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Istat: produzione industriale in flessione nel 2025, bene farmaceutica e alimentare

Istat: produzione industriale in flessione nel 2025, bene farmaceutica e alimentare

L'Istat ha registrato nel 2025 un calo dello 0,9% nella produzione industriale. Secondo l’istituto, le industrie farmaceutiche e alimentari, la fabbricazione di computer e di prodotti di elettronica hanno registrato la maggiore crescita rispetto all'anno precedente, mentre le flessioni più ampie riguardano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e la fabbricazione di mezzi di trasporto. A consuntivo del 2025, al netto degli effetti di calendario, la produzione industriale flette dello 0,2% rispetto all'anno precedente. Lo indica l'Istat, stimando che a dicembre scorso l'indice destagionalizzato diminuisca dello 0,4% rispetto a novembre e, al contrario, su base annua aumenti del 3,2%. Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l'energia si registra un incremento nel complesso del 2025. Nell'ambito della manifattura, le industrie farmaceutiche e alimentari, la fabbricazione di computer e di prodotti di elettronica registrano la maggiore crescita rispetto all'anno precedente, mentre le flessioni più ampie riguardano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e la fabbricazione di mezzi di trasporto. Nella media del quarto trimestre il livello della produzione cresce dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. L'indice destagionalizzato mensile mostra aumenti nei comparti dell'energia (+1,2%) e dei beni strumentali (+0,5%); mentre sono state registrate variazioni negative per i beni intermedi (-0,4%) e i beni di consumo (-0,9%).  I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+23,8%), le altre industrie manifatturiere (+9,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%). Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nell'industria del legno, della carta e stampa (-2,9%). "A dicembre l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce rispetto a novembre: - commenta l'Istat - il calo è diffuso ai principali raggruppamenti di industrie, con esclusione dell'energia e dei beni strumentali. Al contrario, su base annua, l'andamento dell'indice è positivo e la crescita riguarda tutti i principali raggruppamenti di industrie tranne i beni di consumo durevoli". 

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