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Assisi

Il potere dei segni nel cuore di San Francesco per la pace

Il potere dei segni nel cuore di San Francesco per la pace

In questo momento storico così contraddittorio e, nonostante questo, affascinante, sono di grande efficacia le parole di don Tonino Bello sul profondo significato dei simboli. Non parliamo di qualcosa di astratto, ma di una realtà vera e profonda. Ogni uomo ha bisogno di riferimenti culturali e spirituali per potersi orientare. San Francesco, con le sue spoglie mortali, ha attratto migliaia di fedeli, riportando all’attenzione la ricerca spirituale. Una grande storia, quella del Poverello di Assisi, che ha dato vita a un Giubileo straordinario che durerà fino al prossimo gennaio 2027. La Basilica di Assisi trionfa con il suo splendore artistico, con le sue pitture uniche al mondo, e trasmette gli straordinari segni del Santo. La pace ed il dialogo sono fondamentali proprio in queste ore cruciali, in cui prevale la forza sulla ragione e sulla diplomazia. Una ricerca della pace che non degenera mai nell’ideologia, ma che pone al centro di tutto la dignità della persona, che trova in Dio la sua origine. La bellezza è la risposta agli orrori, la cura del creato in tutte le sue mirabili manifestazioni è il patrimonio più grande trasmessoci da San Francesco. Dante ne ha elogiato la grandezza nella cantica del Paradiso, definendolo “sposo della povertà”. La tradizione francescana ha espresso grandi personalità quali San Bonaventura da Bagnoregio, autore di un’opera straordinaria: “Itinerarium mentis in Deum”, il viaggio nella bellezza che esprime l’assoluto. San Francesco è amore, stupore, contemplazione estatica, è cinematografia sublime nel capolavoro di Franco Zeffirelli “Fratello Sole, Sorella Luna”. “Dolce sentire che non sei più solo, dono di Lui e del suo immenso amore”.

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