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Anche andare in bianco si può, per non rinunciare a quel piacere di...vino

E’ possibile includere nelle diete ipocaloriche un uso moderato di vino bianco, al posto di una rigorosa astinenza? E questo moderato consumo è giustificato dai benefici consolidati riportati in letteratura scientifica?

Anche andare in bianco si può, per non rinunciare a quel piacere di...vino

Per la prima volta sono andato nella terra del Prosecco a Giugno di quest’anno. L’occasione è stata quella di tenere una relazione sul nostro “Med-Food Anticancer Program” nel convegno biennale sulla prevenzione denominato “Castelbrando-8” [1]. Il titolo dell’evento davvero suggestivo (“La prevenzione serve. Servire il Paese, servire al Paese”) e la curiosità di visitare quel lembo della nostra Italia, teatro dei combattimenti della prima guerra mondiale a cent’anni di distanza, mi hanno spinto ad accettare l’invito senza esitazione. E poi ritrovare colleghi “medici-igienisti”, ai quali mi lega un percorso scientifico e professionale, a discutere di “Prevenzione”, non aveva prezzo.

Ebbene, l’idea di scrivere sul vino bianco in questo blog si è affacciata nella mia mente proprio lì, nella terra del Prosecco. In particolare, il proposito era quello di esaminare se in letteratura scientifica vi fosse qualche studio che avesse indagato il rapporto tra assunzione di vino, dieta ipocalorica e riduzione del peso corporeo. Questo perchè ai pazienti a dieta ipocalorica per la riduzione del peso solitamente si sconsiglia di consumare vino per una serie di motivi, tra i quali i più importanti sono: (a) l’alcol fornisce molte calorie (7 Kcal per grammo) e (b)  un suo “abuso” è associato ad un notevole aumento del rischio di malattia e di mortalità generale [2]. E’ anche vero, tuttavia, che ci sono buone evidenze epidemiologiche le quali suggeriscono che un regolare consumo moderato di alcol sia associato con un basso rischio di eventi di malattia coronarica [3] e di mortalità nella popolazione generale [4-5] E per i soggetti diabetici è stata riportata in letteratura un’associazione inversa tra consumo di alcol, mortalità coronarica e per tutte le cause di morte [6-7].  Inoltre, in alcuni studi è stata trovata una stretta relazione tra consumo moderato di alcol e minor rischio di sviluppo di diabete di tipo-2 [8-9]. Quindi, la domanda alla quale cercavo una risposta era se fosse possibile includere nelle diete ipocaloriche un uso appropriato di vino, al posto di una rigorosa astinenza, e se questo fosse giustificato in considerazione dei benefici consolidati riportati in letteratura circa un suo moderato consumo. Nella patria del Prosecco, erano queste le domande alle quali ero desideroso di scovare un punto di equilibrio tra rischi e benefici, aggiungendo la variabile del dimagrimento in regime dietetico controllato.

Spinto da questa curiosità, mi sono immerso in PubMed (la più grande libreria bio-medica) ed ho scovato uno studio, pubblicato alcuni anni fa, il quale ha indagato l'efficacia di una dieta ipocalorica sulla perdita di peso in soggetti sovrappeso e obesità che consumano regolarmente quantità moderate di vino bianco [10]. Pensa, mio caro lettore, uno studio che faceva proprio al caso nostro, riassumibile in tre parole chiave: vino bianco, dieta ipocalorica e dimagrimento. I soggetti arruolati nello studio erano stati divisi in 2 gruppi: uno di trattamento e l’altro di controllo. Ad entrambi i gruppi è stata prescritta una dieta ipocalorica di 1.500 Kcal, con il 10%  di calorie derivanti o da succo d'uva, per il gruppo di controllo, o da vino bianco, per quello di trattamento. I ricercatori hanno esaminato se esistessero differenze nella perdita di peso tra i due gruppi a dieta ipocalorica dopo un periodo di intervento di 3 mesi. I risultati di questo studio prospettico controllato hanno mostrato che una dieta ipocalorica è stata efficace in soggetti in sovrappeso e obesità che consumano abitualmente quantità moderate di vino bianco e che hanno mantenuto la loro abitudine durante il trattamento. La perdita ponderale raggiunta da questi soggetti è stata del 4,5% del peso iniziale. Lo studio è stato eseguito con soggetti abituati a bere alcol in quantità moderate, quindi, i risultati potrebbero non essere applicabili a soggetti che abusano di alcol. In questo contesto va sottolineato che l'assunzione moderata di vino è stata definita come non più di un bicchiere al giorno per la maggior parte donne e non più di due bicchieri al giorno per gli uomini, e che i medici e i nutrizionisti devono essere cauti nel raccomandare l'uso di alcol [11].

 

Bibliografia

1 . ULSS-2 “Marca Trevigiana”. CASTELBRANDO 8 - VITTORIO VENETO 100. "La prevenzione serve". Servire il Paese, servire al Paese. (https://www.ulss7.it/)

2 . Brenner DA. Moderate drinking: effects on the heart and liver. Gastrenterology 2000; 119: 1399–1401.

3 . Camargo CA, Hennekens C, Gaziano MJ, Glynn RJ, Manson JE, Stampfer MJ. Prospective study of moderate alcohol consumption and mortality in US male physicians. Arch Intern Med 1997; 157:79–85.

4 . Doll R, Peto R, Hall E, Wheatley K, Gray R. Mortality in relation to consumption of alcohol: 13 years’ observation on male British doctors. Br Med J 1994; 309: 911–918.

5 . Hoffmeister H, Schelp FP, Mensink GB, Dietz E, Bohning D. The relationship between alcohol consumption, health indicators and mortality in the German population. Int J Epidemiol 1999; 28:1066–1072.

6 . Solomon CG, Hu FB, Stampfer MJ, Colditz GA, Speizer FE, Rimm EB, Willett WC, Manson JE. Moderate alcohol consumption and risk of coronary heart disease among women with type 2 diabetes mellitus. Circulation 2000; 102: 494–499.

7 . Diem P, Deplazes M, Fajfr R, Bearth A, Muller B, Christ ER, Teuscher A. Effects of alcohol consumption on mortality in patients with Type 2 diabetes mellitus. Diabetologia 2003; 46:1581–1585.

8 . Rimm EB, Chun J, Stampfer MJ, Colditz GA, Willett WC. Prospective study of cigarette smoking, alcohol use, and the risk of diabetes in men. Br Med J 1995; 310: 555–559.

9 . Wannamethee SG, Camargo Jr CA, Manson JE,Willett WC, Rimm EB. Alcohol drinking patterns and risk of type 2 diabetes mellitus among younger women. Arch Intern Med 2003; 163: 1329–1336.

10 . Flechtner-Mors M, Biesalski HK, Jenkinson CP, Adler G, Ditschuneit HH. Effects of moderate consumption of white wine on weight loss in overweight and obese subjects. Int J Obes Relat Metab Disord. 2004 Nov;28(11):1420-6.

11 . Ministero della salute. L'alcol rappresenta in Europa il secondo fattore di rischio di malattia e morte prematura dopo il tabacco (http://www.salute.gov.it)

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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