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La decisione assurda

Giù le mani da Piazza Cavour: la Storia non si offende!

Questa mattina, alle 11.30, il sit-in vicino la villa comunale per dire no ai cordoli che l'amministrazione comunale sta facendo posizionare intorno alla "Fontana del Sele" inaugurata il 21 Marzo del 1924

Giù le mani da Piazza Cavour: la Storia non si offende!

Il cantiere per i cordoli. Nel riquadro la storica copertina de "La Domenica del Corriere" del 1924

È la più antica tra le fontane di Foggia. Venne inaugurata il 21 marzo 1924 alla presenza del Sacro Tavolo della Madonna dei Sette Veli. Diventò subito il simbolo della città di Foggia. La "Domenica del Corriere", prestigioso settimanale nazionale, dedicò, il giorno della inaugurazione, la copertina a cura di Achille Beltrame.

E’ il primo giorno di primavera l’acqua arrivò a saziare la Capitanata arsa e sitibonda, per ricordare Orazio. Una terra fertile, ma assetata da mesi di sole implacabile, eppure generoso di frutti a condizione che le zolle smosse ricevessero la giusta quantità di oro bianco liquido, insapore e inodore. Non bastando l’apporto dei corsi dauni, in secca proprio nei mesi caldi, l’acqua venne captata dal Sele. Un fiume campano, che si getta nel Tirreno, per una terra Adriatica, un esempio di collaborazione interregionale che ha molto da insegnare tuttora.
Il 21 marzo 1924, il primo zampillo sgorgò nella fontana di piazza Cavour: davanti alle autorità ed alla folla veniva inaugurata la condotta dell’acquedotto pugliese, allora retto dal Regio Commissario Gaetano Postiglione, ingegnere foggiano. La fontana del Sele, una stella marina in cemento disegnata da Cesare Brunetti, doveva essere solo provvisoria, servire appena per l’occasione. Quella più grande e monumentale, in marmo e leghe di metallo, non venne però mai realizzata. Due le curiosità della cerimonia, ripresa nelle immagini di numerosi fotografi: la processione della Madonna dei Sette Veli a celebrare il grande evento e la copertina di Achille Beltrame per la popolare Domenica del Corriere, il più diffuso settimanale nazionale.
In città apparvero diverse fontanine pubbliche, per consentire alle famiglie di attingere acqua, in mancanza ancora di una rete cittadina nelle abitazioni. Foggia di una volta, vita agra, perfino la principale risorsa naturale era un problema. Quanta differenza in quegli anni, o su di lì, con l’estremo Nord, la provincia lombarda, quella celebrata da Andrea Vitali nei suoi romanzi di costume. Nel nuovo titolo, tornano le sue atmosfere di paese, i pomeriggi lungolago a Bellano, nel Lecchese, in una estate del 1933 che – almeno quella, più della nostra primavera del 1924 – profuma di Italia contemporanea.

Pasquale Gargano (Statoquotidiano del 21/06/2010)

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