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La lettera aperta

La vergogna di Monte Sant'Angelo senz'acqua

«Indecente possiamo dire, ad Acquedotto pugliese, un servizio pagato come l’oro ma che vale meno del ferro arrugginito. Spero intervenga qualcuno per toglierci dall’esasperazione. Pretendiamo che chi ha responsabilità faccia i fatti».

La vergogna di Monte Sant'Angelo senz'acqua

Sede di ben due Siti riconosciuti Patrimonio mondiale dell'Umanità (Il santuario di San Michele e le faggete vetuste della Foresta Umbra), eppure Monte Sant'Angelo sta dando un'immagine vergognosa di sé ai turisti, oltre che ai cittadini residenti, per avere da una settimana rubinetti e servizi igienici a secco.

Sede di ben due Siti riconosciuti Patrimonio mondiale dell'Umanità tutelato dall'UNESCO: le tracce longobarde nel Santuario di San Michele Arcangelo (2011, nell'ambito del sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d. C.)"); le faggete vetuste della Foresta Umbra (2017, nell'ambito del bene transnazionale "Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa"), eppure Monte Sant'Angelo affoga in una perdita d'acqua, facendo una figura vergognos dando un'immagine vergognosa di sé ai turisti, oltre che ai cittadini residenti, per avere da una settimana rubinetti e servizi igienici a secco. Eloquente la lettera aperta inviataci da una lettrice, che di seguito riportiamo. 

«Gentilissimi, vi scrivo perché ormai siamo all’esasperazione. Da circa una settimana a Monte Sant’Angelo stiamo vivendo una situazione paradossale, che ci sta portando a mettere alla prova i nostri nervi. Infatti, da lunedì 12 agosto molte zone della città e tutte le abitazioni dei piani alti della città sono senza acqua. Purtroppo, sia l’Acquedotto sia l’Ente comunale si sono accorti di questo a danno già fatto: non ci basta che si scriva un avviso sul sito del Comune o che il Comune dica in piena emergenza, alla vigilia di Ferragosto, che Acquedotto pugliese deve intervenire; no, non basta questo, perché noi siamo stati a Ferragosto, i giorni prima, ma anche oggi senza un goccio d’acqua. E non sono certamente le botti messe nelle piazze per approvvigionarci, quasi come se fossimo in una zona di guerra bombardata, a far passare o anche solo alleviare il problema: una città come Monte non merita questo. Qualcuno deve pagare per questi gravi danni a tutti noi, perché, ripeto, non è normale che io, e come me tanti altri miei concittadini la mattina, mi sveglio sapendo che non potrò uscire di casa, non avendo potuto soddisfare le minime esigenze igieniche. E né si può pretendere che sopperisca tutto con l’acqua minerale, perché i cittadini già pagano un servizio, indecente possiamo dire, ad Acquedotto pugliese, un servizio pagato come l’oro ma che vale meno del ferro arrugginito. Spero intervenga qualcuno per darci una mano e per toglierci dall’esasperazione. Non accettiamo solo la solidarietà, ma pretendiamo che chi ha responsabilità faccia i fatti. Grazie. 

Giuseppina Nanni, Monte Sant'Angelo (FG)

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