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12.03.2026 - 09:43
L’export cresce in tutta Italia, tranne che in Basilicata dove si registra un crollo del 17,8%. La regione è maglia nera delle produzioni italiane ferme al palo, rivelando una preoccupante crisi economica strutturale. L’export italiano ha retto all’impatto dei dazi Usa, ma non tutte le regioni del Paese hanno mantenuto le loro performance; divari consistenti si registrano da regione a regione e da territorio a territorio. Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel 2025 regina dell’export è risultata la Toscana, seguita dal Friuli-Venezia Giulia. Il Lazio, grazie a un aumento delle esportazioni verso gli Usa, ha sfiorato una crescita a due cifre. Brilla la Calabria che con un +10,8% sale sul podio al terzo posto per migliore performance. Tuttavia si riscontrano pesanti perdite per altre regioni, in particolare al Sud e Isole (-11%). Cali significativi per Basilicata, Sardegna e Sicilia, i cui prodotti hanno subito una perdita di attrattiva sui mercati esteri a doppia cifra. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’export italiano ha chiuso il 2025 con un aumento del 3,3%, grazie soprattutto alle regioni del Centro (+13,2%). Segnali di sofferenza, per l’effetto dei dazi Usa che hanno iniziato a farsi sentire nella seconda parte dell’anno, si registrano nel quarto trimestre 2025, periodo nel quale l’Istat ha stimato una flessione congiunturale dell’export per tutte le ripartizioni territoriali, a esclusione del Centro (+0,7%). La riduzione congiunturale è ampia per il Sud e Isole (-6,7%), più contenuta per il Nord-est (-1,1%) e il Nord-ovest (-0,5%). Tornando al dato complessivo del 2025, le regioni più dinamiche sono Toscana (+21,3%), Friuli-Venezia Giulia (+17,8%), Calabria (+10,8%), Liguria (+10,2%) e Lazio (+9,6%); quelle che registrano le flessioni più ampie sono Basilicata (-17,8%), Sardegna (-11,4%), Sicilia (-10,8%) e Marche (-7,6%). In particolare la Toscana si è avvantaggiata dall’aumento della domanda svizzera (+201,1%), francese (+39,2%) e spagnola (+76,4%). Nonostante i dazi, le sue esportazioni verso gli Stati Uniti hanno segnato +19,9%; molto positiva (+44,5%) la performance verso i Paesi Opec. Anche il Lazio ha saputo far fronte alle leggi doganali di Trump e ha addirittura migliorato molto le sue spedizioni verso gli Stati Uniti (+54,2%). Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite della Toscana verso la Turchia (-55,8%), del Lazio verso i Paesi Bassi (-24,0%) e dell’Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti (-6,5%). Il vino italiano ha chiuso il 2025 con un export di 7,78 miliardi di euro, il 3,7% in meno sul 2024, con i volumi a -1,9% per un totale di 21 milioni di ettolitri spediti.
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