Cerca

il caso

Si finge vittima ma è complice dell'estorsione: indagine della Dda di Potenza

Il responsabile della filiale di Tito (Potenza) della "Salerno Trasporti" - che ha sede legale a Salerno - è stato posto agli arresti domiciliari dai Carabinieri con l'accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso

L'inchiesta sul petrolio regge: a giudizio in 47

Il palazzo di giustizia di Potenza (foto Gianfranco Vaglio)

Il provvedimento, emesso dal gip distrettuale di Potenza su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha riguardato anche un altro uomo, per la stessa accusa. La vicenda risale al febbraio scorso, quando la filiale di Tito della "Salerno Trasporti" ricevette delle telefonate minatorie nelle quali venivano chiesti diecimila euro come "contributo" che gli "imprenditori della zona" dovevano versare "per rimpinguare le casse" di un clan criminale colpito da alcune operazioni antimafia dell'autorità giudiziaria. Gli imprenditori si rivolsero ai Carabinieri: insieme a loro anche il responsabile della filiale lucana della società salernitana, che firmò la denuncia come vittima del tentativo di ricatto, "dissimulando - secondo l'accusa - il suo ruolo effettivo di complice e di vettore della richiesta minatoria". Le indagini della Dda e dei Carabinieri, con intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, una perizia fonica e l'interrogatorio di alcune persone - hanno portato all'arresto di due uomini. La Procura distrettuale antimafia di Potenza ha sottolineato lo "spirito di collaborazione" dimostrato dai cittadini nella vicenda.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione