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Cosa occorre a Foggia per fare un albero?

Bimba in più, bimbo in meno, nella città capoluogo tra il 2014 ed il 2015 sono nati circa 3800 nuovi cittadini. Il Comune ha comunicato ai genitori, come prevede la legge, la scelta dell'albero da piantare per i loro bambini? E dove è stato fatto?

Cosa occorre a Foggia per fare un albero?

Bimba in più, bimbo in meno, a Foggia tra il 2014 ed il 2015 sono nati circa 3800 nuovi cittadini. E bisogna ancora aggiungere i nati dal 16 febbraio 2013 ed i nati di quest'anno, oltre ai piccoli adottati. E gli alberi, queste migliaia di alberi dove sono? I genitori dei neonati hanno mai ricevuto dal Comune una comunicazione che volendo - senza abusare del burocratese - potrebbe anche recitare così  "carissimi genitori, da oggi potrete ritirare in via... l'albero che pianteremo insieme nella foresta che sarà, per dare il benvenuto al nostro nuovo concittadino"? No. Non se ne ha notizia. Eppure la legge c'è ed ogni comune, con più di 15.000 abitanti, proprio perché legge, deve rispettarla.

E pensare che Foggia non è una città proprio verde e la legge, oltre che essere rispettata, potrebbe diventare un'opportunità per realizzare una vera e propria forestazione urbana. Ed invece no. Il Comune ha l'obbligo di individuare un'area su cui far nascere un nuovo polmone verde (un albero per ogni neonato entro 6 mesi dalla data di iscrizione all'anagrafe) ed anche di comunicare al Ministero dell'Ambiente le informazioni sul dove e cosa è stato messo a dimora, per il censimento annuale del nuovo verde urbano. A controllare il tutto, il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico. Ma il Comitato, per caso, si è distratto? Non si è preoccupato di verificare cosa succede a Foggia?  Eppure sono nati, perché in Italia funziona così, dei gruppi di lavoro a cui il Comune potrebbe rivolgersi proprio per la realizzazione di progetti di forestazione di lotti arborei, anche se - in tutta sincerità - credo che potrebbe occuparsene direttamente il Comune, perché no?, ad esempio, attraverso una convenzione con il Corpo Forestale. Questo consentirebbe anche di abbattere la CO2, di monitorare l'efficacia della presenza degli alberi e soprattutto regalerebbe alla città un bosco urbano.

E' chiedere troppo il rispetto di una legge, così come si fa per tante altre? Credo proprio di no. Allora, la proposta è questa. Si può sempre recuperare il tempo perduto, si può sempre dare un'opportunità alla città, si può cominciare - ad esempio - dal prossimo 21 novembre, giornata nazionale dell'albero. Non servono celebrazioni, servono alberi. Serve uno spazio, anche più spazi, dove mettere a dimora gli alberi. I bambini saranno ben felici di prendersene cura. 

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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