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Tragedia del piccolo Domenico al Monaldi: 6 indagati. I legali del cardiochirurgo: «Ha fatto tutto il possibile»

Parole di dolore della madre, Patrizia Mercolino: «Domenico se n’è andato, è diventato un angioletto. Io farò in modo che non si dimentichi e poi faremo giustizia. Alla giustizia chiedo verità». Alla domanda su dove trovi la forza di andare avanti, ha risposto: «Me la dà mio figlio»

Tragedia del piccolo Domenico al Monaldi: 6 indagati. I legali del cardiochirurgo: «Ha fatto tutto il possibile»

Si aggrava il quadro giudiziario nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo deceduto questa mattina all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo quasi due mesi di coma in seguito al trapianto di un cuore risultato danneggiato. Per le sei persone iscritte nel registro degli indagati il reato ipotizzato passa da lesioni colpose a omicidio colposo. A riferirlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, spiegando che il corpicino del bambino è stato sequestrato per consentire l’esame autoptico che sarà effettuato presso l’istituto di medicina legale del Policlinico. Nelle prossime ore è attesa la notifica dell’avviso di accertamento tecnico irripetibile; la famiglia nominerà un consulente medico legale di parte che potrà formulare eventuali quesiti. Dopo l’esame, la salma sarà dissequestrata e i funerali potrebbero svolgersi tra giovedì e venerdì. Petruzzi ha anche messo in guardia dai tentativi di truffa comparsi sui social, con post che mostrano foto del piccolo non oscurate e un Iban per presunte donazioni. «La famiglia non ha chiesto alcuna donazione né per il funerale né per le spese legali. Si tratta di contenuti truffaldini», ha chiarito. Tra gli indagati figura il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha eseguito il trapianto. I suoi legali, Alfredo Sorge e Vittorio Manes, hanno espresso «cordoglio, commozione e profondo rispetto per la madre e per i familiari», ribadendo la fiducia nella ricostruzione che sarà offerta dagli inquirenti e dagli accertamenti tecnici. «Siamo convinti – hanno dichiarato – che il dottor Oppido abbia fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso e umanamente possibile per salvare la vita del piccolo, lottando contro il tempo». Il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ha parlato di «una ferita che non si rimargina» non solo per i genitori, ma anche per i medici e per l’intero Servizio sanitario nazionale. «Non dobbiamo dimenticare il dramma di Domenico – ha aggiunto – perché quanto accaduto sia monito a una sicurezza sempre maggiore delle cure». Un messaggio di cordoglio è arrivato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha affidato ai social un pensiero per la famiglia: «L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda». Intanto davanti all’ospedale si susseguono attestazioni spontanee di affetto: fiori bianchi, palloncini e peluche sono stati lasciati all’ingresso in memoria del bambino. Biglietti e messaggi accompagnano i mazzi di rose: «Napoli ti ama», «Vola più in alto che puoi piccolo Domenico». Un pellegrinaggio silenzioso che testimonia il cordoglio di un’intera città mentre la magistratura lavora per accertare responsabilità e fare chiarezza su quanto accaduto.

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