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Quanto ci costa mangiare male?

Così come in natura non ci sono pasti gratis, anche il mangiare male ha un costo? Quali sono le conseguenze di una cattiva alimentazione in termini economici, di disabilità, di riduzione della produttività e di anni persi in buona salute?

Quanto ci costa mangiare male?

“Non ci sono pasti gratis (nemmeno in Natura)”, affermava Sir Partha Dasgupta, professore emerito di economia a Cambridge, nel suo intervento alla conferenza di The Adam Smith Society. [https://aspeniaonline.it/] Ma anche il mangiare male ha dei costi e, come emerge dalla letteratura scientifica, è tra le principali cause di malattia e morte, determinando circa il 18-26% di tutti i decessi. [1-2]  

Il basso consumo di cereali integrali, noci e semi, frutta, verdura, insieme a un elevato apporto di sale, carni lavorate e bevande zuccherate, sono i principali fattori dietetici associati a un maggior rischio di morte o di malattia e a un aumento di anni di vita persi (Disability-adjusted life year o DALY). [1,3] I DALY sono utilizzati per rappresentare gli anni di vita in buona salute persi a causa di morte prematura o di malattie che influiscono sulla qualità della vita.* 

In Europa, la stragrande maggioranza dei decessi,  associata a fattori di rischio dietetici (84%), è dovuta alle malattie cardiovascolari, seguite dal cancro, diabete ed altre ancora. [4] Negli Stati Uniti, invece, i costi annuali specifici per le malattie cardiovascolari legate alla dieta e per il diabete di tipo 2, le cosiddette patologie cardio-metaboliche, sono stimati in circa 50,4 miliardi di dollari, pari a 301 dollari per ogni persona con più 34 anni di età. [5] È stato stimato che seguire la raccomandazione di 2 porzioni di frutta e 3 di verdura al giorno potrebbe far risparmiare più di 32 miliardi di dollari in spese sanitarie all'anno derivanti dalla prevenzione delle malattie cardiovascolari; mentre, ridurre l'assunzione di bevande zuccherate, fino ad una sola porzione al giorno, potrebbe far risparmiare 16 miliardi di dollari per effetto della prevenzione del diabete di tipo 2. [6] Le malattie legate all'alimentazione portano anche a una perdita di produttività, poiché molti adulti in età lavorativa con malattie croniche non possono lavorare a causa della disabilità e della perdita di anni di vita liberi da malattia. Nei soli Stati Uniti, la dieta malsana causa la perdita di uno su nove DALY e di circa la metà di tutti i DALY per malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. [1]

Il costo annuale della perdita di produttività per tutte le malattie cardiovascolari, non solo per quei casi attribuibili a fattori dietetici, è stimato in 153 miliardi di dollari, mentre il costo totale delle perdite di produttività per il diabete di tipo 2 è di 90 miliardi di dollari. [6] Gran parte di tali perdite potrebbe essere evitata con una buona e salutare alimentazione.  È stato stimato, ad esempio, che il soddisfare le raccomandazioni di 2 porzioni di frutta e 3 di verdura al giorno è in grado di far recuperare 20 miliardi di dollari in costi di produttività prevenendo i casi di malattie cardiovascolari; mentre, riducendo l'assunzione di bevande zuccherate ad un massimo di una porzione al giorno potrebbe far recuperare $ 6 miliardi attraverso la riduzione nella prevalenza del diabete di tipo 2. [6] Le persone con patologie croniche, determinate da una cattiva alimentazione, sono anche le più suscettibili alle malattie trasmissibili, come le infezioni virali, e ai rischi per la salute causati dai cambiamenti climatici. Ad esempio, coloro che sono in uno stato nutrizionale scadente e in condizioni di salute non buone, come ad esempio il diabete di tipo 2, possono essere più vulnerabili nel contrarre l’infezione da nuovo coronavirus-2019 (COVID-19), che spesso richiede ingenti risorse per le terapie. [7-9] Inoltre, le persone con problemi di salute sono a maggior rischio di malattia e morte in relazione ai cambiamenti climatici, quali il caldo torrido e gli eventi meteorologici estremi, la scarsa qualità dell'aria e altri fattori di stress ambientale. [10-11]

Sebbene sia impossibile dare un prezzo alla vita umana, gli economisti hanno sviluppato metodi per considerare quanto vale una vita libera da determinate malattie o problemi di salute, stimando il cosiddetto "valore statistico di una vita".  Utilizzando tali metodi, i ricercatori hanno scoperto che una riduzione del 10% dei decessi per malattie cardiovascolari, cancro e diabete associati alla cattiva alimentazione può far risparmiare circa 14,8 miliardi di miliardi di dollari, ovvero 14,8 trilioni di dollari. [12] Una ricerca, utilizzando il modello di valutazione economica, ha scoperto che la riduzione del 12,8% del rischio cardiovascolare - ottenibile se la popolazione degli Stati Uniti seguisse le raccomandazioni del consumo ottimale di frutta e verdura - varrebbe circa 10 trilioni di dollari all'anno; riducendo al contempo del 7,3% il rischio il diabete di tipo 2,  mediante la diminuzione dell'assunzione di bevande zuccherate, si potrebbero risparmiare altri 470 miliardi di dollari all'anno (Reinhardt, 2019). [6]

Note

* Sergio Mariotti. Stima dell’impatto delle patologie in termini di mortalità e disabilità. (Disponibile al sito: www.epicentro.iss.it/)


Bibliografia

1 . Afshin, A. et al. (2019). Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990–2017: A systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017. The Lancet, 393(10184), 1958–1972. https://doi.org/10.1016/S0140-6736

2 . Wang, D.D., Li, Y., Afshin, A., Springmann, M., Mozaffarian, D., Stampfer, M.J., Hu, F. B., Murray, C.J.L., & Willett, W.C. (2019). Global Improvement in Dietary Quality Could Lead to Substantial Reduction in Premature Death. The Journal of Nutrition, 149(6), 1065–1074. https://doi.org/10.1093/jn/nxz010.

3 . Micha, R., Peñalvo, J.L., Cudhea, F., Imamura, F., Rehm, C.D., & Mozaffarian, D. (2017). Association Between Dietary Factors and Mortality From Heart Disease, Stroke, and Type 2 Diabetes in the United States. JAMA, 317(9), 912. https://doi.org/10.1001/jama.2017.0947.

4 . GBD 2017 Disease and Injury Incidence and Prevalence Collaborators. Global, regional, and national incidence, prevalence, and years lived with disability for 354 diseases and injuries for 195 countries and territories, 1990-2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017. Lancet. 2018 Nov 10;392(10159):1789-1858. doi: 10.1016/S0140-6736(18)32279-7. Epub 2018 Nov 8. Erratum in: Lancet. 2019 Jun 22;393(10190):e44. PMID: 30496104; PMCID: PMC6227754.  

5 . Jardim, T.V., Mozaffarian, D., Abrahams-Gessel, S., Sy, S., Lee, Y., Liu, J., Huang, Y., Rehm, C., Wilde, P., Micha, R., & Gaziano, T.A. (2019). Cardiometabolic disease costs associated with suboptimal diet in the United States: A cost analysis based on a microsimulation model. PLOS Medicine, 16(12), e1002981. https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1002981

6 . Reinhardt, S. (2019). Delivering on the Dietary Guidelines: How Stronger Nutrition Policy Can Cut Healthcare Costs and Save Lives. Union of Concerned Scientists. Disponibile all’indirizzo: www.ucsusa.org/resources/delivering-dietary-guidelines.

7 . Naja, F. & Hamadeh, R. (2020). Nutrition amid the COVID-19 pandemic: A multi-level framework for action. European Journal of Clinical Nutrition. https://doi.org/10.1038/s41430-020-0634-3.

8 . Richardson, S. et al. (2020). Presenting Characteristics, Comorbidities, and Outcomes Among 5700 Patients Hospitalized With COVID-19 in the New York City Area. JAMA, 323(20), 2052. https://doi.org/10.1001/jama.2020.6775. 

9 . Riddle, M.C., Buse, J.B., Franks, P.W., Knowler, W.C., Ratner, R.E., Selvin, E., Wexler, D.J., & Kahn, S.E. (2020). COVID-19 in People With Diabetes: Urgently Needed Lessons From Early Reports. Diabetes Care, 43(7), 1378–1381. https://doi.org/10.2337/dci20-0024. 

10 . Ebi, K., Hess, J., & Watkiss, P. (Eds.). (2017). Chapter 8: Health Risks and Costs of Climate Variability and Change. Injury Prevention and Environmental Health (3rd Edition). The International Bank for Reconstruction and Development. www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK525226/.

11 . Environmental Protection Agency. (2016). Climate Change and the Health of People with Existing Medical Conditions (EPA 430-F-16–059). Disponibile all’indirizzo: www.cmu.edu/

12 . Murphy, K. & Topel, R. (2005). The Value of Health and Longevity (No. w11405; p.w11405). National Bureau of Economic Research. https://doi.org/10.3386/w11405. 

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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