Cerca

La storia

Genoveffa De Troia, l’analfabeta di Dio che a Foggia fu maestra di carità

Il 3 gennaio è l’onomastico di Genoveffa. Padre Fortunato Grottola, di Vico del Gargano, vice Postulatore del Convento dell’Immacolata di Foggia, superiore del convento di Pietrelcina, ha celebrato messa nella celletta in cui ha vissuto la venerabile Genoveffa De Troia

L'allora via Briglia, che oggi porta il suo nome, era al centro di un quartiere allora molto povero e malfamato per i ritrovi di prostituzione, oggi non residenziale multiculturale di diversi immigrati. È qui che Genoveffa, pur non avendo potuto studiare per le condizioni di miseria in cui visse, scelse di farsi testimone di fede e di caraità, «la notte parlando con Dio, il giorno con i poveri affamati». 

Intorno al suo letto di sofferenze, fiorì ben presto uno stuolo di anime di varia estrazione sociale, che si riuniva per pregare. Tra i visitatori vi erano anche personaggi illustri, vescovi, ecclesiastici, persone di culturale, professionisti. Cosa aveva da dire a costoro quella povera donna avvolta nelle bende, distesa su di un lettino, in un povero tugurio? Essi riconoscevano in questa creatura un segno eletto della predilezione di Dio per i poveri e i sofferenti. Genoveffa aveva il dono di saper parlare tutti, all gente del popolo e alle persone di livello più elevato. Il suo tettuccio era diventato davvero un cattedra di amore verso Dio e gli uomini.

LA POVERA E SANTA VITA DI GENOVEFFA

Genoveffa De Troia nasca a Lucera (Foggia) il 21 dicembre 1887 da Pasquale De Troia e Vincenza Terlizzi: una famiglia poverissima, ma ricca di pietà cristiana. La piccola era tanto malferma nella salute che si temeva perderla da un momento all’altro.
A 4 anni apparve una prima piaga sulla gambina destra della bimba e che mai accennò a guarire. Il male da cui era afflitta, dapprima non ben diagnosticato, è una malattia molto rara, incurabile a quell’epoca. Si tratta di una grave forma di lipoidosi. Con il passare degli anni il corpo diventa tutto una piaga e le ossa, soprattutto quelle del cranio e degli altri, appaiono crivellate di buchi. In mezzo a sofferenze atroci, Genoveffa tutto soffre per amore di Gesù, considerando ogni nuova piaga «un dono di Gesù». Essa appare, più che distesa sul lettino, distesa sulla croce, secondo le parole di Padre Pio.
Dopo tanti anni di miseria, nel 1913 il padre trova lavoro a Foggia e vi trasferisce l’intera famiglia che, però, anche qui è costretta ad andare raminga di casa in casa. Dopo aver perso la sorella Giovina a 5 anni, di polmonite e il fratello Vittorino a 17 anni, sempre di polmonite, nel 1918 muore il fratello Attilio nell’ospedale militare di Verona, anche lui di polmonite, e poi, nel 1924, viene meno anche il padre. Genoveffa rimane sole con la madre nella più squallida miseria; nel frattempo l’unica sorella rimastile, Annita, si era sposata.
Nel 1925 accadde un vento determinate per la vita di Genoveffa: l’incontro con il sacerdote cappuccino Angelico da Sarno, che diventa il suo padre spirituale, le trasmette il lo spirito francescano e la devozione al santo d’Assisi, la segue fino alla morte e avvia il processo di beatificazione e canonizzazione. L'11 dicembre 1949 Genoveffa De Troia si addormenta in terra, si risveglia in Cielo.
Il suo corpo fu traslato dal campo del cimitero nella chiesa dell’Immacolata in Foggia, il 25 aprile 1965. La Causa di Beatificazione e Canonizzazione, conclusa in sede diocesana, fu inoltrata a Roma presso la Sacra Congregazione dei Riti il 1 luglio 1967. Il 7 marzo 1982 Giovanni Paolo II proclama Genoveffa Venerabile.

LA RICHIESTA AL COMUNE DI FOGGIA
I padri cappuccini hanno chiesto da tempo di avere dal Comune di Foggia l’immobile attaccato alla sede dove ora si trova la celletta della venerabile per ampliarla e sono disponibili a cedere, in cambio, l’immobile alle spalle della sede, di loro proprietà. «Finora, però, nessuno ci ha dato concretamente ascolto», lamenta frate Fortunato Grottola.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione