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Il caso

Monsignor Orofino scarica su «Roma» la decisione di scomunicare don Domenico Martino, il sacerdote-esorcista accusato di aver abbandonato la parrocchia per curarsi

«Ci siamo ancora rivolti a Roma chiedendo il da farsi vista la situazione e il Vaticano ci ha risposto: "Per piacere rispettate la sua volontà e formalizzate l’atto giuridico"»

Monsignor Orofino scarica su «Roma» la decisione di scomunicare don Domenico Martino, il sacerdote-esorcista accusato di aver abbandonato la parrocchia per curarsi

Monsignor Orofino e don Domenico Martino

Con fare ponziopilatesco monsignor Vincenzo Orofino, vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, ai microfoni di Basilicata radio due ha scaricato più volte su «Roma» la decisione di scomunicare don Domenico Martino, il sacerdote-esorcista che aveva abbandonato la parrocchia per curarsi e che è accusato di aver celebrato messa con una chiesa scismatica. «Sono stato interpellato per capire cosa stesse succedendo - ha detto Orofino - e ho iniziato a chiamare Domenico, ma niente da fare. E non ci sono riuscito anche dopo aver contattato i miei collaboratori. Volevamo semplicemente chiedergli cosa ci facesse lì e cosa fosse successo e, chiaramente, volevamo dare delle risposte a chi ci aveva chiesto informazioni. Alla fine gli ho mandato un messaggino spiegandogli che avevo bisogno di parlargli e aggiungendo che, qualora entro una certa data non mi avesse risposto, avrei detto ai miei uffici di procedere in quanto, nella Chiesa, ci sono delle regole. Così, il vicario giudiziale lo ha convocato per il primo giugno, lui non si è presentato senza dare spiegazioni e, senza volersi rivolgere a noi, ha proclamato per iscritto che lasciava la Chiesa cattolica. A quel punto noi ci siamo ancora rivolti a Roma chiedendo il da farsi vista la situazione e il Vaticano ci ha risposto: ‘per piacere rispettate la sua volontà e formalizzate l’atto giuridico’. L’atto giuridico si chiama scomunica e non è stato imposto da me a lui, in realtà ha fatto tutto Domenico che aveva dichiarato di voler lasciare la Chiesa e il sacerdozio, noi abbiamo fatto di tutto affinchè rimanesse con noi ma lui si è negato e non ha più voluto parlare con noi».

Don Domenico aveva già comunicato sui social, lo scorso 13 maggio, che si chiamava fuori dalla Chiesa cattolica perché alle prese con problemi di salute e con la necessità di riorganizzare la sua vita. E invece di trovare comprensione, in una Diocesi che ha accolto anche qualche pecorella smarrita tra i sacerdoti che in passato sono finiti in uno scandalo che aveva come epicentro il Vallo di Diano, don Domenico si è beccato una scomunica.

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