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Politica in movimento

Equità territoriale: Pino Aprile presenta in Basilicata il suo movimento

Appuntamento l'1 febbraio a Rionero in Vulture con Lino Patruno, ex direttore della Gazzetta del Mezzogiorno

Pino Aprile

Pino Aprile

Cos’hanno in comune Nelson Mandela, leader sudafricano che si è battuto per l’abolizione dell’Apartheid e Pietro Mennea, corridore pugliese, soprannominato la freccia del sud? La passione per il progetto in cui credevano e la costanza con cui lo
perseguirono. All’insegnamento di questi due grandi uomini si ispira l’ambizioso progetto a cui ha dato vita Pino Aprile, noto giornalista e scrittore meridionalista, e, da qualche mese, anche portavoce nazionale del Movimento 24 agosto - equità territoriale.
“Il movimento 24 agosto – dichiara Aprile - è costituito da un gruppo di
persone che prende atto del fatto che l’Italia, da un secolo e mezzo, fa finta di non
vedere che esiste una questione meridionale. Finge, cioè, di non accorgersi che il
Sud si sta drammaticamente spopolando, abbandonato dallo Stato, che non
costruisce le ferrovie, le autostrade, le infrastrutture presenti nel resto del Paese,
dove sono state realizzate anche con i soldi dei meridionali. Una Italia che non offre
su tutto il territorio la medesima assistenza sanitaria e la eguale possibilità di
istruirsi, con la stessa qualità. Quella meridionale, perciò, è una questione politica,
frutto di una scelta ben precisa di questo Paese che, facendo finta di volerla
risolvere, la lascia invece intatta. Dal momento che abbiamo capito ormai che non
c’è speranza, dobbiamo fare qualcosa di nuovo e ci proviamo, chiedendo equità per
tutto il territorio italiano”.

Il movimento prende significativamente nome da una data, quella del 24
agosto, appunto, giorno in cui centinaia di persone provenienti da tutto il Paese, si
sono incontrate proprio in Basilicata, nel Parco storico della Grancia, per dare avvio
a un Movimento nato con lo scopo di eliminare l’iniquità italiana. L’appuntamento è
stato deciso dopo che il Parlamento aveva votato a favore dell’alta velocità Torino-
Lione, in spregio ad evidenti paradossi strutturali, che coinvolgono il Mezzogiorno.
Uno per tutti, quello che vive la Basilicata: non un treno, infatti, arriva a Matera,
città dei meravigliosi Sassi, già capitale della cultura ed unico capoluogo di provincia
a detenere tale primato. “Nessun deputato meridionale – continua Pino Aprile – in
quella circostanza ha fatto notare la cosa, così come nulla è stato detto delle
quattordici ore e mezza che occorrono per percorrere trecento km in Sicilia, dopo
ben sei cambi. O a proposito del fatto che Bari e Napoli, le due più grandi città del
sud non hanno un collegamento diretto”.
Per tutti questi motivi è nato il Movimento, che, come recita nel suo nome, si
pone come obiettivo quello dell’equità nella distribuzione delle risorse, per una
crescita finalmente equilibrata tra le due parti del Paese. “Nell’ambito di una politica
nord-centrica, il meridione è relegato a ruolo di colonia interna e, come in ogni
sistema coloniale, è sfruttato senza ritegno. Il tutto con la connivente disattenzione
di una intera classe politica. Occorre pertanto un’azione forte, concreta che non è
più procrastinabile”.
Il movimento, a cui hanno già aderito le sezioni createsi spontaneamente in
Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Lombardia mentre altre sezioni stanno sorgendo
in Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Marche, Toscana, viene presentato anche in
Basilicata: l’appuntamento è per il prossimo 1 febbraio, a Rionero in Vulture (Pz),
alle ore 16:00, presso l’ex mattatoio comunale. Presenti il fondatore Pino Aprile, il
giornalista Lino Patruno, ex direttore de La gazzetta del Mezzogiorno, gli
amministratori locali e gli aderenti alla sezione Lucana.

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