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La tessitura di Penelope in Basilicata: storia delle donne che non è mai stata raccontata

 Il sogno progettuale prende spunto dal nucleo centrale del nome Matera, dell'essere madre che viene in soccorso allo sfilacciamento sociale. Maria la madre di tutte le madri è un punto di riferimento importante come patrona di Matera (la Madonna della Bruna) anche per il MOICA come movimento di ispirazione cattolica.

La tessitura di Penelope in Basilicata:  storia delle donne che non è mai stata raccontata

Ideatrice è stata Alba Dell'Acqua Presidente Moica Basilicata che ha fatto ricerche e studi sulla storia della condizione femminile nella sua città e nella regione e poi con un lavoro davvero entusiasmate in collaborazione con la psicologa Laura Milini e la sottoscritta ha creato un progetto multidisciplinare per la creazione di un centro studi sulla condizione femminile che possa fungere da polo informativo, formativo e di ricerca sul mondo femminile e sull’emancipazione delle donne.

Penelope: simbolo della moglie paziente in attesa del ritorno a casa dell'avventuroso marito Ulisse? No, Penelope è stata molto di più, la mitologia ci ha consegnato figure fondamentali per comprendere noi stessi e la nostra evoluzione culturale, sociale e relazionale. E allora chi fu Penelope? Una grande stratega, seppe con le mani e con la mente mettere in atto una fondamentale azione per salvare il suo regno, quello di Itaca. È noto che i Proci, convinti che Ulisse non sarebbe ritornato in patria, facevano a gara per chiedere la sua mano e quindi impossessarsi del trono: lei come ha reagito? Di giorno tesseva il sudario di Anchise, suo suocero, e di notte lo disfaceva così da non giungere mai a dover decidere; la sua promessa ai contendenti era che avrebbe accettato di sposare uno di loro quando il lavoro si fosse compiuto... Ulisse giunse in tempo, dopo vent'anni, per non perdere moglie e regno. Se pensiamo che la vicenda orale era narrata da Omero, un uomo, possiamo comprendere quanto tenesse in considerazione l'intelligenza femminile. Questo aspetto di Penelope rappresenta l'emancipazione della donna che sa difendere se stessa e ciò che le appartiene. Si può pensare alla regina di Itaca come il simbolo di chi non giunge da nessuna parte, quel disfare e rifare potrebbe far immaginare il blocco di un progetto, in realtà rappresenta la capacità di aggirare gli ostacoli con pazienza e perseveranza, è abilità di organizzare autonomamente la propria emancipazione attraverso il lavoro che tiene insieme famiglia e comunità. Come le donne di Matera hanno fatto nei secoli. Matera (dal latino Mater) capitale della cultura 2019, è sempre stata madre, generazione produttiva femminile e da questa madre eterna partoriente è nata La tessitura di Penelope: incontro tra lavoro ed abilità. Se tramare vuol dire tessere, inserire la trama nell'ordito, tramare è anche preparare di nascosto un intrigo, mentre la tessitura è un lavoro eseguito ad intreccio che rimanda all'opera manuale femminile di cui Penelope è stata progenitrice. È stata madre di ogni tessitura.

Lunedì 12 aprile Il Moica Basilicata, in diretta dalla sua pagina Facebook, ha presentato un progetto che mi sta molto a cuore: La tessitura di Penelope. Ideatrice è stata Alba Dell'Acqua Presidente Moica Basilicata che ha fatto ricerche e studi sulla storia della condizione femminile nella sua città e nella regione e poi con un lavoro davvero entusiasmate in collaborazione con la psicologa Laura Milini e la sottoscritta ha creato un progetto multidisciplinare per la creazione di un centro studi sulla condizione femminile che possa fungere da polo informativo, formativo e di ricerca sul mondo femminile e sull’emancipazione delle donne. Formare e ricordane, la memoria dell'impegno delle donne nei secoli diventa un trampolino di lancio e rilancio del lavoro per le donne contemporanee. L'autobiografia come patrimonio dell'umanità può contribuire alla rinascita del lavoro e della comunità con al centro la donna in tutti i suoi aspetti e le sue dimensioni. Attenzione al passato per camminare verso il futuro di un femminile radicato nella terra madre. Il sogno progettuale de La tessitura di Penelope prende spunto dal nucleo centrale del nome Matera, dell'essere madre che viene in soccorso allo sfilacciamento sociale. Maria la madre di tutte le madri è un punto di riferimento importante come patrona di Matera (la madonna della Bruna) anche per il MOICA come movimento di ispirazione cattolica.

La conferenza stampa ha visto la partecipazione di Tina Leonzi, Presidente e fondatrice del MOICA, che ha ricordato l'origine del nome Penelope, scelto per la rivista ufficiale dell'associazione in onore della produttività e dell'intelligenza femminile; la Presidente nazionale ha sottolineato l'importanza e l'ampio respiro di questo progetto per le donne della Basilicata e poi per tutte le altre. Alba Dell’Acqua ha esposto il contenuto del progetto; Ivana Pipponzi, Consigliera di Parità della Regione Basilicata con Margherita Perretti, Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Basilicata, ha appoggiato la nascita della proposta: entrambe con la loro partecipazione hanno valorizzato l'idea di Alba. Erano presenti anche Tomangelo Cappelli, Coordinatore regionale Manifesto D’Amore per un Mondo Migliore – G20Matera e come moderatrice della conferenza stampa Simona Bonito, Presidente Rete Potenza Città per le Donne. È stato un momento di nutrimento culturale e materno, uno spazio di respiro sul futuro.

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