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EDITORIA, LO STATO DI SALUTE/4

L'impatto del Covid-19 sugli editori: Giannatelli e il blocco delle nuove uscite

«Il problema principale nel caso della Basilicata è che la nostra regione non ha ancora una legge che riguardi l’editoria “pura” e non soltanto la stampa in senso stretto»

L'impatto del Covid-19 sugli editori: Giannatelli e il blocco delle nuove uscite

Marilia e Chiara Giannatelli

Un rapporto stilato dall’Aie negli ultimi giorni ha stabilito che oltre alle ventitremila copie che non saranno pubblicate, vi è un altro numero molto allarmante: più di quattordicimila novità in uscita che sono state bloccate dall’emergenza Covid-19. Accanto a questo dato, ve n’è un altro molto serio che riguarda la percezione drammatica dei danni causati da questa crisi per il 90 per cento degli intervistati dall’associazione degli editori. La gravità della situazione riguarda anche le case editrici lucane, persino le più storiche come la Giannatelli, nata a Matera da due “figlie d’arte”, Marilia e Chiara, che uniscono le loro conoscenze in campo editoriale alla lunga tradizione tipografica con la quale sono cresciute. Il risultato è una forte realtà di nicchia, apprezzata sul territorio regionale e nazionale. Le loro scelte editoriali si basano su una ricerca di autori lucani che propongano progetti di qualità e che vogliano rappresentare la bellezza e la complessità del territorio.

La diffusione del Coronavirus sta determinando dei cambiamenti importanti a livello sociale ed economico. In che modo sta cambiando l’attività editoriale in questa fase?

«Per prima cosa abbiamo dovuto chiudere al pubblico i nostri punti vendita. La seconda fase è stata l’attivazione dello smart working: stiamo lavorando a varie pubblicazioni che sarebbero dovute uscire a scaglioni nei prossimi mesi. Sebbene sia possibile lavorare a distanza grazie alla tecnologia, il blocco si è registrato nella fase di stampa: non potendo presentare i nostri libri abbiamo deciso di dedicarci soprattutto alla fase di pre-stampa, in particolare per i libri fotografici che richiedono molto lavoro e attenzione».

Questi sono anche i mesi più floridi per quanto riguarda le fiere. Avevate in programma di partecipare a qualche fiera editoriale? Cosa ha comportato il loro l’annullamento?

«Avevamo in programma di partecipare al Salone del libro di Torino, nella quale siamo ospiti del consiglio regionale. Per il momento è stato rimandato al prossimo anno, come molte altre fiere, e si prova a mantenere alta l’attenzione del pubblico con delle videointerviste agli autori che avrebbero dovuto presentare i propri libri».

In questa fase cresce la fruizione da parte degli utenti degli e-book. Avete programmato degli interventi per passare dal cartaceo al digitale?

«Per il momento non ne avvertiamo l’esigenza, principalmente perché trattandosi di libri fotografici preferiamo la versione cartacea».

Le vendite online sono effettivamente aumentate in questo periodo?

«Gli ordini on-line stanno lievemente aumentando, ma soprattutto su base locale, cioè nella stessa Matera. Noi usufruiamo della rete Ibs e Casalini che ci garantiscono un ottimo servizio e che non stanno registrando molti ritardi».

In che modo la regione Basilicata o il Governo potrebbero aiutare il mondo dell’editoria in modo concreto?

«Il problema principale nel caso della Basilicata è che la nostra regione non ha ancora una legge che riguardi l’editoria “pura” e non soltanto la stampa in senso stretto. Il primo passo sarebbe proprio questo: riuscire ad arrivare a una proposta che possa aiutarci a fare rete e che possa supportare soprattutto le case editrici che hanno dei dipendenti e che devono affrontare anche delle spese di magazzino. Oltre all’attuale problematica causata dal Coronavirus, lo scorso 25 marzo è entrata in vigore la Legge sul libro con la quale si stabilisce un tetto massimo di sconto applicabile sulla vendita dei libri pari al 5 per cento, sia nelle librerie fisiche che nei rivenditori on-line. Questo è sicuramente positivo per dare un valore maggiore al nostro lavoro e soprattutto per andare incontro alle librerie in crisi, ma può rappresentare un problema per i piccoli editori che rischiano di essere schiacciati dai colossi editoriali».

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