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Controverso

La "tetta" di Maria

Proprio oggi, per chi crede, nasce il bambinello. Proprio oggi, tutte le donne che hanno la gioia di avere un bambino, dovrebbero essere libere di allattare in qualunque luogo.

La "tetta" di Maria

Maria che allatta. Una donna con il proprio bambino in grembo, tra le braccia, ed il seno che non si può scoprire, perché da' fastidio, fa scandalo, è inopportuno. Duemila anni di storia non hanno insegnato un bel niente. Ed è davvero ridicolo se, per allattare al seno, in un luogo pubblico, si dovrà passare per una legge. Cosa c'è che non va in un gesto così naturale, nel nutrire il proprio figlio, nell'anno domini del fertility day? Cosa c'è che non va in un Paese dove di bambini ne nascono sempre meno, dove le vere e più opportune politiche sulla parità di genere sono ancora di là da venire, dove il Global gender gap index certifica che nel 2016 siamo scivolati ancora più in basso, lasciando sul terreno nove posizioni in un solo anno, dove le donne investono 300 minuti al giorno di lavoro non retribuito (a fronte dei 100 degli uomini), dove l'80% dei congedi parentali è utilizzato dalle donne (almeno da chi un lavoro ce l'ha!) e la maternità si trasforma in tempo reale in una serie di penalizzazioni?  Tanto che l'11% lascia il lavoro nel primo anno del piccolo, il 20% dopo due anni?
Perché, oltre a tutto ciò, si vuol far sentire in difetto le donne che allattano, appellandosi addirittura al "non si possono introdurre cibi e bevande"?  Eppure i più importanti istituti sanitari a livello mondiale sollecitano, promuovono, consigliano l'allattamento al seno almeno per i primi sei mesi di vita del bambino.  Dove si può allattare se non nella propria casa, però, non si sa! Chi guarda una donna mentre allatta, chi guarda il suo seno, il suo bambino lo fa con occhi estasiati. Non ci sono altri occhi, ne' pensieri diversi. Proprio oggi, per chi crede, nasce il bambinello. Proprio oggi, tutte le donne che hanno la gioia di avere un bambino, dovrebbero essere libere di allattare in qualunque luogo. Un seno scoperto non è un invito. È vita.  Sarà?  Sarebbe un bel Natale. Vero.

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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