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Il fatto di cronaca

Cade dal monopattino e batte la testa, bambino di Andria ricoverato in grave condizioni a Foggia

Un bambino di Andria è ricoverato in gravi condizioni nel policlinico Riuniti di Foggia dopo che, nella tarda serata di ieri, è caduto dal monopattino che guidava.

andria, bimbo cade dal monopattino: è grave. cosa sappiamo e come prevenire nuovi incidenti

Il bambino, che compirà 11 anni il prossimo giugno, sbattendo contro l'asfalto ha riportato diversi traumi, soprattutto alla testa. Soccorso dal personale del 118, la vittima è stata sedata e intubata e poi trasferita dall'ospedale Bonomo di Andria a Foggia, perché bisognosa di ricovero in Neurochirurgia pediatrica. Le sue condizioni restano serie.

Se bastano pochi secondi per preparare una minestrina al latte, quanto ne occorrono perché la vita cambi di colpo? Nella tarda serata di ieri, ad Andria, un bambino che compirà 11 anni il prossimo giugno è caduto dal monopattino che stava guidando. Un tonfo sull’asfalto, i traumi—soprattutto alla testa—e la corsa contro il tempo: sedazione, intubazione, trasferimento d’urgenza. Oggi è ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Riuniti di Foggia, nel reparto di neurochirurgia pediatrica. Il monopattino è stato sequestrato; la Procura di Trani coordina le indagini. Una notizia che interroga tutti: cosa possiamo imparare, subito, per ridurre il rischio che un’altra famiglia si ritrovi nell’incertezza più dolorosa?

H1 — UN UNDICENNE IN CONDIZIONI GRAVI: I FATTI ESSENZIALI E LE DOMANDE GIUSTE
Secondo quanto ricostruito, l’incidente è avvenuto ad Andria nella tarda serata di ieri. Soccorso dal personale del 118, il bambino è stato sedato e intubato—procedure tipiche in caso di trauma cranico severo o quando lo stato di coscienza è compromesso—e quindi trasferito dall’Ospedale “L. Bonomo” di Andria al Policlinico Riuniti di Foggia per necessità di cure specialistiche in neurochirurgia pediatrica. Le sue condizioni restano serie. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, sono in corso per definire la dinamica; al momento sembra escluso il coinvolgimento di altri mezzi. Cosa sappiamo e cosa no? Sappiamo il luogo, la gravità, il percorso clinico d’emergenza, il sequestro del monopattino—misura standard per le verifiche tecniche. Non sappiamo se il minore indossasse il casco, né l’esatta causa della caduta (una sconnessione, una manovra improvvisa, un ostacolo). E sono proprio i punti mancanti a ricordarci quanto ogni dettaglio conti quando parliamo di mezzi leggeri e bambini.

# H2 — DALLA STRADA ALL’OSPEDALE: PERCHÉ SEDAZIONE E INTUBAZIONE SALVANO TEMPO (E VITE)
Quando il 118 giunge su un trauma importante alla testa, le priorità sono tre: proteggere il respiro, stabilizzare la circolazione, evitare ulteriori danni cerebrali. La sedazione controlla dolore e agitazione, riducendo il consumo di ossigeno del cervello; l’intubazione protegge le vie aeree e assicura una ventilazione adeguata, specie se lo stato di coscienza è ridotto. Il trasferimento rapido verso un centro con neurochirurgia pediatrica—come il Policlinico Riuniti di Foggia—fa parte della catena di sopravvivenza: in questi casi, centralizzare significa offrire in tempi stretti TAC, monitoraggi e, se necessario, interventi. Dietro la cronaca c’è una verità semplice: il tempo è cervello. Ogni minuto ben speso in strada e in ambulanza può tradursi in migliori probabilità di recupero.

# H2 — MONOPATTINI ED ETÀ MINIMA: REGOLE, LIMITI E REALTÀ DEL RISCHIO
Monopattino fa rima con libertà, ma anche con responsabilità. Le regole base oggi in Italia sono chiare: - casco obbligatorio per i minorenni; - limite di velocità di 20 km/h su strada e 6 km/h nelle aree pedonali; - divieto di circolare sui marciapiedi; - una sola persona per veicolo; - luci efficienti e dispositivi riflettenti nelle ore serali/notturne. A queste, si aggiunge una raccomandazione spesso sottovalutata: valutare l’idoneità del mezzo e l’età del conducente. Anche se i monopattini elettrici sono diffusi, non sono giocattoli. La sensibilità al freno, l’equilibrio su ruote piccole, la reazione a buche e cordoli rendono la guida più impegnativa di quanto sembri—soprattutto per un bambino di 10 anni, in fase di sviluppo neuromotorio e con un giudizio del rischio ancora in maturazione. Gli studi su bici e monopattini concordano su un punto: il casco riduce significativamente l’entità dei traumi cranici. La letteratura varia nelle percentuali a seconda del contesto, ma il senso non cambia: tra casco e niente casco c’è di mezzo un potenziale salto di gravità. Non sappiamo se in questo caso fosse indossato, ma sappiamo che, statistica alla mano, la protezione fa differenza.

# H2 — CITTÀ, FAMIGLIE, SCUOLE: UNA RESPONSABILITÀ CONDIVISA
Le strade non sono tutte uguali. Buche, scarsa illuminazione, mancanza di piste ciclabili: il contesto urbano incide. È qui che la responsabilità si fa corale: - per i Comuni, manutenzione delle superfici, segnaletica chiara, controlli e campagne di sensibilizzazione; - per le scuole, educazione alla mobilità sicura, simulazioni pratiche, uso del casco come norma sociale; - per le famiglie, accompagnamento nelle prime uscite, scelta di tragitti protetti, controllo periodico del mezzo (freni, pneumatici, luci). Un’analogia utile? Pensiamo al monopattino come a un coltello da cucina: utilissimo nelle mani giuste, rischioso se usato senza consapevolezza, soprattutto dai più piccoli. L’obiettivo non è demonizzare, ma costruire intorno al mezzo un ecosistema di sicurezza.

## H3 — IL RUOLO DEL 118 E DELLE FORZE DELL’ORDINE
L’attivazione rapida del 118, il triage sul posto, la decisione di sedare e intubare, il trasferimento in centro di riferimento: la gestione dell’emergenza in Puglia ha seguito i passaggi attesi. Parallelamente, l’azione della Procura di Trani—che coordina gli accertamenti e ha sequestrato il monopattino—rientra in una prassi che tutela la verità dei fatti e, in prospettiva, la prevenzione. Capire la dinamica serve non solo alla giustizia, ma anche alla salute pubblica.

# H2 — DAL COMFORT DELLA MINESTRINA AL LATTE ALLA FRAGILITÀ DELLA STRADA: DUE SCENE DELLA STESSA VITA
“Minestrina al latte, una ricetta tanto semplice quanto irresistibile.” È una frase che appartiene alla quotidianità di molte case italiane: il piatto caldo della sera, l’infanzia che profuma di normalità. Eppure, basta uno sbandamento sull’asfalto per ribaltare il tavolo delle abitudini. Non c’è relazione tra la ricetta di famiglia e l’incidente di Andria; c’è, però, la fotografia di come viviamo: un salto continuo tra gesti semplici e imprevisti complessi. La sicurezza stradale dei bambini è esattamente qui, nel mezzo: una cura quotidiana, non dissimile da quella con cui scegliamo ingredienti buoni. Casco allacciato, percorso adatto, velocità giusta: sono la nostra “ricetta base”.

## H3 — BUONE PRATICHE PER GENITORI E RAGAZZI
- casco sempre, ben regolato, omologato; - protezioni per polsi e gomiti nelle prime fasi di apprendimento; - niente cuffie o smartphone in mano durante la guida; - evitare strade trafficate, buio e pioggia; preferire piste ciclabili; - controlli periodici al mezzo: freni, campanello, luci, pneumatici; - regola dei “due occhi in più”: fino a quando non c’è piena autonomia, un adulto a fianco.

### H4 — UNA CHECKLIST PRIMA DI USCIRE
- Itinerario pianificato e alternativo in caso di ostacoli? - Casco allacciato e luci funzionanti? - Meteo favorevole e visibilità adeguata? - Regole ripassate: velocità, precedenze, attraversamenti?

# H2 — ANDRIA, FOGGIA, TRANI: LUOGHI CHE RACCONTANO UNA RETE
Andria, con l’intervento del 118 e il primo approdo all’Ospedale “L. Bonomo”; Foggia, con il Policlinico Riuniti e la neurochirurgia pediatrica; Trani, con la Procura che coordina le indagini. La mappa della notizia è anche la mappa di un sistema che, quando funziona, tiene insieme urgenza clinica e accertamento delle cause. Non possiamo impedire ogni caduta; possiamo però fare in modo che ciascun anello—famiglie, scuole, Comuni, sanità, giustizia—riduca l’attrito con la realtà. Perché, in fondo, la domanda non è se i monopattini siano “buoni” o “cattivi”, ma quanto siamo disposti a trattarli per ciò che sono: mezzi di trasporto veri, con regole vere, e con una sola variabile che fa sempre la differenza—la prudenza, soprattutto quando in gioco c’è la testa dei nostri figli.

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