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Si è spento a 74 anni

Donato Calice, l’imprenditore che non ha piegato la testa

L’ingegnere che non si arrese al racket delle estorsioni e che ha indirizzato per decenni la politica cerignolana

Donato Calice, l’imprenditore che non ha piegato la testa

Donato Calice

È figlio di Luigi, uno dei primi veri imprenditori di Cerignola, giunto dall’Irpinia ai tempi del boom economico per vendere mobili a rate alle famiglie cerignolane uscite dalla guerra che non parteciparono all’esodo verso le città operaie del nord.

Donato Calice è stata un personalità ingombrante per 40 anni di vita pubblica a Cerignola. Nato nel 1947, è figlio di Luigi, uno dei primi veri imprenditori di Cerignola, giunto dall’Irpinia ai tempi del boom economico per vendere mobili a rate alle famiglie cerignolane uscite dalla guerra che non parteciparono all’esodo verso le città operaie del nord. Laurea in ingegneria, ha coniugato fin dagli esordi la competenza tecnica con le capacità imprenditoriali. Nel 1980 entra in consiglio comunale nelle fila del partito socialista craxiano ed inizia una carriera politica che terminerà nei primi anni ‘90. Calice, però, non ha mai smesso di seguire e orientare la politica con la sua attività imprenditoriale e con un ruolo di consigliori in molte amministrazioni. Soprattutto, però, la figura del costruttore è importante perché è stata forse l’unica voce del mondo produttivo a denunciare pubblicamente la pervasività della criminalità organizzata sull’economia locale. Fin dagli anni ottanta quando i clan Piarulli - Ferraro e Di Tommaso affermarono il loro predominio sul malaffare, Calice è stato per loro un osso duro da estorcere tanto che fu vittima di un attentato. Egli non ha mai smesso di denunciare queste commistioni e lo ha fatto, già provato dal male, anche quando il governo amministrativo della città ha subito l’onta del commissariamento per infiltrazioni mafiose. Tra quanti con lui hanno condiviso percorsi di vita c’è il deputato e magistrato Francesco Bonito che di lui dice: “Donato era un amico fraterno. Compagno di liceo, come Salvatore Tatarella, mio sostenitore politico infaticabile. Di lui ricordo la straordinaria intelligenza e l'amore infinito per la sua famiglia che sento un po' anche mia. Sono molto triste e mi sento più solo”. Anche Antonio Giannatempo, sindaco e amministratore, ricorda che “ Con Donato abbiamo avuto una lunga e fraterna amicizia, condividendo visioni, percorsi politici e amministrativi. La sua lunga esperienza ha reso possibili tante realizzazioni edilizie e infrastrutturali che oggi fanno di Cerignola una città più moderna e funzionale”. Lascia, oltre la moglie e i figli, una serie di opere, di edilizia privata e pubblica, come le famose villette di Calice, che racconteranno ancora a lungo la personalità dell’ingegnere, come tutti lo chiamavano.

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