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La questione culturale del calcio a Foggia

Io, Lucio e "La fattoria degli animali" allo Zaccheria

A proposito dell'ammonimento riservatomi dal Presidente del Foggia Calcio, Fares, sulle critiche alla Società calcistica per la presenza lunedì scorso allo stadio, alla partita a porte chiuse tra Foggia e Andria, di tifosi di "serie A" rispetto a quelli di "serie B" rimasti fuori

Io, Lucio e "La fattoria degli animali" allo Zaccheria

Il Presidente Fares nella conferenza stampa di ieri

Caro Presidente, la questione che sollevi, che io ritengo importante per un pubblico confronto (solo per questo la riprendo), offre tre, significativi, elementi di riflessione: uno sul piano della deontologia professionale (il mestiere di giornalista), un altro sul rispetto delle regole che una comunità, anche sportiva, si dà per essere ordinata; un terzo, infine ma non per ultimo, di buon esempio di cui lo sport deve essere sempre campione.  

Non polemizzo con Lucio Fares che, anche per amicizia, stimo persona perbene e ottimo professionista. Al Presidente del Foggia Calcio, il ruolo pubblico che egli ricopre, non posso però lasciare cadere nel vuoto l'ammonimento che mi ha riservato ieri nel corso di una conferenza stampa a proposito delle critiche riversate addosso alla Società calcistica per la presenza lunedì scorso allo stadio, alla partita a porte chiuse tra Foggia e Andria, di attori (Scamarcio), showmen (Pio Amedeo) ed altre 400 persone abusive del regolamento della giustizia sportiva sulla disputa delle gare a porte chiuse, a dispetto dei tanti tifosi abbonati rimasti fuori dai cancelli dello Zaccheria.

L'AMMONIMENTO DI FARES

Citandomi con affetto (che da parte mia è assolutamente ricambiato), Lucio Fares, sulla questione specifica evidentemente, invita me e «Coloro che svolgono un servizio importante, qual è quello dell'informazione, ad offrire maggiore informazione che non è solo quella che si dà, ma anche quella che si prende al momento in cui si dà l'informazione. Dopo che mi sono laureato in Economia e Commercio alla Luiss, ho frequentato come assistente per un anno la scuola di giornalismo della Luiss che è una delle prime in Italia ed ho imparato che è così che si fa il vero giornalismo. Quindi, bisognerebbe prima informarsi e capire qual è la fonte per poi dare l'informazione giusta». Così ha detto il Presidente del Foggia Calcio. L'informazione giusta, che avremmo dovuto attingere alla fonte prima di scrivere di "tifosi di serie A e tifosi di serie B" allo stadio, è, come ha riferito lo stesso Presidente, che per la partita Foggia Andria sono stati riservati: «150 accrediti alla Lega, 100 all'Andria, 75 tra giornalisti e tecnici, 50 disabili, in più c'erano le forze dell'ordine e gli steward; per cui è presto facile arrivare a quelle 400-450 persone di cui si è parlato. Gli accrediti del Foggia Calcio sono stati distribuiti ampiamente tra gli sponsor che ritengo legittimati pienamente ad entrare. Mi dispiace che sia stata fatta una inutile e sterile polemica sulla presenza di artisti di primissimo livello quali possono essere Riccardo Scamarcio, per di più invitato dall'Andria, nelle cui questioni io e ritengo nessun altro debba entrare, o di Pio e Amedeo che comunque rappresentano la foggianità in tutto e per tutto; al di là di questo, ritengo comunque che la Società abbia quanto meno il diritto di poter invitare chi ritiene opportuno». 

LE REGOLE E IL BUON ESEMPIO

Caro Presidente, la questione che sollevi, che io ritengo importante per un pubblico confronto (solo per questo la riprendo), offre tre, significativi, elementi di riflessione: uno sul piano della deontologia professionale (il mestiere di giornalista), un altro sul rispetto delle regole che una comunità, anche sportiva, si dà per essere ordinata; un terzo, infine ma non per ultimo, di buon esempio di cui lo sport deve essere sempre campione. Per far tesoro del Tuo master alla Luiss,  riguardo la deontologia giornalistica, la fonte a cui ci siamo preoccupati di far riferimento, e che abbiamo riportato, è la lettera a) del "regolamento della giustizia sportiva sulla disputa delle gare a porte chiuse" che recita: «Ogni società può far entrare nelle struttura sportiva un massimo di 30 tesserati, ivi compresi coloro che figureranno nella distinta di gara». Nella conferenza stampa, Presidente, non ne fai parola così che gli accrediti che ti premuri di spiegare, più che una giustificazione, diventano una conferma dell'abuso del regolamento imposto dalla giustizia sportiva, commesso dalle società calcistiche del Foggia e dell'Andria; questo, oggettivamente, prescinde dal libero arbitrio che Tu rivendichi, giustamente, per le Società di ospitare chi ritengono opportuno, indiscutibile per qualsiasi "regolare" partita di campionato. E a proposito di regole, benché il Foggia Calcio può indubbiamente decidere a casa sua ciò che crede, essendo lo stadio un bene dei cittadini foggiani è doveroso che per il suo utilizzo si faccia chiarezza sugli accordi intercorsi con il Comune di Foggia, in ragione del regolamento municipale di usufrutto e ristoro delle strutture sportive. 

Infine, senza alcuna pretesa moralistica - lungi da noi, anche per stile e rispetto -, Presidente consentimi: in una città che riesce ad entusiasmarsi soprattutto per il pallone (merito Tuo, della Società e di tutta la famiglia rossonera), il buon esempio dello Zaccheria è una questione educativa la cui rilevanza sociale non ti sfuggirà certamente. La rivoluzione che muove "La fattoria degli animali" di George Orwell a considerarsi «tutti uguali», salvo poi a stabilire che «alcuni sono più uguali degli altri», raccomanda di riservare, ad esempio, la medesima considerazione a tutti gli sponsor, compresi gli abbonati, nel soffrire per le giornate di penalizzazione imposte alla propria squadra del cuore; e suggerisce di ritenere il sentimento della foggianità un privilegio comune a tutti (compreso me che, pur potendo beneficiare di un accredito, lascio il posto allo stadio a chi ci va per lavoro) non esclusivo di alcuni, anche se portano nomi roboanti e artisticamente di tutto rispetto come Scamarcio o "Pio e Amedeo". Vedi, Presidente, il Foggia Calcio gioca un campionato che va al di là degli spalti perché, per l'emotività e il fascino popolare che il pallone suscita, decide fortemente il cambiamento culturale della città nel rendere esemplare i valori dell'uguaglianza e del merito, la cui erosione crea “Le basi morali di una società arretrata" per dirla con il titolo di uno studio prezioso del sociologo inglese Edward C. Banfield sul "familismo amorale" condotto negli anni Sessanta, ma molto attuale, su Chiaromonte, un paese della Lucania non molto distante da noi. 

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