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La riflessione

Leonardo, ma non per fiction (comunque bella)

Chi era davvero il genio che il mondo ci invidia? Lo conosciamo da ciò che scriveva nei suoi numerosi appunti oltre alle opere d'arte, di ingegneria, di anatomia, di invenzione, di pitture...

Leonardo, ma non per fiction (comunque bella)

Questa trasposizione cinematografica mi è piaciuta perché ho “letto” il suo significato simbolico e per comprenderlo si rende necessario mettere in relazione la vita infantile di Leonardo con ciò che è stato rappresentato, fermarsi al primo livello, quello scenico, conduce a conclusioni troppo superficiali.

La nota fiction Leonardo andata in onda sulla Rai e conclusasi da pochi giorni ha riscosso molte critiche tra cui quella di non essere fedele alla vita del grande genio italiano: vero, ma ricordiamoci che è una fiction non una biografia. Ho letto qua e là su giornali e social un certo accanimento nei confronti di Caterina da Cremona, personaggio inventato nella versione cinematografica, che visse con Leonardo e di cui l'artista si prese cura insieme al figlio di lei nato da una relazione con Ludovico Sforza. Nelle otto puntate ci appare un Leonardo un po' impacciato che vive con una certa difficoltà la sua vita quotidiana, forse un tantino ansioso, ma deciso a non rimangiarsi le decisioni prese. Chi era davvero il genio che il mondo ci invidia? Lo conosciamo da ciò che scriveva nei suoi numerosi appunti oltre alle opere d'arte, di ingegneria, di anatomia, di invenzione, di pitture... le opere di uno dei più grandi geni dell'umanità.

Questa trasposizione cinematografica mi è piaciuta perché ho “letto” il suo significato simbolico e per comprenderlo si rende necessario mettere in relazione la vita infantile di Leonardo con ciò che è stato rappresentato, fermarsi al primo livello, quello scenico, conduce a conclusioni troppo superficiali. Prima di tutto è fondamentale ricordare come sia difficile la vita quotidiana in relazione ai propri simili per un superdotato intellettuale quale era Leonardo; chi è molto intelligente presenta delle lacune relazionali determinate dalla impossibilità di essere compreso da noi normodotati. Il super intelligente si comporta a volte come un apparente idiota sia nel suo abbassarsi, senza riuscirci, al livello degli altri, sia per il fatto che per inventare è necessaria una lunga ed estenuante ricerca, uno studio e la continua verifica delle proprie intuizioni. Per riuscire a costruire certe macchine, ricordo che eravamo nel rinascimento e non si avevano a disposizione le tecnologie attuali, era d'obbligo pensare e progettare prima di tutto mentalmente e chi vive certe esperienze non smette mai nemmeno mentre è a cena o sta passeggiando. Ovviamente era possibile fosse spesso un po' assente, per essere presente e concentrato nei suoi pensieri.

Ciò che mi ha più stupito è l'essersi accaniti nei commenti sulla figura di Caterina da Cremona, per questo voglio condurvi in una riflessione di carattere simbolico. La madre di Leonardo fu amante del notaio fiorentino Ser Piero da cui nacque Leonardo, era una donna di umili origini e fu allontanata dalla casa quando il piccolo aveva un anno, il suo nome era Caterina. Sottolineo, Caterina. All'inizio di ogni puntata appare in scena un rapace in volo verso la finestra di una stanza ed è a questa rappresentazione che si lega ciò che Freud mette in evidenza nel suo scritto Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci. Si legge nelle note di Leonardo: “Questo sciver si distintamente del nibbio par che sia mio destino, perché ne la mi prima ricordazione della mia infanzia è mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me e mi aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra”

Freud considera ciò il simbolo della fellatio e di conseguenza una “prova” dell'omosessualità di Leonardo seppur latente visto che non ci sono prove di sue relazioni sentimentali con uomini, la sua vita intima rimase molto privata. Il voltatile in questione era un nibbio, per la mitologia egizia una specie formata da sole femmine, quindi l'immagine del nibbio ci introduce senza alcun dubbio nella lettura onirica della madre avvoltoio e del figlio che cerca un sostituto paterno, ma anche ciò fu smentito da studi successivi per un errore di traduzione. Se è falso che il nibbio si riproduce senza fecondazione (partenogenesi), Il ricordo d'infanzia rimane al sicuro da ogni dubbio e rappresenta la prova di come questo film si debba leggere con occhi più aperti del solito. Leonardo nacque da Caterina, nella sua prima infanzia fu privato della figura paterna e probabilmente il nibbio del ricordo rappresentava l'unione di maschile e femminile. Di una coppia genitoriale non separata? E se fosse solo il desiderio di infantile della suzione? Mi sembra davvero degno di nota analizzare il dove ci vuol condurre il film: alla riparazione. Nella nostra infanzia possono esserci stati traumi, mancanze, dolori, la cosa importante è trovare una soluzione e quale migliore se non aiutare qualcuno che ci ricorda noi stessi. Questa è la fiction che abbiamo seguito in TV, un Leonardo genio e uomo, il più grande di tutti i tempi e il bambino abbandonato che ritrovando la mamma nella donna da amare castamente (Caterina da Cremona, omonima della madre) e suo figlio anch'egli venuto al mondo da un rapporto fuori dal matrimonio e marchiato con l'appellativo di bastardo come lo fu lui stesso. Venendo in soccorso alla mamma e al figlio, egli si sarebbe aiutato, avrebbe curato la sua ferita di figlio diverso, avrebbe riparato il suo cuore di bambino non amato dal padre. Il lato umano di un genio, potrebbe essere in sintesi ciò a cui abbiamo assistito, se poi il grande Leonardo sia stato omosessuale e nel nibbio vedesse il simbolo di un pene, non è un particolare degno di nota, come invece fu il suo interesse per il volo capace di condurlo a studi avveniristici, a intuizioni che ancora ci fanno sentire delle nullità.

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