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31.03.2026 - 12:22
L’episodio di ieri sera non è solo un fatto di cronaca; è il sintomo di un centro storico che si sente sempre più scoperto, fragile e vulnerabile. Mentre ci si accapiglia su sensi unici e piani traffico che trasformano le strade in imbuti, ci si dimentica che il cuore della città sta diventando un territorio di conquista per la microcriminalità. I vicoli di via Pretoria, vanto architettonico di Potenza, non possono trasformarsi in vie di fuga privilegiate per malviventi che provano ad agire nell'ombra. I commercianti, già stremati da una crisi economica che non fa sconti e da una viabilità che allontana i clienti, da tempo devono fare i conti anche con il terrore di non tornare a casa integri dopo una giornata di lavoro. "Dov’è il presidio del territorio? Dov’è la videosorveglianza che dovrebbe blindare l’accesso e l’uscita dal salotto buono della città? Non possiamo ridurci a sperare che l'arma sia solo un giocattolo. Puntare una pistola contro una donna che lavora è un atto di violenza che lacera il tessuto sociale. Se il centro storico viene percepito come insicuro, il declino della città è inevitabile", dice una signora. "Potenza non può permettersi di abituarsi a queste notizie. Serve un piano di sicurezza straordinario: più luci, più divise, più telecamere e, soprattutto, una strategia che non lasci i commercianti da soli a presidiare le trincee di via Pretoria", aggiunge il marito mentre passeggiano in Via Pretoria. La rapina da “Himel” è un campanello d’allarme assordante, che si aggiunge ai già noti episodi dei mesi scorsi: risse con feriti, atti vandalici, spaccio e operazioni antidroga. Intanto la città ogni giorno perde un pezzo di serenità.
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