IL MATTINO
Focus
16.04.2026 - 14:05
Lucia Ferraro gestisce un piccolo salone di auto usate alla periferia di Catanzaro da forse quindici anni, e da qualche mese racconta che l'offerta di diesel Euro 5 provenienti dal Nord è aumentata in modo anomalo
In Lombardia il blocco scatta dal primo ottobre 2025 tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30, in Piemonte nei feriali dalle 8.30 alle 18.30 fino al 15 aprile 2026, in Emilia-Romagna nei feriali dalle 8.30 alle 18.30 tutto l'anno, in Veneto senza fasce orarie e senza eccezioni dallo stesso mese, e il totale dei veicoli interessati nei comuni sopra i 30000 abitanti supera 1 milione e 300000 unità secondo i dati ACI, di cui 484000 nella sola Lombardia, 340000 in Veneto, 270000 circa in Emilia-Romagna e 236000 in Piemonte. Le auto diesel Euro 5 rappresentano l'8,8% del parco circolante italiano, circa 3,7 milioni di veicoli immatricolati tra il 2009 e il 2015, e da ottobre una quota consistente di queste auto non potrà più muoversi nelle ore lavorative nelle città più grandi del Nord. Federcarrozzieri ha parlato di un possibile "effetto tsunami" sul mercato dell'usato, con i prezzi delle auto conformi alle nuove norme destinati a salire rapidamente, e in effetti il mercato dell'usato stava già soffrendo per conto suo visto che il prezzo medio di un'auto in Italia è passato da circa 21000 euro nel 2019 a 29300 nel 2024, un aumento del 39,5%.
Lucia Ferraro gestisce un piccolo salone di auto usate alla periferia di Catanzaro da forse quindici anni, e da qualche mese racconta che l'offerta di diesel Euro 5 provenienti dal Nord è aumentata in modo anomalo. Le arrivano lotti interi da rivenditori lombardi e piemontesi che fino a due anni fa non le avrebbero mai proposto quel tipo di stock. Auto tra i sei e i tredici anni con chilometraggi medi tra i 120000 e i 180000 chilometri, berline familiari e SUV compatti che al Nord non valgono più quello che costavano. In Calabria il diesel resta il carburante dominante e i divieti di circolazione per classe ambientale praticamente non esistono, quindi sulla carta sono auto perfettamente vendibili. Il problema secondo Ferraro è che quasi nessuno dei venditori settentrionali informa esplicitamente che quei veicoli sono soggetti a restrizioni nelle regioni di provenienza. Le schede tecniche ci sono, la classe Euro è scritta sulla carta di circolazione, ma un acquirente calabrese che non ha mai sentito parlare del blocco Euro 5 in Lombardia non va a controllare. E il venditore del Nord non ha nessun obbligo formale di spiegarlo.
Il fenomeno non è limitato alla Calabria. I dati di vendita delle piattaforme di annunci mostrano che al Sud Italia e nelle isole il diesel rappresenta ancora il 59% delle preferenze contro il 15% della benzina, una forbice che al Nord si è già chiusa da tempo. Servizi di verifica della storia del veicolo come carVertical possono segnalare la classe emissiva e lo storico delle registrazioni, il che in teoria permette a un compratore di capire dove l'auto ha circolato e se proviene da una zona soggetta a restrizioni, ma in pratica pochi acquirenti privati nel Mezzogiorno eseguono questo tipo di controllo prima dell'acquisto. La domanda meridionale di diesel usato è rimasta solida anche quando al Nord crollava, e questo ha creato un canale naturale di scarico per il mercato settentrionale. Concessionari a Milano, Torino e Bologna che si ritrovano con parchi auto invendibili nei loro territori hanno scoperto che un Euro 5 diesel che vale forse 5000 o 6000 euro in Lombardia ne vale ancora 8000 o 9000 in Sicilia o in Puglia. Il margine esiste, e nessuno lo sta controllando.
La situazione di Roma e Firenze aggiunge un altro strato di complessità. Roma ha rinviato il blocco degli Euro 5 diesel nella Fascia Verde a novembre 2026, il che significa che per almeno un altro anno le auto diesel Euro 5 possono circolare liberamente nella capitale. Firenze con il suo Scudo Verde attivo da aprile 2025 ha escluso gli Euro 5 diesel dalle sanzioni per ora, con il divieto effettivo rimandato oltre il 2026. Il risultato è una mappa italiana di restrizioni talmente frammentata che persino gli operatori del settore faticano a seguirla, e per un privato cittadino che compra un'auto usata è praticamente impossibile capire dove quella macchina potrà circolare fra due anni senza fare ricerche approfondite. Il problema non è solo normativo. I dati di Federcarrozzieri indicano che con oltre un milione e 300000 veicoli bloccati nel bacino padano la pressione sul mercato dell'usato conforme alle norme sarà enorme, e chi possiede un Euro 6 benzina o un ibrido leggero nella fascia tra 9000 e 15000 euro ha già visto il valore della propria auto salire.
"Non è che queste macchine sono rotte o pericolose, hanno sei o sette anni e funzionano benissimo" ha detto Ferraro durante una conversazione sul tema. "Il problema è che me le mandano qui come se fossero normali auto usate, e quando poi il mio cliente scopre che a Milano o a Torino non potrebbe neanche parcheggiare durante la settimana, chi ci fa la figura del truffatore sono io." La frustrazione dei rivenditori meridionali che si ritrovano a gestire l'inventario scaricato dal Nord è comprensibile. Non esiste un obbligo di legge che imponga al venditore di dichiarare le restrizioni di circolazione nella zona di provenienza, e la classe Euro da sola non dice nulla a un compratore che vive in una regione dove quei divieti non si applicano. Il flusso di auto dal Nord al Sud non è nuovo in sé, il mercato dell'usato italiano ha sempre avuto una componente geografica importante, ma la velocità con cui i divieti Euro 5 stanno spostando volumi è inedita.
Un compratore di Palermo che ha acquistato una berlina diesel Euro 5 nel febbraio scorso ha raccontato di non aver mai saputo delle restrizioni lombarde fino a quando un amico milanese non gli ha detto che quella stessa auto lì non avrebbe potuto circolare. "L'ho pagata il prezzo pieno, non mi hanno fatto nessuno sconto, non mi hanno detto niente di divieti" ha spiegato, aggiungendo che l'auto gli serviva per andare al lavoro e che a Palermo funzionava perfettamente. La stessa auto in un concessionario milanese sarebbe stata venduta probabilmente a duemila euro in meno, forse di più, semplicemente perché nessuno al Nord la vuole più per uso quotidiano. In un annuncio online consultato alla fine di marzo, un SUV diesel Euro 5 del 2013 con 145000 chilometri era in vendita a Palermo a 11500 euro senza nessuna menzione delle restrizioni di circolazione vigenti in quattro regioni italiane.
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