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Il conto del Covid pagato soprattutto dai paesi poveri, con fame e denutrizione

In un mondo interdipendente, l'impatto della pandemia sulla crisi alimentare e nutrizionale dei paesi poveri, con il corollario di fame, carestia e denutrizione, è inversamente proporzionale alla sua durata.

Il conto del Covid pagato soprattutto dai paesi poveri, con fame e denutrizione

La velocità di uscita dalla crisi sanitaria del Covid-19, grazie alle immunizzazioni, permetterà di salvare centinaia di migliaia di persone e di raggiungere anche gli “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” del 2030, inclusa la fine della fame e della malnutrizione?

L'ultimo aggiornamento del Rapporto Globale 2021 sulle Crisi Alimentari (2021 Global Report on Food Crises), curato dal World Food Programme, afferma che centinaia di milioni di persone stanno affrontando crisi alimentari acute o catastrofi simili a carestie, aggravate dall’impatto della pandemia di COVID-19 sull’economia, dagli eventi meteorologici estremi  provocati dai cambiamenti climatici e dai conflitti militari.  [1] A tal proposito, il Rapporto prevede che le crisi alimentari si acuiranno e potrebbero compromettere decenni di guadagni in termini di crescita e di sforzi per raggiungere gli “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” del 2030, inclusa la fine della fame e della malnutrizione. 

Il Rapporto documenta anche che circa 600.000 persone (ben oltre quattro volte le stime per il 2020) si trovano in situazioni di catastrofe umanitaria. Il che significa che centinaia di migliaia di persone affrontano la fame e la morte. E precisamente: 401.000 nella regione del Tigray in Etiopia, 28.000 nel Madagascar meridionale, 108.000 nel Sud Sudan e 47.000 nello Yemen. Secondo i funzionari delle Nazioni Unite, l'aumento dei prezzi dei generi alimentari è uno dei fattori trainanti di questa emergenza. 

Un nuovo rapporto dell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Food and Agriculture Organization - FAO) prevede che il conto globale delle importazioni alimentari raggiungerà un record nel 2021, superando 1,75 miliardi di dollari statunitensi (un aumento del 14% rispetto al 2020), con le nazioni in via di sviluppo che rappresentano il 40 % delle spese complessive. Ciò è dovuto principalmente ai costi più elevati, piuttosto che a maggiori volumi di alimenti importati. Nello specifico, dei costi aggiuntivi delle importazioni, pari a 25 miliardi di dollari, da parte dei paesi con deficit alimentare a basso reddito, ben oltre 14 miliardi sono dovuti a prezzi più elevati, mentre solo 11 miliardi di dollari riflettono i volumi alimentari più elevati. L'aumento delle crisi alimentari "si tradurrà immediatamente in malnutrizione infantile", ha detto a “The Lancet” Francesco Branca, direttore dell'OMS per la nutrizione e la sicurezza alimentare. [2] Nel 2020, le Nazioni Unite hanno stimato che 149,2 milioni di bambini (22%) di età inferiore ai 5 anni erano rachitici, 45,4 milioni (6,7%) deperiti e 38,9 milioni (5,7%) in sovrappeso e tra 720 milioni e 811 milioni di persone nel mondo hanno affrontato la fame.

Branca ha osservato che la pandemia di COVID-19 ha interrotto i servizi nutrizionali per i bambini. Ad esempio, l'UNICEF sta affrontando difficoltà negli sforzi per fornire cure salvavita ai bambini che soffrono di malnutrizione grave e acuta. Saul Guerrero Oteyza, consulente senior per la nutrizione di emergenza dell'UNICEF, ha descritto le sfide che gli umanitari devono affrontare. “Quello che abbiamo ora è una combinazione di crisi. Dobbiamo destreggiarci e rispondere a più crisi contemporaneamente, il tutto con una buona dose di imprevedibilità e un elevato livello di bisogno". [2]

Gli esperti prevedono che la pandemia di COVID-19 avrà effetti più duraturi e influenzerà negativamente l’accesso e la disponibilità dei servizi sanitari e nutrizionali per i bambini. Si sta quindi concretizzando il precipitare di eventi che condurranno ad una tempesta perfetta per la malnutrizione. “Senza un'azione rapida e decisa da parte della comunità internazionale, entro il 2022 altri 3,6 milioni di bambini saranno costretti a vivere di stenti e altri 13,6 milioni saranno deperiti. E di conseguenza, 283.000 bambini sotto i cinque anni in più moriranno”, ha avvertito la FAO.

Gerda Verburg, coordinatrice dello “Scaling Up Nutrition Movement” e assistente segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato al Lancet che: "Dovremmo essere ambiziosi, perché la nutrizione è uno degli argomenti più importanti per l’opera di ricostruzione post COVID-19 e dimenticare le questioni alimentari e nutrizionali crea più povertà.” [2]

Bibliografia

1 . World Food Programme. The 2021 Global Report on Food Crises (GRFC 2021). Disponibile all’indirizzo: https://www.wfp.org/publications/global-report-food-crises-2021

2 . Zarocostas J. Hope for nutrition summit as global hunger spikes. Lancet. 2021 Dec 4;398(10316):2061-2062. doi: 10.1016/S0140-6736(21)02743-4. PMID: 34863339; PMCID: PMC8639159.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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