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Caro carburanti, taglio delle accise al bivio

Il conto alla rovescia è iniziato. Con la scadenza del 7 aprile ormai alle porte, il Governo si prepara a una nuova corsa contro il tempo per arginare l’onda d'urto del caro energia. Dopo il primo intervento d’emergenza varato lo scorso 19 marzo, che ha alleggerito i listini di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni valuta ora il da farsi in un vertice che potrebbe tenersi già questo venerdì

Caro carburanti, taglio delle accise al bivio

L’operazione "calmante" sulle accise ha dato una boccata d'ossigeno immediata a famiglie e imprese, riducendo di 12 centesimi al chilo anche il prezzo del GPL. Ma non si è trattato solo di fisco: il provvedimento ha messo nel mirino la speculazione, tentando di blindare i prezzi in un momento di estrema volatilità dei mercati internazionali. Per i settori produttivi più esposti, il Governo ha messo sul piatto due strumenti specifici sotto forma di credito d’imposta. Per l'autotrasporto un fondo da 100 milioni di euro per compensare l’impennata dei costi tra marzo e maggio rispetto ai livelli di febbraio. Per la pesca un bonus fino al 20% della spesa per il carburante, con un limite di 10 milioni di euro. Entrambe le misure sono state pensate per non pesare sul reddito d’impresa, essendo esentate dal calcolo IRAP. La domanda che agita il Paese è semplice: cosa accadrà dopo il 7 aprile? Ieri, il lungo faccia a faccia a Palazzo Chigi tra la Premier Meloni e il Ministro dell’Economia Giorgetti ha segnato l’inizio della fase due. Sul tavolo ci sono due variabili critiche: l’instabilità legata al conflitto in Medio Oriente, che continua a tenere sotto pressione le quotazioni del greggio, e i dati Istat sull'inflazione di marzo. Proprio questi dati saranno la bussola per l’esecutivo. Se il "carrello della spesa" dovesse mostrare segnali di ulteriore surriscaldamento, la proroga dello sconto fiscale diventerebbe quasi inevitabile per evitare una paralisi dei consumi. Le indiscrezioni suggeriscono che il Governo stia studiando una proroga che potrebbe non essere solo una fotocopia della precedente, ma calibrata in base ai nuovi margini di finanza pubblica. L'obiettivo è duplice: garantire la tenuta sociale e impedire che il rincaro dei trasporti si trasformi in un aumento a cascata su tutti i beni di prima necessità. Il prossimo venerdì potrebbe dunque arrivare la risposta definitiva. In un clima di incertezza globale, l’unica certezza per ora è che la tregua fiscale sui carburanti è diventata il pilastro su cui poggia la stabilità economica del Paese in questa primavera 2026.

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