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Gargano, un mare di selfie: e poi?

Che schema fallimentare è questa terra che viene fatta vivere solo d'estate, così selvaggia da non voler essere addomesticata nemmeno dalle tecnologie? Poi ci si meraviglia se in Puglia si continua a parlare sempre e solo del tacchetto d'Italia e non dello sperone

Gargano, un mare di selfie: e poi?

Lo scoglio, il tramonto, la spiaggia, il lento ondeggiare dell'acqua, il gabbiano, il gommone, il pedalò, pane e pomodoro, l'alba, il trabucco, la brace, lo spritz, il prosecco, l'aperitivo, l'albero, le falesie, i lettini, gli ombrelloni, l'apericena, la colazione, le tarantelle, il caciocavallo podolico, gli scorci a mare, le case bianche, fuochi d'artificio, icone di santi che sfilano, le isole, fiumi di auto, tutti sorridenti, tutti felici, tutti...quasi tutti dei dintorni, ad inneggiare al Gargano.Si sta dimenticando qualcosa, in questo mondo di selfie, un insieme di volti soddisfatti, addirittura sorpresi da tanta grazia naturale che, forse, finora non avevano proprio apprezzato, per distrazione, per moda? E si fotografa, si fotografa e si posta. Sembra che tutto il mondo, almeno quest'anno, sia stato sul Gargano, meglio sulla costa. Ma chi non ha postato nessuna foto, selfie è uno sfigato o non è stato sul Gargano o invece è stato in vacanza, ha vissuto altre storie, attraversato altre dimensioni, esperienze da viaggiatore e non da turista, cosiddetto di massa, e da qualche decina di chilometri più in là, senza voler vestire i panni degli spocchiosi?

Certo, la bellezza della natura, soprattutto quella incontaminata che ancora regala la nostra terra, a parte lo schifo dei rifiuti in Foresta Umbra - però lì la colpa è dei baresi -  e le motociclette sui fondali delle Tremiti - merita tutte le attenzioni (soprattutto quelle della tutela...è o non è un Parco nazionale?). La rivalità con il Salento si può vincere anche a suon di hashtag, @ e di selfie, eppure si continua a parlare sempre e solo della meraviglia del tacchetto d'Italia e non dello sperone. Fra un po' chiuderanno gli ombrelloni, i bagnini saranno disoccupati, le spiagge saranno desolate, l'abbronzatura sbiadirà, pioverà (e quando piove sul Gargano, come si usa dire, qualcuno se n'è dimenticato), arriveranno le mareggiate, si giocherà la guerra dei numeri senza valutare il contesto internazionale, si discuterà di viabilità (quella benedetta superstrada che non s'ha da finire!), dei voli che non ci sono - maledetto Gino Lisa - e si rimuginerà sui costi che si è dovuto sopportare, sulla scarsa cortesia (per essere cortesi, appunto) di chi dovrebbe offrire ospitalità, quella vera, sull'inglese ed il tedesco fluente che facilitano l'arrivo degli ormai extracomunitari britannici e dei furbi tedeschi (loro si che sanno che sul Gargano non si va ad agosto!), sul turismo mordi e fuggi (spiaggia libera - le poche che sono rimaste -; panini nei fogli d'alluminio - che sono scemo a pagare una pagnottella da 100gr ben 5€? -; ombrellone in spalla - e chi se ne frega se dovrò sudare 7 camice per montare, smontare; parcheggi abusivi - oh, ma una giornata costa anche 10€!; bungalow che nella settimana di Ferragosto costano almeno 800€), su come "stare aperti" ma non in "nero" tutto l'anno, sull'incapacità di decidere quale turismo vogliamo o possiamo. Altro che brand! Ma si sa, la memoria è corta e le insolazioni possono trasformarsi in abbaglio, in ricordi drogati. Il prossimo anno, tutti ancora lì, a fotografare, brindare, postare, cuocere alla griglia, ballare la tarantella, tuffarsi, scottarsi al sole, come se fosse l'unica e ultima occasione di riscattare - mettendola in mostra - una terra così selvaggia da non voler essere addomesticata, nemmeno dalle tecnologie.

E viene proprio da chiedere, stando ai dire di tanti cittadini della zona costretti all'isolamento almeno per 10 mesi l'anno, periferia di una provincia periferica per definizione da troppi decenni, intercettati per caso e liberamente  interpretati, che schema fallimentare è questo Gargano su cui ci si sfida a suon di selfie solo in estate? È questa la nuova frontiera del marketing territoriale? Le vere sfide sono ben altre per vivere sul Gargano. Si scherza, eh! In attesa dei selfie del 14 febbraio da Vico. 

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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