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16.02.2026 - 10:02
In Basilicata esiste una specie protetta, rarissima ma molto rumorosa: il comunista col Rolex. È quello che denuncia tutto, sempre. La sanità che non funziona, i giovani che scappano, le strade dissestate, il lavoro che manca, le aree interne abbandonate. Racconta la Basilicata - che ha contribuito ad amministrare - come se fosse arrivato ieri da Marte, capitato per caso in una regione disastrata da altri. Il comunista col Rolex moralizza di giorno e incassa di sera. È indignato a tempo pieno ma solo dopo aver fatto carriera nelle stanze del potere ed ha un talento speciale: parlare come se non avesse mai votato un bilancio e mai sostenuto una maggioranza. E poi c’è il capolavoro finale: il vitalizio. Perché la coerenza è importante, ma anche la puntualità del bonifico. Si può essere contro il sistema, purché il sistema continui a riconoscerti un corposo privilegio. Alla fine resta una certezza: se la Basilicata è messa male, non è mai colpa di chi l’ha amministrata per decenni, ma di un’entità astratta, invisibile, comodissima. Il passato prossimo non esiste. Esiste solo la memoria selettiva. E così il comunista col Rolex continua il suo show preferito: fare l’opposizione alla propria storia senza mai chiedere scusa al presente.
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