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Carburanti, scontro sul taglio delle accise: il governo rivendica l’intervento, opposizioni all’attacco

Il governo interviene sul caro carburanti e difende la scelta di ridurre le accise per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese. Ma sul provvedimento si accende lo scontro politico, con l’opposizione che critica duramente le coperture individuate dall’esecutivo

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A rivendicare l’azione del governo è stato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervenuto a Montesilvano durante un evento di Coldiretti dedicato alla difesa del Made in Italy. Il ministro ha sottolineato la tempestività dell’intervento, definendolo necessario per contrastare l’aumento dei costi energetici e le speculazioni. Secondo Lollobrigida, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha agito “immediatamente trovando risorse per dare respiro al Paese”, con l’obiettivo di evitare che tensioni internazionali si trasformino in vantaggi economici ingiustificati per pochi. Il provvedimento, ha spiegato, punta anche a sostenere settori strategici come quello dei trasporti e della produzione agroalimentare, fortemente colpiti dall’aumento dei costi del carburante. Particolare attenzione è stata riservata al comparto della pesca, dove il carburante rappresenta fino al 50% dei costi di produzione. In questo caso, il governo ha introdotto un credito d’imposta per alleggerire il peso economico sulle imprese del settore. Sul fronte energetico, Lollobrigida ha inoltre richiamato il ruolo dell’Italia in Europa, evidenziando la posizione assunta dalla presidente del Consiglio nelle sedi comunitarie per consentire agli Stati membri di adottare misure più efficaci contro il caro energia. Di segno opposto la lettura delle opposizioni. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni ha attaccato duramente il provvedimento, accusando il governo di scaricare i costi sui cittadini. Secondo Fratoianni, il taglio delle accise – pari a 25 centesimi al litro – sarebbe finanziato attraverso risorse sottratte alla sanità pubblica, per un totale di 86 milioni di euro. Una scelta che, a suo avviso, penalizzerebbe i servizi sanitari senza incidere sui profitti delle compagnie petrolifere, che continuerebbero a beneficiare delle tensioni internazionali. “Le tasche sono sempre le stesse, quelle degli italiani”, ha dichiarato, sollevando interrogativi sulle possibili conseguenze per il sistema sanitario, in termini di cure e tempi di attesa. A rendere ancora più incerto il quadro è la durata del provvedimento. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato che l’orizzonte temporale dipenderà dall’evoluzione dello scenario internazionale. In particolare, l’attenzione è rivolta alla situazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico petrolifero globale. Un’eventuale stabilizzazione dell’area potrebbe avere effetti immediati sui prezzi dell’energia, riducendo la necessità di misure straordinarie. Il taglio delle accise si inserisce dunque in un contesto complesso, segnato da tensioni geopolitiche e forti oscillazioni dei mercati energetici. Da un lato, il governo rivendica un intervento urgente per sostenere l’economia reale; dall’altro, le opposizioni denunciano il rischio di un costo sociale elevato. Il confronto resta aperto, mentre famiglie e imprese attendono di capire se le misure adottate riusciranno davvero a tradursi in un alleggerimento concreto dei prezzi alla pompa.

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