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L'iniziativa

Coronavirus, a Cerignola la lavanda dei piedi di don Carmine dedicata a medici, infermieri, operatori sanitari

Don Carmine Ladogana si e' inginocchiato dinanzi a camici, un fonendoscopio e mascherine che hanno impersonato chi cura i malati di Covid. L'invito poi a pregare in silenzio.

"La sosta vuole ricordarci che nella storia minuta del mondo, l'umilta' si fa strada, la piccolezza puo' qualcosa che forze piu' grandi non possono. Vi sono figure negli ospedali che giganteggiano nel nascondimento, con le loro scope e i loro stracci, che si rispecchiano in questo catino, brocca e asciugatoio, gli unici strumenti di servizio ai fratelli, che Gesu' ci ha lasciato in eredita'", dice don Carmine.

In ginocchio e in silenzio, fra le mani un piccolo ma profondo vassoio in argento, una brocca e un panno bianco che don Carmine Ladogana, sacerdote della chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova a Cerignola, in provincia di Foggia, ha usato per asciugare virtualmente i piedi di medici, infermieri e operatori sanitari che lottano contro il coronavirus. Ieri, giovedi' santo, la rievocazione della lavanda dei piedi: Gesu', riportano i vangeli, prostrato dinanzi ai discepoli lavo' e asciugo loro i piedi. Don Carmine si e' inginocchiato dinanzi a camici, un fonendoscopio e mascherine che hanno impersonato chi cura i malati di Covid. "Quegli oggetti ci riportano all'interno dei nostri ospedali e alle procedure di vestizione che il personale medico e paramedico ogni giorno compie prima di entrare in un reparto di isolamento tra gli ammalati di covid-19", scrive il parrocco sui social. "La sosta vuole ricordarci che nella storia minuta del mondo, l'umilta' si fa strada, la piccolezza puo' qualcosa che forze piu' grandi non possono - continua - Vi sono figure negli ospedali che giganteggiano nel nascondimento, con le loro scope e i loro stracci, che si rispecchiano in questo catino, brocca e asciugatoio, gli unici strumenti di servizio ai fratelli, che Gesu' ci ha lasciato in eredita'". L'invito poi a pregare in silenzio.

«Buon Venerdì Santo - l'augurio di don Carmine - con questo scritto di Dietrich Bonhoeffer, Teologo luterano tedesco, protagonista della resistenza al nazismo, morto impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg. La tempesta della vita. Comprendete l'ora della tempesta e del naufragio, è l'ora della inaudita prossimità di Dio, non della sua lontananza. Là dove tutte le altre sicurezze si infrangono e crollano e tutti i puntelli che reggevano la nostra esistenza sono rovinati uno dopo altro, là dove abbiamo dovuto imparare a rinunciare, proprio là si realizza questa prossimità di Dio, perché Dio sta per intervenire, vuol essere per noi sostegno e certezza. Egli distrugge, lascia che abbia luogo il naufragio, nel destino e nella colpa; ma in ogni naufragio ci ributta su di Lui. Questo ci vuole mostrare: quando tu lasci andare tutto, quando perdi e abbandoni ogni tua sicurezza, ecco, allora sei libero per Dio e totalmente sicuro in Lui. Che solo ci sia dato di comprendere con retto discernimento le tempeste della tribolazione e della tentazione, le tempeste d'alto mare della nostra vita! In esse Dio è vicino, non lontano, il nostro Dio è in croce. La croce è il segno in cui la falsa sicurezza viene sotto posta a giudizio e viene ristabilita la fede in Dio

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