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Sondaggi politici: FdI in testa, Pd staccato di 8 punti ma il campo largo incalza

Sondaggi politici: FdI in testa, Pd staccato di 8 punti ma il campo largo incalza

Tajani, Meloni, Salvini

La distanza tra centrodestra e campo largo si assottiglia sempre di più. A poco più di un anno dalle prossime elezioni politiche, i sondaggi restituiscono l’immagine di un Paese diviso quasi a metà, con equilibri tutt’altro che blindati. Lo confermano praticamente tutte le rilevazioni più recenti, compresa la media elaborata da Termometro Politico: la coalizione guidata da Giorgia Meloni resta in testa, ma il margine sulle opposizioni è ormai ridotto a pochi punti percentuali. Fratelli d’Italia si conferma il primo partito del Paese con il 29,8%. Un dato che consente ai meloniani di restare relativamente tranquilli, pur segnando una discesa sotto la soglia psicologica del 30%. Dopo quasi tre anni e mezzo di governo, FdI mantiene la leadership del sistema politico italiano: un segnale indubbiamente positivo per la presidente del Consiglio. Tuttavia, guardando non al singolo partito ma alla coalizione nel suo complesso, il quadro appare molto più equilibrato. Nel centrodestra, Forza Italia si attesta all’8,7%, sostanzialmente in linea con i risultati degli ultimi anni e leggermente sopra il dato delle elezioni del 2022. Gli azzurri hanno attraversato una fase delicata dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, ma oggi sembrano aver trovato una stabilità che, però, difficilmente lascia intravedere quella crescita significativa promessa in passato dal segretario Antonio Tajani, quando parlava apertamente di un obiettivo al 20%. Stabile anche la Lega, ferma all’8,2%. Il partito di Matteo Salvini appare da tempo in una fase di stagnazione elettorale. Lo spostamento progressivo verso destra ha consolidato una parte dell’elettorato, ma al tempo stesso ha alimentato tensioni nell’area moderata, anche alla luce dell’addio di Roberto Vannacci, che potrebbe erodere ulteriormente consensi sul fronte più radicale. Sul versante opposto, il Partito democratico si colloca al 22%. Un risultato coerente con le rilevazioni degli ultimi mesi: nettamente migliore rispetto al 2022, ma inferiore al picco registrato alle ultime elezioni europee. In attesa del prossimo test nazionale, il referendum sulla giustizia rappresenta l’unico appuntamento elettorale in grado di misurare la tenuta delle opposizioni, mentre temi come la sicurezza continuano a occupare il centro del dibattito politico. Il Movimento 5 Stelle segue al 12,4%, con un distacco di poco inferiore ai dieci punti dal Pd. È proprio il rapporto tra le due principali forze del campo progressista a rappresentare una delle variabili decisive in vista delle prossime elezioni: convergenze su molti temi, divergenze su altri, e un confronto interno che resta aperto su strategie e alleanze. Alleanza Verdi-Sinistra raggiunge il 6,4%, confermando i buoni risultati delle recenti consultazioni regionali. Più in difficoltà le forze centriste che guardano al campo largo: Italia Viva si ferma al 2,5%, +Europa all’1,6%. Azione di Carlo Calenda, che continua a rivendicare una posizione autonoma, si attesta al 3%. Nel complesso, i numeri raccontano una partita apertissima. La coalizione di centrodestra raccoglie il 46,7% dei consensi. Considerando l’assenza nel sondaggio di Noi Moderati, tradizionalmente accreditata di poco meno dell’1%, il dato complessivo può essere stimato attorno a un 47% abbondante. Il centrosinistra ‘largo’ arriva invece al 44,9%. La distanza è di circa due punti percentuali. Troppo pochi per consentire alla maggioranza di dormire sonni tranquilli, abbastanza per alimentare le ambizioni delle opposizioni. 

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