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A tavola con tre di troppo

Perchè i tassi di obesità, ipertensione, malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, disturbi gastrointestinali, tumori totali e mammari e depressione sono aumentati quasi ovunque?

A tavola con tre di troppo

Qual è la miscela dei tre maledetti “ingredienti” che determina oltre la metà dei decessi dovuti alla cattiva alimentazione e causa i due terzi degli anni persi per malattia, disabilità o morte prematura?

In letteratura scientifica è ampiamente evidenziato il danno per la salute derivante da una dieta ricca di alimenti “ultra-processati” e, come sicuramente ricorderai, mio caro lettore, ne abbiamo ampiamente scritto in uno degli articoli pubblicati su “Il Mattino di Foggia”.* Avevamo allora sottolineato che gli alimenti ultraprocessati hanno un basso "potere saziante" e inducono un'elevata risposta glicemica, aumentando così il rischio di diabete e di altre malattie metaboliche. [1]

Alcuni ricercatori scrivono che, per quanto riguarda il microbiota intestinale, “la dieta occidentale è un terreno di selezione evolutivamente unico per i germi che promuovono diverse forme di malattie infiammatorie”. [2] E gli alimenti ultra-processati compromettono gli effetti protettivi del microbioma e ne amplificano quelli nocivi. [3] Questi processi biologici, amplificati dalla formulazione del prodotto alimentare - progettata per massimizzare l'appetibilità, il marketing aggressivo, la disponibilità onnipresente e i prezzi interessanti - hanno esposto miliardi di persone a quantità crescenti di alimenti ultra-processati. Di conseguenza, i tassi di obesità, ipertensione, malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, disturbi gastrointestinali, tumori totali e mammari e depressione sono aumentati quasi ovunque. [4]

A partire dagli anni '90, una rete di 486 ricercatori, appartenenti a 303 enti, ha rilevato i dati, suddivisi per età e sesso, su morte prematura e disabilità riguardanti 350 malattie in 195 Paesi. Questo approccio consente ai ricercatori e alle autorità pubbliche di effettuare confronti nel tempo tra gruppi di età e popolazioni riguardo al cambiamento delle cause di morte. Nel 2019, il “Lancet” ha pubblicato il Rapporto “Global Burden of Disease” circa gli effetti sulla salute dei rischi derivanti dall’alimentazione in 195 Paesi, dal 1990 al 2017. Il Rapporto ha concluso che le diete "non ottimali" erano diventate la principale causa globale di morti premature e di disabilità. [5-9]

Nel 2017, queste diete hanno causato undici milioni di decessi e settanta milioni di anni di vita aggiustati per disabilità (Disability-Adjusted Lost Years, DALY). Quella del DALY è una misura del numero di anni di vita persi a causa di malattie, per disabilità o per morte prematura. Le principali cause di questi decessi sono le malattie cardiovascolari, seguite dai tumori e dal diabete di tipo II. 

I ricercatori hanno identificato quindici fattori di rischio per le malattie legate all'alimentazione e hanno indicato come nel 2017 l'assunzione di alimenti con elevato apporto di nutrienti sani non fosse affatto ottimale. Ed hanno concluso che la miscela di tre maledetti “ingredienti” (troppo sale, pochi cereali integrali non trasformati e poca frutta e verdura) determina oltre la metà dei decessi dovuti alla cattiva alimentazione e causa i due terzi degli anni persi a causa della malattia, per disabilità o per morte prematura (DALY). Tra il 1990, quando è iniziato lo studio, e il 2017, i decessi legati all'alimentazione sono aumentati del 37%: da 8 milioni a 11 milioni di morti all'anno.  Ebbene, gli ingredienti frequentemente presenti negli alimenti ultra-processati sono: soia e cereali altamente trasformati, come grano, mais e riso; tantissimo sale, zucchero, grassi saturi e acidi grassi trans. Tutti questi fattori di rischio dietetici, ricordiamolo, sono i principali contributori al carico globale di malattia. 


Note

* Michele F. Panunzio. Fast food? Fa ingrassare e pure ammalare. Il Mattino di Foggia, 18 marzo 2018 (disponibile all’indirizzo: www.ilmattinodifoggia.it/)


Bibliografia 

1 . A. Fardet, “Minimally Processed Foods Are More Satiating and Less Hyperglycemic than Ultraprocessed Foods: A Preliminary Study with 98 Ready-to-eat Foods,” Food and Function 7, no. 5 (2016): 2338–46. 

2 . M. Zinöcker and I. Lindseth, “The Western Diet–Microbiome-host Interaction and Its Role in Metabolic Disease,” Nutrients 10, no. 3 (2018): 365. 

20. Ibid. 

3 . F. Juul, E. M. Steele, N. Parekh et al., “Ultraprocessed Food Consumption and Excess Weight among US Adults,” British Journal of Nutrition 120 (2018): 90–100; 

4 . B. Srour, L. Fezeu, E. Kesse-Guyot et al., “Consommation d’aliments ultra-transformés et risque de maladies cardiovasculaires dans la cohorte NutriNet-Santé,” Livre des abstracts, Journée Francophone de Nutrition, Nice, France, November 28–30, 2018, 61; 

5 . M. Lavigne-Robichaud, J.-C. Moubarac, S. Lantagne-Lopez et al., “Diet Quality Indices in Relation to Metabolic Syndrome in an Indigenous Cree (Eeyouch) Population in Northern Québec, Canada,” Public Health Nutrition 21 (2018) 172–80;

6.  L. Schnabel, C. Buscail, J. M. Sabate et al., “Association between Ultra-processed Food Consumption and Functional Gastrointestinal Disorders: Results from the French NutriNet-Santé Cohort,” American Journal of Gastroenterology 113, no. (2018): 1217–28; 

7 . T. Fiolet, B. Srour, L. Sellem et al., “Consumption of Ultraprocessed Foods and Cancer Risk: Results from NutriNet-Santé Prospective Cohort,” The BMJ 360 (2018): k322.

8 . M. Askari, J. Heshmati , H. Shahinfar, et al. Ultra-processed food and the risk of overweight and obesity: a systematic review and meta-analysis of observational studies. International Journal of Obesity. 44(2020):2080–2091. 

9 . A. Afshin, P. J. Sur, K. A. Fay et al., “Health Effects of Dietary Risks in 195 Countries, 1990–2017: A Systematic Analysis for the Global Burden of Disease Study 2017” 393, no. 10184 (2019): 1958–72.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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