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IL PIANETA VEGA

Quando l'avidità guida l'evoluzione

In Europa ancora si commercia avorio e gli elefanti africani nascono senza zanne. Un problema non da poco perché potrebbe minare la sopravvivenza dei pachidermi e portarli sull'orlo dell'estinzione più di quanto già non lo siano.

Quando l'avidità guida l'evoluzione

Così vengono tolte le zanne agli elefanti

Come tutti hanno studiato sui libri di scuola, ogni organismo vivente è il risultato di un'evoluzione che ha richiesto millenni prima di arrivare alle varie specie che oggi conosciamo. Questo processo, impercettibile, non si ferma, ed è in gran parte dettato dalle condizioni ambientali. Tra le varie forme di adattamento all'ambiente conosciute, vi sono quelle con le quali un organismo cerca di difendersi dai predatori. Pensiamo alle farfalle che sembrano avere occhi sulle ali, o al mimetismo dei camaleonti. 

A quanto pare, anche gli elefanti stanno venendo interessati da questo fenomeno di adattamento per sfuggire ai predatori. Ma quali saranno questi predatori? Leoni? Altri animali feroci? In realtà è molto difficile che un elefante possa venire attaccato da belve selvatiche, feroci sì, ma la cui stazza non è certo pari a quella dei pachidermi.

No, niente di tutto questo. L'animale predatore in questione è l'uomo. Che sì, non eguaglia gli elefanti in dimensioni, ma purtroppo possiede armi e una cosa ancora peggiore delle armi: l'avidità. A causa dell'avidità l'uomo depreda gli elefanti delle loro zanne d'avorio, e per farlo deve ucciderli o sfigurarli. L'avorio è una merce preziosa, e non importa all'uomo se appartiene a una creatura vivente. 

Spesso gli elefanti che non vengono uccisi muoiono dopo atroci sofferenze perché lasciati sanguinanti sul luogo in cui le zanne vengono loro tolte. Infatti questa efferato crimine viene condotto sul posto, nella foresta, nella savana, dove l'elefante vive. Ho usato il termine crimine non a caso: dal 1989 il traffico di avorio è dichiarato illegale, ma i bracconieri continuano a uccidere e lo fanno persino più di prima. Migliaia sono gli elefanti uccisi, e il traffico di avorio non viene intercettato se non in minima parte. In oriente l'avorio è molto utilizzato per fare oggetti sacri, perché si ritiene sia un materiale in grado di scacciare gli spiriti maligni, ma anche in occidente è molto utilizzato, per lo più per oggetti di pregio quali paramenti religiosi e strumenti musicali. Gli elefanti non sono i soli dai quali si prende l'avorio, che può essere ricavato anche dai denti di ippopotami o le zanne di mammiferi marini; ma sicuramente quello elefantino è l'avorio più pregiato. 

Per far fronte a questo problema gli elefanti africani si stanno adattando e nascono in numero sempre crescente senza zanne o con zanne piccole. E' chiaro che sono gli elefanti che presentano tale mutazione a essere in vantaggio su quelli che hanno le zanne, in quanto non vengono uccisi per venire depredati, e così si stanno sviluppando "nuovi" elefanti privi di questa importante parte del loro corpo che non è certo lì per bellezza o vanità, come invece fa l'uomo. Servono alla sopravvivenza: con le zanne gli elefanti sradicano radici, divelgono cortecce, scavano alla ricerca d'acqua, si difendono e, se maschi, lottano nella competizione per le femmine. Gli elefanti vengono sparati (e non sempre, lo si diceva, muoiono all'istante) oppure uccisi con angurie avvelenate. 

E non è un problema da poco: non solo il numero di elefanti sta diminuendo a causa dei bracconieri, ma questi sono più esposti a malnutrizione e malattie.

La natura, comunque, è così generosa che offre alternative per ogni cosa. Persino per l'avorio. Esiste infatti anche l'avorio vegetale, che si ricava da una specie di palma (Phytelephas macrocarpa) che cresce in Sud America il cui frutto, una volta essiccato, è molto simile all'avorio di osso.

Ma noi, comuni cittadini, che cosa possiamo fare per contribuire a fermare questo crimine, oltre a non comprare oggetti d'avorio o a preferire manufatti d'avorio vegetale? Queste sono già piccole, ma importanti cose. Possiamo però anche firmare una petizione all'UE perché venga definitivamente messa la parola fine al commercio di avorio. Infatti è proprio l'Europa uno dei più grandi esportatori di questo materiale, perché non tutti i paesi del mondo hanno aderito al trattato del CITES del 1989 e l'Italia solo nel 2016 ha ufficialmente bandito tale commercio. Anche la Cina, il più grande mercato d'avorio mondiale, lo metterà al bando dal 2021. Tocca alla progredita Europa.

Bastano pochi secondi per una firma. Vogliamo contribuire?

Link - Firma la petizione!

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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