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Controverso

La strategia del silenzio

Sarebbe opportuno che la politica, i suoi rappresentanti, gli amministratori ed ex, assumessero toni e modi di collaborazione. La strategia del silenzio, a volte, è più efficace di troppe parole rancorose. Il borbottio dopo una punizione non servirà ad alleggerirla. Anche se, è il caso di notarlo, in queste vicende ci sono anche silenzi incomprensibili. 

La strategia del silenzio

Dall’altro canto sembra che alcuni siano in fervida attesa dell’avvio di altre indagini in altri Comuni, dimenticando che, prima del Ministero dell’Interno che potrà, quando lo riterrà opportuno, puntare l’obiettivo su altre amministrazioni, i cittadini - organizzati o meno - hanno a disposizione lo strumento della denuncia presso la Procura della Repubblica, la disponibilità all’ascolto del Prefetto, le forze dell’ordine.

Finché c’erano le indagini, per verificare la capacità della criminalità di condizionare il tessuto amministrativo dei Comuni di Cerignola e Manfredonia, c’era un silenzio assordante. La comunicazione era incentrata sul cosa si stava realizzando nelle città (nell’ultimo periodo ad esclusione di Manfredonia proprio perché l’amministrazione era caduta per questioni politiche). E non siamo qui a fare l’analisi attenta e scrupolosa del e sul perché. 

Ben diverso, invece, il tono delle reazioni tra comizi, note stampa e anche prese di distanza. In entrambi i casi, anche se con sfumature e stili diversi, si legge tra le pieghe - ma poi nemmeno tanto - una delegittimazione istituzionale dapprima del Ministero dell’Interno e poi dello stesso Consiglio dei Ministri che, collegialmente, ha deliberato il commissariamento dei due Enti. Si fa riferimento, addirittura, ad eventuali operazioni di marketing o di comunicazione mentre si tenta di spalmare responsabilità su un intero territorio (e la provincia di Foggia include ben 61 Comuni) ritenendolo indifferentemente connivente, un insieme indistinto di situazioni ad alto rischio anche se, al momento, non si ha notizia di altri comuni sotto indagine.

Dall’altro canto sembra che alcuni siano in fervida attesa dell’avvio di altre indagini in altri Comuni, dimenticando che, prima del Ministero dell’Interno che potrà, quando lo riterrà opportuno, puntare l’obiettivo su altre amministrazioni, i cittadini - organizzati o meno - hanno a disposizione lo strumento della denuncia presso la Procura della Repubblica, la disponibilità all’ascolto del Prefetto, le forze dell’ordine. Ma qui si rischia di cadere nella rete dei tifosi social di questa o quell’altra forza, coalizione politica che mescolano inopportunamente interdittive antimafia, emergenze sociali, operazioni di contrasto alla malavita ritengono un po' tutto “mafioso”. E non si intende certo sottovalutare la presenza di organizzazioni criminali ben strutturate. Se si tratta e si tratterà di mafia lo dice e lo dirà la magistratura.

Il commissariamento degli Enti consente agli stessi commissari di approfondire alcune eventuali situazioni, pratiche amministrative, altre connessioni, ovviamente scevri dall’obiettivo di trovare a tutti i costi quel qualcosa che non va o non c’è. Crea, comunque, una sorta di  “territorio” cuscinetto tra un passato ritenuto “condizionato” ed un futuro “libero” (si spera!).

La riflessione da fare, invece, è sull’opportunità, in un momento come questo, di assumere atteggiamenti più consoni, rispettosi ed in certi casi istituzionali e, certamente, di sostegno e supporto all’operato dei commissari. Certo, ben si capisce, lo stato d’animo di chi ha amministrato fino a ieri o fino a qualche mese fa. È un’onta difficile da digerire perché ormai ci si sente etichettati. Ma pur volendo ritenere, in uno sforzo estremo ed azzardato di comprensione, dura e fuori misura la pena inflitta sarebbe opportuno che la politica, i suoi rappresentanti, gli amministratori ed ex, assumessero toni e modi di collaborazione, non di battaglia politica con smarcamenti e scrollamento di spalle. Questo se davvero si vuol lavorare per il territorio, per il suo sviluppo, in favore dell’interesse generale.

La strategia del silenzio, a volte, è più efficace di troppe parole rancorose. Il borbottio dopo una punizione non servirà ad alleggerirla. Anche se, è il caso di notarlo, in queste vicende ci sono anche silenzi incomprensibili. 

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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