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Il caso

Lovecchio raccoglie l'allarme della Castelli sui Comuni a rischio crac finanziario e chiede ai sindaci di fare squadra

La Corte costituzionale ha bocciato il ripiano triennale dei debiti degli Enti locali spingendoli sul lastrico, dopo che la Castelli era riuscita a salvarli con una norma approvata con decreto legge nel 2019 per evitare il dissesto finanziario.

Slalom di Lovecchio con la Castelli per assicurare ristori specifici al settore sciistico

Giorgio Lovecchio, vicepresidente Bilancio alla Camera

«Come giustamente sollecita il nostro viceministro al Mef “occorre fare presto” perché i bilanci sono in scadenza al 31 maggio ed occorre lanciare un messaggio unitario che miri non solo a tamponare la voragine che incombe sull’assetto economico dei Comuni ma serva a sollecitare una norma ordinamentale che preservi gli Enti locali», sollecita Lovecchio

«La bocciatura del ripiano triennale dei debiti da parte della Corte costituzionale (sentenza n. 80/2021) rischia di mandare sul lastrico oltre 800 Comuni in Italia, che la viceministro all’Economia e Finanze Laura Castelli, del Movimento 5 Stelle, era riuscita a salvare con una norma approvata con decreto legge nel 2019 per evitare il dissesto finanziario. Di questo 10% dei Comuni italiani, fanno parte soprattutto i piccoli comuni, dai mille ai diecimila abitanti, del sud Italia, dalla Puglia alla Campania, alla Calabria. Laura Castelli sollecita “la politica a dare un segnale forte a sostegno dei sindaci”, con un patto in Parlamento tra tutte le forze politiche che aiuti i Comuni a uscire fuori da queste pericolosissimo guado. Un appello che sento il dovere di raccogliere e rendere proficuo nel chiedere ai sindaci della provincia di Foggia che dovessero trovarsi in queste difficoltà di fare squadra, potendo contare sulla mia totale disponibilità di raccordo delle specifiche emergenze e di rappresentanza delle stesse presso le Istituzioni competenti. Come giustamente sollecita il nostro viceministro al Mef “occorre fare presto” perché i bilanci sono in scadenza al 31 maggio ed occorre lanciare un messaggio unitario che miri non solo a tamponare la voragine che incombe sull’assetto economico dei Comuni ma serva a sollecitare una norma ordinamentale che preservi gli Enti locali, la loro preziosa azione di sostegno istituzionale alle popolazioni in difficoltà soprattutto in questo periodo di pandemia, dal crac finanziario che sarebbe una disgrazia peggiore della stessa pandemia», dichiara il parlamentare foggiano, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

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