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IL PIANETA VEGA

Mamma: una sola specie, un solo cuore.

L'istinto materno non è solo conservazione della prole e della specie; nasconde sempre un legame che ogni mamma conosce e che solo una mamma può capire.

Mamma: una sola specie, un solo cuore.

Il marchio alle orecchie, segno del legame tra mucca e vitello ma anche del loro destino.

In questi giorni mi sono trovata in giardino una gatta incinta. Ha un bel pancione, ma è ancora agile. E' un po' prepotente, infatti si è praticamente impadronita del giardino e ha fatto la maliarda con noi, poveri umani fessi che ci siamo lasciati convincere a darle da mangiare. Il risultato è che si è portata in giardino anche il marito. Come so che è il marito? Beh, innanzitutto è l'unico gatto maschio con cui si accompagna. A volte chiamano qualche amico, ma non si trattiene mai più di qualche minuto. Con questo invece si vede che c'è complicità. E poi si baciano. Accostano i musini, oppure lei lecca lui sulla testa, e viceversa. Lui è un vero gatto di strada, miagola come un forsennato quando vuole mangiare ma non è ancora in grado di stabilire un vero contatto con gli uomini. La cosa che mi ha colpito, però, è che se lui tenta di mangiare, lei cerca di sottrargli anche la sua porzione, e se lui si avvicina un po' troppo, lei lo aggredisce. A parte la somiglianza con alcune coppie umane, mi fa riflettere che la gatta abbia inventato questa strategia di seduzione per accattivarsi la nostra simpatia ora che è incinta. Ha cercato un posto sicuro dove un giorno potrà anche nutrire e proteggere i propri gattini. Non voglio certo improvvisarmi etologa, ma ho un po' di esperienza nell'osservazione del comportamento animale e questa è l'impressione che mi ha dato. Questo è uno dei tanti esempi di mamme animali che mi è capitato di osservare e spesso ho potuto notare come l'istinto materno sia qualcosa di universale, biologicamente necessario alla cura della prole e al mantenimento della specie. Penseremmo quindi che negli animali esso si fermi lì. Certo, non si può antropologizzare o antropomorfizzare un animale, ma è altresì scorretta l'idea che le mamme animali si limitino alla mera conservazione biologica. Non si spiegherebbero la mamma foca che piange il figlioletto morto, tentando di rianimarlo, o la mamma orsa che si dispera per lo stesso motivo, o la mamma mucca che piange fino a quando non rivede il suo vitellino. A proposito di vitellini, una volta mi sono imbattuta in uno che si era smarrito e se ne andava in giro per tutto il pascolo "chiamando" la mamma e piangendo. A me non piace attribuire agli animali sentimenti e modi di fare tutti umani, ma queste cose le si osservano di frequente. Che l'uomo abbia un qualcosa di diverso dagli animali è indubbio. Non credo che l'antispecismo debba significare mettere tutte le specie su uno stesso piano, non vedo perché abolire le differenze appiattendo tutto (vizio diffuso, di questi tempi...). Credo piuttosto significhi rispettare ogni vita al di là della specie. Oggi è la Festa della mamma, umana. Ma quando mettiamo a tavola una "fettina" per i nostri figli, ricordiamo che ci sono mamme di altre specie, che sempre mamme sono, e fosse anche soltanto per questioni di conservazione della specie, l'istinto a proteggere e curare i propri piccoli ce l'hanno; e fino a quando questi piccoli non si staccano da loro naturalmente, non vogliono perderli di vista. Staccare i cuccioli dalle proprie mamme prima che queste ne abbiano completato il percorso di cura e autonomia, è una violenza enorme. Una violenza che solo altre mamme possono capire o immaginare. La specie "mamma" è una sola e ha un solo cuore. Sarebbe bello se ogni mamma se ne ricordasse e educasse i propri bambini a questo rispetto e a questo amore.

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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