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Le troppe ombre del Cara diffuse tra Foggia e Manfredonia

E cosa succede quando i migranti arrivano a Foggia evidentemente "gestiti" da quello che potremmo definire il racket dei semafori o dell'elemosina? Prendono "il loro posto" di "lavoro": dinanzi a bar e supermercati, agli incroci, chi controlla certi altri "movimenti" tra cui la prostituzione.

Nuova rissa al Cara di Borgo Mezzanone: 4 feriti

Il centro accoglienza foggiano (Ph. V. Maizzi)

Il Cara di Borgo Mezzanone è nel territorio di Manfredonia o di Foggia? Borgo Mezzanone è una borgata di Manfredonia, ma il CARA non è lì, è nel perimetro di Foggia. Lo sostiene il Sindaco di Manfredonia, perché non credergli? Era necessaria l'inchiesta del giornalista de L'Espresso, Gatti, per dare la sveglia al Ministro Alfano, con tanto di intervento deciso di Eugenio Scalfari su Repubblica? No. Lo sostengono i parlamentari del Pd ed anche la Procura. I primi riferiscono di aver sollecitato più volte il Ministro, che a quanto sembra o è stato un po' sordo oppure non ha subito un pressing offensivo poi così deciso, la seconda - si sa che la Procura fa le sue indagini che per loro natura non sono propriamente pubbliche - che, a distanza di poche ore dalla pubblicazione dell'inchiesta, ha emesso i primi avvisi di garanzia, con un buon elenco di reati, a conferma che il lavoro era stato avviato da tempo. 

Era necessaria l'inchiesta del giornalista de L'Espresso, Gatti? Si. E' bene dirlo. Che piaccia o no. Al di là del giudizio che ogni lettore può esprimere sul racconto. Fabrizio Gatti ha il proprio stile ed è più che riconoscibile. È stata necessaria ed anche urgente quell'inchiesta perché ci obbliga a riaprire gli occhi su quel che vediamo ogni giorno, a cui ci siamo malamente abituati. Certo, non nel CARA o nelle sue più immediate vicinanze (anche se chi opera nella struttura - a qualunque titolo - non hai mai fatto mistero delle tante cose che non vanno) perché non diamo mai uno sguardo da vicino a certe situazioni che già sappiamo almeno incresciose, tranne se non "ci scappa" l'accoltellamento o il morto, ma già nelle vie della città. Foggia, appunto, collegata con un servizio bus specifico proprio con il CARA. 

Certo, gli ospiti della struttura non possono essere trattenuti, hanno tutto il diritto di muoversi, uscire, andar in giro, ma le loro non sono passeggiate di piacere e disinteressate, bensì di fuga da ambienti sovraffollati e schifosi, dove il confronto uno ad uno spesso è violento, dove il limite della dignità umana è infimo. E cosa succede quando arrivano in città evidentemente "gestiti" da quello che potremmo definire il racket dei semafori o dell'elemosina, per fermarci qui. Prendono "il loro posto" di "lavoro": chi dinanzi a bar e supermercati, chi agli incroci, chi controlla certi altri "movimenti" tra cui la prostituzione. Ecco, mi pare di poter dire che, chi guarda la città queste cose le nota, eccome, come le risse quasi quotidiane -  alle ore 20 in via Galliani - alla partenza dell'ultimo bus in direzione Cara, ironicamente definito "l'assalto alla diligenza". E gli altri, cioè gli ospiti o "presunti tali" del CARA che non scendono in città? Beh, manovalanza prelevata all'alba a bassissimo costo, utile per allargare le entrate di quegli agricoltori che si dichiarano rispettosi della legge ma che non lo sono assolutamente, però pronti ad essere i primi a lamentarsi e rivendicare gli aiuti pubblici se c'è poca o troppa pioggia che danneggiano le colture. Per gli extracomunitari, invece, utile solo per spaccarsi la schiena nelle campagne, a qualche centesimo ora. Certo chi ci guadagna è il "signor" caporale che, probabilmente, sta anche differenziando il suo business occupandosi anche di come sfruttare meglio le donne con la prostituzione, quasi obbligata. 

Ma ora abbiamo la legge sul caporalato! Le conosciamo queste cose, le sappiamo, le percepiamo? Si, da anni, da troppi anni. Ma, si sa, un Ministro, il Governo, non li si scuote con articoli di stampa locale ma con un deciso schiaffo dall'eco nazionale. E così, ecco lo sdegno di tutti. Ed allora si, ancora si, quell'inchiesta è stata proprio utile. Almeno a riaprirci gli occhi. Sperando che restino aperti a lungo. 

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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