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Il fatto di cronaca

Resta in carcere l'imprenditore che tentò di uccidere il boss della mafia di Foggia e il figlio 15enne

L'accusa sostiene che Fratianni agì per non restituire 600 mila euro che aveva ricevutod da Francavilla per la realizzazione di un palazzo in viale Giotto a Foggia. L'imprenditore si dichiara innocente e sostiene di essere vittima di una estorsione da parte dello stesso Antonello Francavilla

Avrebbe dovuto restituire 600mila euro l'imprenditore edile accusato del duplice tentato omicidio del boss di Foggia Antonello Francavilla e del figlio 15enne

Il luogo dell'agguato ad Antonello Francavilla, a Nettuno

Il Gip del tribunale di Velletri, competente per territorio, ha accolto la richiesta della Dda di Roma che contesta a Fratianni l'aggravante della premeditazione e della mafiosita' per due motivi: il metodo utilizzato e la causale dell'agguato riconducibile a contrasti all'interno della mafia foggiana nella quale viene ritenuto "orbitante" lo stesso Fratianni considerato una "testa di legno asservita agli interessi del clan e collettore di somme di provenienza illecita del sodalizio mafioso".

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