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Le manette al barile

Anche il Procuratore Generale, Massimo Lucianetti (foggiano), all'inaugurazione dell'anno giudiziario, nel gennaio 2015, aveva sottolineato che in Basilicata le indagini in materia ambientale erano più difficoltose che altrove.

Le manette al barile

Renzi e la ministra Guidi dimessasi per lo scandalo

Se poi il consiglio comunale di Ravenna chiede la chiusura anticipata di una piattaforma entro le 12 miglia perché c'è un costante abbassamento della costa, beh...anche chi non crede in questo 50%+1 comincia a pensare di voler essere proprio quell'uno a recarsi a votare, e votare SI, al referendum del prossimo 17 aprile.

Che fosse in corso un'indagine da parte della DDA si sapeva. Bastava leggere la pag. 854 della relazione pubblicata dalla Direzione Nazionale Antimafia. "Le indagini risentono della scarsa attenzione da parte degli Enti deputati al monitoraggio dell’ambiente e della salute pubblica, atteggiamento che amplifica l’oggettiva complessità delle stesse. Questa notazione appare di particolare evidenza per alcune delicate indagini che riguardano una presunta attività illecita di smaltimento rifiuti svolta presso il Tecnoparco, impianto utilizzato anche dal Centro olii di Viggiano di proprietà ENI per lo smaltimento di liquidi derivanti dalle attività estrattive".
‏Ora l'indagine, con i primi arresti - perché a quanto sembra non è conclusa - fa tremare i palazzi romani. Si è dimessa la Ministro Guidi, sia lei che la Ministro Boschi saranno ascoltate dai PM. La Procura si appellerà contro il Gip che non ha disposto il carcere per il compagno dell'ex Ministro. Fino qui la cronaca. Quel che più mi ha colpito è stata la consapevolezza che chi avrebbe dovuto controllare che le norme ambientali fossero rispettate, in nome della tutela della salute pubblica, non lo abbia fatto diciamo in modo certosino.  Anche il Procuratore Generale, Massimo Lucianetti, all'inaugurazione dell'anno giudiziario, nel gennaio 2015, aveva sottolineato che in Basilicata le indagini in materia ambientale erano più difficoltose che altrove. E si torna quindi al discorso dei controlli.
‏Però la questione ambientale, quella dei rischi, dei controlli fatti o no, proprio in questi giorni è calda. Anzi caldissima. Il 17 si vota per il referendum. Il fronte dell'astensione - pilotato più per scarsa informazione che per ordine di partito - che mira al mancato raggiungimento del quorum mostra le sue falle. Insomma si comincia a credere che il referendum sia utile a qualcosa e non a qualcuno, volendola calare in "caciara" politica. Se poi il consiglio comunale di Ravenna chiede la chiusura anticipata di una piattaforma entro le 12 miglia perché c'è un costante abbassamento della costa, beh...anche chi non crede in questo 50%+1 comincia a pensare di voler essere proprio quell'uno. Ma non solo indagini, arresti, dimissioni. I sostenitori del si hanno dalla loro Celentano, Capossela, Erri De Luca, Caparezza, un plotone di esperti, non a chiacchiere, della materia e soprattutto quella nuova consapevolezza che avanza "dal fossile al rinnovabile". E domani c'è la direzione del PD. Chissà che la sordità arrogante del Governo non si trasformi in qualcosa di diverso, anche se appare improbabile, ma certo è che come ha sostenuto il Presidente Emiliano il referendum non è l'ultima puntata.

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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