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Sindacati e Lavoro

Precariato, edilizia scolastica e rientro in totale sicurezza: i timori del mondo della scuola nell’intervista al segretario Flc Cgil Potenza Paolo Laguardia

Flash mob e sit-in virtuali in tutta Italia, i sindacati si mobilitano: «Noi proponiamo temi concreti e la politica ci risponde con il plexiglass»

Precariato, edilizia scolastica e rientro in totale sicurezza: i timori del mondo della scuola nell’intervista al segretario Flc Cgil Potenza Paolo Laguardia

Paolo Laguardia (fonte sito Cgil Basilicata)

Il rito più amato da tutti i maturandi italiani, oltre alla attesissima “notte prima degli esami”, è senza dubbio quello del countdown dei 100 giorni che quest’anno, quasi come una beffa del destino, è coinciso con il 9 marzo, il giorno dell’emanazione del famoso Dpcm recante nuove misure per il contenimento del virus. Oggi a pochi giorni dall’inizio della maturità 2020 il tema della scuola è al centro del dibattito politico nazionale. Ieri, lunedì 8 giugno ultimo giorno per l’anno scolastico, i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda hanno indetto uno sciopero che tra flash mob e sit-in virtuali ha voluto portare alla luce le criticità del mondo della scuola in questo momento storico epocale. La politica lucana si sta mobilitando, qualche settimana fa l’appello di Pessolano (Basilicata In Azione) per l’apertura di un tavolo sulla scuola e sul ritorno in sicurezza, seguito dalla richiesta di Summa (Cgil) il 3 giugno e nella giornata odierna da quella dei pentastellati Carlucci, Perrino e Leggieri. Le istituzioni regionali e scolastiche però tacciono. La redazione del Mattino ha raggiunto il segretario Flc Cgil Potenza Paolo Laguardia, che ha analizzato lo stato di salute della scuola lucana e italiana.

Uno sciopero sui generis, che ha coinvolto lavoratori, dirigenti, famiglie. Cosa è emerso da questa manifestazione?

«L’assemblea in video conferenza ha illustrato le ragioni del nostro sciopero. Ci sono state manifestazioni in tutta Italia, flash mob e anche assemblee in videoconferenza. Una giornata di mobilitazione che ha coinvolto famiglie e studenti, docenti e personale scolastico per poter evidenziare le problematiche che stiamo vivendo. Non abbiamo avuto risposte dal Governo e dal nostro Ministro dell’Istruzione. Gli umori dei lavoratori sono di estrema preoccupazione, tutti si chiedono con che modalità riaprirà la scuola a settembre, quale sarà il nuovo orario scolastico e soprattutto con quali dotazioni organiche di docenti e Ata. La grande incognita del Paese è la riapertura scolastica, a settembre si misurerà la capacità della nazione di poter ripartire in condizione di sicurezza per lavoratori e studenti».

Quali disposizioni saranno necessarie per la rientro a scuola? Cosa manca alla legge sulla scuola?

«Le informazioni che ci pervengono sono lacunose. Ci ritroviamo spesso davanti a boutade e provocazioni della politica. Docenti e famiglie sono totalmente spaesati. La didattica a distanza ha fatto emergere ancora di più le differenze tra gli ambienti sociali, estromette infatti una gran parte degli alunni dalla formazione, una modalità che accentua le differenze. La Dad non riesce a colmare il vuoto lasciato a tutti i ragazzi portatori di handicap o ai bambini piccolissimi che necessitano di un contatto. Bisogna tornare a scuola e bisogna farlo in assoluta sicurezza. Occorrerebbe un organico straordinario per l’emergenza. Noi l’abbiamo quantificato in 120-150 mila docenti e 20 mila del personale Ata. Un investimento che va ben oltre l’uno virgola cinque miliardi stanziato dal Decreto Rilancio. Noi poniamo il problema di una scuola che riparte con un organico appropriato, le classi infatti probabilmente verranno sdoppiate. Le aule italiane hanno una media di 20-25 metri quadri in Italia, se creiamo un distanziamento esse potranno contenere al massimo 10-12 bambini. C’è bisogno di un potenziamento dell’organico, sarà necessario individuare altre strutture per suddividere l’insegnamento. Stiamo rischiando di partire col piede sbagliato. Noi proponiamo questi temi e la politica ci risponde con il plexiglass».

Il tema del precariato è sempre stato uno tra i più discussi nel mondo della scuola. Qual è la situazione attuale?

«Sul precariato sono state fatte delle politiche dissennate negli ultimi anni, si è alimentato questo fenomeno a dismisura. Inizieremo il prossimo anno scolastico con oltre 200 mila precari, una scuola che vuole fare qualità non può contenere al suo interno un elemento così forte di precarietà. Avevamo chiesto di semplificare le procedure per il concorso straordinario e ci è stata fatta la caricatura di questa proposta. Dicevano che volevamo il todos caballeros, invece quello che chiediamo è una procedura semplificata per gli insegnanti che da anni militano all’interno della scuola e ci invecchiano con le supplenze. Questa classe docente non ha potuto partecipare ai concorsi, dal 2012 infatti Profumo ha aperto le selezioni ai soli abilitati. Una norma del 2019 ha inoltre cancellato i percorsi abilitanti. Noi da sempre ci battiamo sulla serietà dei concorsi, che devono essere realizzati con una periodicità di almeno due anni».

La richiesta di tavoli di lavoro sulla scuola non ha sortito l’effetto sperato da parte delle istituzioni regionali. Qual è la situazione lucana?

«Dei tavoli che chiedeva Summa qualcuno è partito ma non sulla scuola. Abbiamo necessità di confrontarci con le province, con i comuni. La nostra Regione è fatta di piccolissimi comuni, frazioni, l’intervento delle istituzioni sarà fondamentale per il futuro, ma dobbiamo incontrarci in tempi brevi. Bisogna capire che tipo di interventi bisogna applicare, se si parla di orari shiftati è necessario attuare un piano trasporti dedicato. Se si parla di ripartenza bisogna farlo con i giusti presupposti. Attendiamo risposte concrete dagli enti scolastici e dalla Regione».

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