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19.04.2026 - 12:32
il sindaco Giovanni Setaro
Facciamo un passo indietro. Un Centro SAI è una struttura che si occupa di accoglienza di rifugiati, minori stranieri non accompagnati e richiedenti di protezione internazionale e viene sostenuta dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi di Asilo. La titolarità del sistema è in capo al Ministero dell'Interno. Nel caso del Centro SAI di Muro Lucano, la vicenda ha preso una piega politica che il sindaco Giovanni Setaro ha scelto di affrontare frontalmente, senza giri di parole, attraverso un lungo intervento social con il quale ha puntualizzato determinate vicende riportando sul piano della trasparenza il racconto costruito dall’opposizione. Il primo elemento che Setaro mette in chiaro è la natura stessa del progetto: il Centro SAI è un programma ministeriale e la titolarità spetta come noto al Ministero dell'Interno, il Comune non ha, dunque, un ruolo di gestione diretta ma funge da collante, ovvero da Ente locale di raccordo tra Ministero e soggetto gestore privato. Una precisazione fondamentale che serve a delimitare le responsabilità e a ridurre, nella sua lettura, il perimetro delle accuse politiche.
Da qui la tesi centrale del sindaco: la scelta di interrompere il percorso non è frutto di inefficienze o perdite economiche, bensì di una decisione del Ministero rispetto alla quale l'Amministrazione di Muro Lucano non sente di dissentire affatto. Nel suo intervento Setaro afferma, infatti, che esiste “una differenza sostanziale tra perdere un finanziamento e scegliere consapevolmente una strada”, accusando la minoranza di confondere — o strumentalizzare — i due piani. Il Centro SAI viene definito dal sindaco di Muro Lucano un progetto sicuramente meritevole dal punto di vista umanitario che però al tempo stesso oltre a non aver prodotto ricadute significative per la comunità, è stata la causa di episodi rari ma molto preoccupanti legati alla sicurezza collettiva. Il tutto, inoltre, ha rappresentato un aggravio organizzativo e burocratico per gli uffici comunali. Pur riconoscendo la finalità sociale e la qualità del lavoro svolto dagli operatori e i relativi posti di lavoro, Setaro rimarca che l’Amministrazione non aveva intenzione di proseguire il progetto e che è stata, di fatto, confermata la volontà di chiusura del Ministero con la fuoriuscita e la ricollocazione degli ospiti nei prossimi mesi. Sul piano politico, il sindaco respinge anche le accuse della minoranza, parlando di “chiacchiericcio” e di “imprecisioni” , sostenendo che non vi sia alcun danno erariale né perdita di risorse per il Comune. Al contrario, rivendica la continuità con le indicazioni ministeriali e attribuisce all’opposizione un atteggiamento strumentale.
C’è poi un passaggio che sposta la vicenda dal piano amministrativo a quello della programmazione territoriale: la struttura verrà riconvertita. Setaro annuncia infatti l’intenzione di destinare l’edificio ad attrattore ricettivo legato al Parco urbano, con area camper, piscina e nuovi servizi turistici, inseriti in un progetto più ampio e ambizioso di valorizzazione dell’area. È qui che la vicenda cambia segno: da Centro SAI a progetto di sviluppo locale. Una transizione che l’Amministrazione ritiene strategica. Sul piano politico, il messaggio del sindaco è duplice. Da un lato la rivendicazione della piena legittimità amministrativa della decisione ministeriale; dall’altro una replica secca alla minoranza, accusata di costruire una narrazione “fuori dalla realtà dei fatti” e di alimentare sterili polemiche: "prima i post sui social e poi l'accesso agli atti". Al di là dei toni, la vicenda mette in evidenza un nodo ricorrente nei piccoli e medi comuni: la gestione di progetti ministeriali che incidono in misura limitata sul territorio ma lasciano agli enti locali la responsabilità operativa e politica. Il resto è lo scontro politico locale. Ma il punto centrale resta uno: il Comune rivendica di non aver subito una decisione, bensì di averne assunta una perfettamente in linea con il Ministero.
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