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Effetto coronavirus

Parchi avventura lucani, nessuno parla di riapertura

La parola agli imprenditori: perdite economiche fino a 40 mila euro. Timore dei costi di sanificazione. Dubbi sulla categorizzazione dell’attività

Parchi avventura lucani, nessuno parla di riapertura

La Regione Basilicata da anni ha ampliato la propria offerta turistica ad esperienze adrenaliniche inserite in scenari paesaggistici. In particolare è cresciuto l’impatto economico dovuto al flusso di visitatori, che nei mesi più caldi, sceglie di concedersi una giornata all’insegna dell’avventura all’interno di un parco lucano. Una tipologia di attività che è solita programmare il primo giorno di apertura al pubblico in coincidenza della Pasquetta o, comunque, prima della chiusura estiva degli istituiti scolastici. Come stanno vivendo il lockdown queste aziende, di cui si è sentito parlare ben poco, e con quali perplessità stanno facendo i conti? Giovanna Cresci, direttrice del Parco delle Stelle di Trecchina, racconta al Mattino la sua esperienza: «Quest’anno avevamo in programma un evento, l’ultima domenica di marzo, per un raduno di motociclisti e l’apertura vera e propria prevista da Pasqua in poi. Non possiamo fare paragoni con lo scorso anno, perché la nostra è una nuova gestione. Visti, però, i riscontri sui social e il numero di telefonate ricevute posso dire che abbiamo attutito un’esigente perdita, avevamo già preso contatti con agenzie della Puglia e della Basilicata e con gli istituti scolastici». Ad oggi la direttrice afferma di non avere notizie in merito alla riapertura: «Siamo fiduciosi. Il Parco si estende su cinque ettari e potremmo, in caso di apertura, evitare assembramenti. Abbiamo raggiunto anche 600 visitatori in una stessa giornata, ma non se ne percepiva l’affluenza, perché dislocati in punti diversi. Temiamo, però, venga richiesta la sanificazione dell’intera area, si tratterebbe di una somma davvero troppo elevata. Speriamo che entro luglio si possa ripartire alla grande». Antonio Dibiase creatore, con Antonio Bellarossa, del Lucania Outdoor Park di Accettura ci parla dell’attività svolta lo scorso anno: «Ogni anno apriamo in concomitanza con la Pasquetta o, se le giornate lo permettono metà marzo. In primavera lavoriamo con il turismo scolastico, sono tantissime le scuole che prenotano per accedere al parco avventura e al nostro laboratorio didattico. Terminata questa fase inizia il lavoro con i gruppi e con le famiglie. Restiamo attivi fino anche oltre la metà di settembre. Le tre date in cui si registra il pienone sono la Pasquetta, il primo maggio e ferragosto, con una media di duemila persone che sostano tra l’area picnic e il resto del parco. Ad oggi possiamo affermare di aver già toccato una perdita di 40 mila euro. La nostra squadra si compone di nove dipendenti a tempo indeterminato, quattro o cinque a tempo determinato, con un incremento ad agosto di altre unità lavorative ed eravamo già pronti a partire, prima che venisse dichiarato il lockdown». Per quanto riguarda il futuro afferma: «Attendiamo il decreto per capire come muoverci, tenga conto gestiamo anche un bar-ristorante. Dobbiamo capire fra quali attività annoverano i parchi avventura. Nei nostri percorsi è già previsto il vincolo di due persone per piattaforma, se necessario potremmo ridurre il numero ad uno». Identica la situazione per il Parco Avventura Albano di Lucania, amministrato da Morena Filomena Anna.

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