo un proprio diritto che e' il diritto di andare a scuola o sul posto di lavoro. Spero che continueranno a cambiare in meglio le cose cosi' come sono cambiate questi anni", ha concluso.

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