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L'iniziativa

Un cuore per chi non c'è più

Riempiamo di cuore le nostre vite, contagiamoci con l'amore per salvare e salvarci. Io ci credo, non è un'utopia ma un grande sogno e i grandi sogni si realizzano prima o poi.

Un cuore per chi non c'è più

(Danilo Di Nenno, galleria piziarte.net)

La Nonviolenza è il nostro futuro, la salute è nostro un diritto. Con l'appuntamento di ieri, sabato 10 aprile, nelle maggiori piazze italiane, alcuni gruppi hanno rimandato a quando si potrà manifestare senza restrizioni, si è voluto dare un messaggio che è una richiesta al Governo di investire più denaro nella Sanità e meno nelle Spese Militari. Come? Disegnando cuori in ricordo delle vittime della pandemia. Vi sembra una richiesta utopica? L'idea è nata da una proposta degli Umanisti per la Salute Diritto Universale, personalmente non sono schierata politicamente e non mi definisco pacifista o in altro modo perché l'unica definizione che mi do è quella di Filosofa, ma quando un'iniziativa è importante ed utile alla vita in comune mi associo e la sostengo. Vorrei che i cuori disegnati e che saranno disegnati, l'iniziativa non deve fermarsi a questo primo passo, rimanessero come segno/simbolo indelebile e che in tutto il mondo si riempissero non solo le piazze, ma le strade, le case, le auto, gli abiti... di cuori. Vorrei che questa icona di amore universale diventasse virale per non dimenticare la sua importanza, chi scrive è stata una collezionista di cuori e ciò dice molto del mio impegno.

La pandemia ha ucciso non solo con il virus, ma ha messo in crisi la vita e la salute di molti esseri umani, la mancanza di posti letto in ospedale ci sta angosciando fin dal 2020 e troppi malati no covid hanno dovuto rimandare le cure: le loro patologie si sono aggravate e c'è chi non ce l'hanno fatta. Da oltre un anno viviamo reclusi e semireclusi, abbiamo perso non solo possibilità di lavoro ma anche il nostro equilibrio psicoemotivo; e che dire delle relazioni con gli altri, della nostra libertà, del nostro essere-nel-mondo. Mentre tutto ciò ci sovrasta come una slavina senza fine, la Terra continua a vivere le guerre: le armi non tacciano. Non credo lo faranno mai e questo non è pessimismo ma una valutazione razionale, gli esseri umani convivono in conflitto da quando sono stati “gettati” nel mondo... mondo in cui esistono collegati grazie ad una rete di relazioni con gli altri, ma se ne dimenticano, lasciano cadere nell'oblio la fondamentale importanza dell'essere una sola grande famiglia. Si recita da più parti senza distinzioni di appartenenza che “solo insieme si può”, ora è il momento di dimostrarlo.

Il cuore non deve solo rappresentare chi non c'è più, il cuore può rappresentarci e diventare il simbolo dell'importanza della vita di chi sta nascendo e nascerà. Lo sappiamo, ormai, che solo l'amore è in grado di non condurci inesorabilmente all'autodistruzione, come è ovvio che solo l'amore potrà spostare un po' di risorse sulla salute sottraendole alle armi. Riempiamo di cuore le nostre vite, contagiamoci con l'amore per salvare e salvarci.

Secondo il recente SIPRI Military Expenditure Database dello Stockholm international peace research institute, nel 2019 le spese militari globali totali sono salite a 1917 miliardi di dollari, se una parte piccolissima andasse alla cura del corpo e della mente sarebbe la dimostrazione non solo che il cuore esiste e che sa palpitare nei petti dei governi mondiali. Se il nuovo nemico è il virus, ma le armi da fuoco non sono strumenti adatti per annientarlo. .

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