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Solo Venezia

La sberla di Tisci: «Il governo dei lucani in giallorosso manda quattro spiccioli per l'alluvione a Matera».

«Il consiglio dei ministri che aveva stanziato 20.000 euro per ciascun negoziante di Venezia, ha stanziato 47.000 euro più spicci per l’intera Basilicata»

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Antonio Tisci

Quando nacque il Governo Conte, squilli di trombe e suoni di tamburi annunciarono con pomposa enfasi
che era un Governo con una cospicua rappresentanza lucana, addirittura due ministri e un paio di
sottosegretari. Finalmente un Governo che aveva a cuore gli interessi dei lucani, addirittura lucanocentrico.
Due ministri, quasi fossero Nitti e Colombo erano pronti a difendere gli interessi del nostro Popolo in un
Consiglio dei Ministri in un governo di sinistra, mica come quella Lega e quel centrodestra cattivo che non aveva mai messo lucani al governo.
Peccato che Nitti e Colombo non ci si improvvisa e, quando ci si affida ad improvvisati, a distratti o, meglio, a persone che sono pronte a servire un altro padrone, diverso dal territorio capita che ci si trovi come “il cane di chianca, affamato e sporco di sangue”.
Questo è successo nelle ultime settimane.
Dopo l’alluvione che aveva colpito Matera e il Metapontino insieme a Venezia, il Governo Conte con i due
ministri lucani aveva stanziato misure straordinarie per Venezia e per la provincia di Alessandria,
dimenticando completamente la Basilicata.
Alle prime rimostranze, la promessa di provvedere in un prossimo ed imminente Consiglio dei Ministri.
Dopo qualche settimane il consiglio dei ministri è arrivato, lo stesso Governo che aveva stanziato  20.000 euro per ciascun negoziante di Venezia, ha stanziato 47.000 euro più spicci per l’intera Basilicata.
Facile immaginare la Speranza del giovane Nitti mentre leggeva 47.000 euro valutando i danni in Basilicata quanto quelli subiti da un edicolante e da un tabacchino di Venezia.
Tutta la Basilicata vale quanto due negozi di Venezia più qualche spicciolo di commissione, questo il valore che Speranza e Lamorgese, il Governo Conte e i parlamentari cinque stelle e Pd tra cui l’ex Presidente De Filippo ed il leader maximo del socialismo europeo Pittella danno alla Basilicata.
Una vergogna senza precedenti, un’offesa agli operatori commerciali e ai lucani tutti, ad un Popolo che
dovrà anche sentirsi raccontare la storia che il Nord si alza rimboccandosi le maniche mentre il Sud chiede l’elemosina e si lamenta.
“Il Sud non dimentica” recitano le sardine ammaestrate, facendo riferimento alle offese ricevute in passato dalla Lega Nord.
Spero che sia la Basilicata a non dimenticare i nomi di Roberto Speranza e del ministro Lamorgese, dei
parlamentari lucani dei Cinque Stelle, del PD e di Leu, concittadini per finta che hanno deciso di svendere la loro terra per conservare una poltrona.

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