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"Rimettere al centro gli interessi nazionali": Salvini guida il fronte anti-Bruxelles

"Gli Usa in queste ore hanno sospeso fino al prossimo 16 maggio le sanzioni al petrolio russo, non l'ha fatto uno staterello dell'ex Urss, l'ha fatto la più grande democrazia mondiale e io dico che, se lo fanno a Washington, lo devono fare anche a Bruxelles", ha detto dal palco il leader della Lega Matteo Salvini

"Rimettere al centro gli interessi nazionali": Salvini guida il fronte anti-Bruxelles

Gli slogan per la remigrazione e contro l'"Eurabia" e l'islamizzazione, fino alla "Fortezza Europa" che fu già slogan del nazismo. E poi tutti insieme sul palco, con le note di YMCA dei Village People: si conclude così la manifestazione dei "Patrioti" organizzata in piazza del Duomo dalla Lega di Matteo Salvini e che ha visto sul palco la destra di diversi paesi europei: "Gli unici veri avversari dei burocrati di Bruxelles". Appuntamento che negli ultimi giorni il vicepremier e segretario leghista aveva provato a far virare sui temi economici e sulla preoccupazione legata al caro energia, ma che alla fine resta ancorata allo schema iniziale, su migranti e sicurezza. Anche l'intervento dello stesso Salvini resta su quel copione, salvo i due passaggi che caratterizzano la comunicazione di questi giorni, la Lega "di lotta e di governo" che fa storcere la bocca qualche alleato: il vice premier torna a chiedere alla Ue di sospendere "entro pochi giorni" il Patto di stabilità, "altrimenti faremo da soli"; e poi incita a seguire l'esempio degli Usa e "tornare a comprare gas e petrolio dalla Russia". Altro che la proposta della Commissione Ue, "un nuovo lockdown. No, abbiamo già dato. Vogliamo vivere, studiare e lavorare". Ma il tema principale è l'immigrazione, la battaglia contro "l'islamizzazione dell'Europa". A partire dal primo intervento, il giornalista Mario Giordano che scandisce dal palco "Remigrazione". E poi i vari leader dei Patrioti europei: "Via l'Islam dai nostri paesi, via la propaganda immigrazionista", urla la greca Afroditi Latinopoulou, presidente del Foni Logikis, invocando "piazza pulita in tutta Europa, piazza pulita in ogni quartiere e in ogni strada". Le fa eco l'olandese Geert Wilders, leader del PVV: "Milano è nostra, non è dell'Islam, l'Italia è un paese cristiano e non diventerà mai un paese islamico. Niente più Eurabia". Fino all'austriaco Udo Landbauer, esponente del Freiheitlichen Partei Osterreichs: "Diciamo sì a un'Europa cristiana e no all'islamizzazione. Abbiamo bisogno di una 'Fortezza Europa' che protegga il proprio popolo e metta alla porta i nemici dell'Europa", afferma utilizzando una locuzione della propaganda nazionalsocialista che oggi viene usata dalla destra più estrema. Questa alleanza per Salvini "è in Europa l'unico vero avversario per i burocrati di Bruxelles al servizio di affaristi e guerrafondai". E che per Jordan Bardella, leader del Rassemblement National francese, è "la prima forza di opposizione a Ursula von der Leyen e alla leadership di Bruxelles: ogni giorno dimostriamo che un'altra Europa è possibile e oggi il rapporto di forza a Bruxelles sta cambiando". L'obiettivo dunque, insiste Salvini, è "cambiare chi governa questa Europa", per abbandonare il Green deal e "difendere i confini. Remigrazione non significa mandare a casa tutti quelli che incontri per strada: il permesso di soggiorno e di cittadinanza sono un atto di fiducia, se commetti degli errori torni a casa tua". Nel nome di Oriana Fallaci, citata in diversi interventi e che Salvini accosta a Charlie Kirk ("Due patrioti per la democrazia e la libertà") tra gli applausi della platea: "Decine di migliaia di persone pacifiche - dice Salvini, ma per le forze dell'ordine siamo a diecimila - presentate dalla sinistra come una piazza sovversiva, razzista, fascista, nazista...".

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